CONEGLIANO/VALDOBBIADENE (TV) - Città italiana del Vino, via al biennio di eventi. Il fitto programma, alla base del riconoscimento promosso dall’Associazione Nazionale Città del Vino, di cui fanno parte oltre 500 comuni in tutta Italia, si apre con una tre giorni (dal 27 febbraio al 1° marzo) di iniziative pubbliche che si svolgeranno in modalità diffusa a Pieve di Soligo, Valdobbiadene, Conegliano e Vittorio Veneto. I quattro Comuni fanno parte della coalizione di quattordici complessivi, tutti in provincia di Treviso, la quale ha ottenuto il prestigioso riconoscimento di “Città italiana del Vino” per gli anni 2026 e 2027, assieme al territorio del Vulture in Basilicata. Gli altri Comuni che completano il gruppo sono Cison di Valmarino, Farra di Soligo, Follina, Fregona, Miane, Refrontolo, San Pietro di Feletto, San Vendemiano, Susegana, Vidor. Conegliano svolge il ruolo di capofila. L’insieme dei 14 Comuni rappresenta l’area “Conegliano Valdobbiadene”, le cui Colline sono Patrimonio dell’Umanità UNESCO, all’insegna di un prodotto di qualità come il Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG e di una candidatura del titolo emblematico: “Giovani al Centro”. I Comuni, i loro partner e sostenitori organizzeranno in due anni circa 190 iniziative.
Il riconoscimento di Città Italiana del Vino è nato nel 2021 e prevede la realizzazione di un programma di attività enoturistiche, culturali, ambientali, socioeconomiche, relativo al mondo del vino nelle sue molteplici declinazioni. L’obiettivo è valorizzare i pregi e le peculiarità della cultura della vite e del vino del territorio e l’impatto che questa ha sulla società, l’economia, la gastronomia, il paesaggio e il patrimonio materiale e immateriale. Il 2026 e il 2027 saranno quindi, per i territori interessati in Veneto e in Basilicata e per le filiere vitivinicole locali, caratterizzati da eventi ed attività che costituiranno l’opportunità di richiamare l’attenzione di esperti ed intenditori e di promuovere in chiave turistica luoghi ed identità. Conegliano Valdobbiadene e Vulture ricevono il testimone dai Castelli Romani, che ha detenuto il riconoscimento nel 2025.
Apertura quindi venerdì 27 febbraio con un convegno, dalle ore 18.00, presso l’Auditorium “Battistella Moccia” di Pieve di Soligo: "Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg: genesi e futuro di un'eccellenza italiana". Il giorno successivo, dalle ore 10.00, un altro convegno si svolgerà presso l’Aula Magna dell'Istituto “G. Verdi” di Valdobbiadene, a cura degli studenti delle scuole superiori di tutta l’area, incentrato su progetti e opportunità per valorizzare il territorio e i legami con i prodotti di eccellenza, a cominciare dal prosecco. Pomeriggio a Conegliano: tra gli appuntamenti in programma un concerto del Piccolo Coro al Duomo, una visita guidata alla Sala dei Battuti, un brindisi al Convento di San Francesco e altre esperienze alla scoperta della storia e delle tradizioni locali. Domenica 1° marzo si terrà una visita al Museo della Battaglia di Vittorio Veneto e alla mostra "Sport Emozione" a Palazzo Todesco. Ma nella tre giorni del 27 e del 28 febbraio e del 1° marzo si svolgeranno anche altre iniziative pubbliche, tra cultura, intrattenimento ed enogastronomia. Un antipasto delle circa 190, solo in Veneto, che interesseranno i Comuni coinvolti, nel corso del 2026 e del 2027.
