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CISINT (Lega): “Bilanci mai pubblicati. Pronti a segnalare tutto alle autorità”

VENEZIA - 31 ago. “Più si scava e più emergono ombre e ambiguità dietro la rete messa in piedi in questi anni da Prince Howlader e dalla sua associazione, fino a poco tempo fa utilizzata per organizzare tornei di cricket e ora improvvisamente al centro di una raccolta fondi milionaria. E i conti non tornano. Nella consultazione pubblica del RUNTS non risultano disponibili né i bilanci dell’associazione né i rendiconti delle raccolte fondi. Serve trasparenza e tracciabilità e per questo siamo pronti a segnalare tutto alle autorità competenti.
Ma a questo punto mi chiedo se dietro questo giro di finanziamenti non ci sia ancora di più. A Monfalcone, che vive dinamiche molto simili a Mestre e Marghera per la presenza di un numero elevato di bengalesi e per un sistema industriale analogo, abbiamo scoperto il sistema del “pizzo islamico”: nel sottobosco dei subappalti delle piccole aziende bengalesi ci sono lavoratori costretti a restituire fino a metà dello stipendio al datore di lavoro, per far confluire parte di quel denaro nelle casse delle moschee. È quindi lecito chiedersi se lo stesso meccanismo sia stato applicato anche per alimentare la raccolta fondi della mega-moschea e trovare i 20 milioni necessari a costruirla.

La legge che la Lega propone e che a breve Matteo Salvini illustrerà pone al centro la necessità di colmare quel vuoto normativo che riguarda l’esercizio del culto da parte delle confessioni religiose prive di intesa, come l’Islam. Uno degli articoli più importanti riguarda proprio la rendicontazione e la pubblicazione dei bilanci: basta soldi occulti, basta finanziamenti non tracciabili, basta fondi dall’estero provenienti da fondazioni islamiste. Soldi che possono arrivare anche da attività illecite, come quelle del “pizzo islamico”, o da organizzazioni legate al fondamentalismo, come la Fratellanza Musulmana, che attraverso le proprie reti sostiene in Italia e in Europa l’apertura e il finanziamento di centri islamici per creare avamposti dell’Islam politico sul nostro territorio, nei quali alimentare radicalismo e odio verso l’Occidente. Luoghi attraverso i quali portare avanti quel becero islamismo che tende ad insinuarsi all’interno della nostra società e delle nostre istituzioni per condizionarle dall’interno, fino ad arrivare alla sovversione dell’ordine democratico per imporre moschee, sottomissione della donna e Sharia.

Con la nostra proposta di legge tracciamo un confine chiaro e invalicabile. Sì alla libertà religiosa, ma dentro le leggi dello Stato e nel rispetto della sicurezza, della libertà e della dignità delle donne e dei nostri principi democratici. In Italia non ci possono essere zone franche: la Costituzione e le nostre leggi vengono prima della Sharia.”

Così Anna Maria Cisint, europarlamentare Lega.

Ultimo aggiornamento: 10/09/2026 07:47