“Sarà un biennio – dichiara Benedetto De Pizzol, coordinatore regionale delle Città del Vino – in cui in questi territori la cultura enologica avrà modo di farsi conoscere ed essere ulteriormente valorizzata. Nel caso di Conegliano Valdobbiadene saranno circa 190 gli eventi in programma che vedranno protagonisti oltre ai Comuni del territorio titolari del riconoscimento associazioni, Consorzi di Tutela, Istituti di formazione e di ricerca. Arriva tra l’altro in un momento in cui si celebrano importanti ricorrenze: i sessant’anni dalla nascita della Strada del Prosecco e Vini dei Colli Conegliano Valdobbiadene, la prima strada del vino d’Italia, e i 150 anni dalla fondazione della Scuola Enologica di Conegliano, anche in questo caso la prima a essere istituita nel nostro Paese. Un ruolo particolare verrà riservato ai giovani che saranno coinvolti nelle varie iniziative portando esperienze e progetti. Assieme a loro verrà avviata una discussione sui temi legati al futuro in modo da recepire i suggerimenti che avanzeranno per adeguare lo sviluppo generale del territorio a un approccio che sia moderno e al tempo stesso continui a preservare i valori della tradizione. In questo percorso assume un significato strategico la collaborazione con il territorio del Vulture, esempio emblematico di viticoltura identitaria e sostenibile nel Sud Italia. L’incontro tra le colline di Conegliano Valdobbiadene e i paesaggi vulcanici lucani crea un ponte culturale e produttivo che unisce due espressioni diverse ma complementari del vino italiano: da un lato la viticoltura eroica delle colline venete, dall’altro la forza minerale e storica dell’Aglianico del Vulture. La designazione a Città Italiana del Vino 2026 – 2027 rappresenta quindi anche un’occasione di crescita per l’Associazione Nazionale Città del Vino, promuovendo un modello di cooperazione interterritoriale fondato su scambio di competenze, promozione congiunta e valorizzazione delle identità locali. Il dialogo tra Conegliano Valdobbiadene e il Vulture rafforza il concetto di rete tra territori del vino italiani, evidenziando come la diversità paesaggistica e culturale costituisca un valore condiviso. Attraverso eventi, incontri e progettualità comuni, la partnership mira a: promuovere le eccellenze vitivinicole in chiave nazionale e internazionale, favorire lo sviluppo sostenibile e la tutela del paesaggio, valorizzare il ruolo delle comunità locali e delle nuove generazioni, costruire percorsi enoturistici integrati tra Nord e Sud. Progetti dell’associazione come il Concorso Enologico Internazionale Città del Vino, Le Notti del Vino, il Piano Regolatore Città del Vino e il Palio delle Botti saranno dunque non solo momenti celebrativi, ma strumenti concreti di connessione tra territori, rafforzando il legame intrinseco tra cultura, ambiente e produzione vitivinicola che caratterizza l’identità delle Città del Vino italiane”.
Il presidente nazionale Angelo Radica, recentemente eletto anche alla guida di RECEVIN, la rete europea delle città del vino, sottolinea l’importanza della doppia e contemporanea assegnazione del riconoscimento ad aree geografiche distinte visto che “dà l’opportunità di mettere in campo un esperimento in cui i due territori, nel Nord e nel Sud del nostro Paese, potranno organizzare assieme eventi ed iniziative in cui gli aspetti del confronto e della contaminazione non potranno che arricchire lavoro e conoscenze delle rispettive filiere. Si tratta di un ulteriore sforzo di elaborazione ed esperienze della nostra associazione, consapevole del momento di grande cambiamento che sta attraversando il settore e della necessità di lavorare attraverso un numero crescente di progetti e proposte. L’enoturismo ha in questo senso margini enormi di sviluppo, e il riconoscimento della Città italiana del Vino è una sottolineatura di questo aspetto”.
Alla tre giorni di eventi parteciperanno anche rappresentanti del Vulture, la cui candidatura è stata presentata anche in questo caso da una coalizione di 14 Comuni, legati dell’Aglianico del Vulture, vino tra i più importanti del Sud Italia: sono Rionero in Vulture, Melfi, Ginestra, Barile, Ripacandida (capofila), Rapolla, Genzano di Lucania, Atella, Acerenza, Palazzo San Gervasio, Lavello, Forenza, Venosa, Maschito. Secondo Mauro Tucciarello, coordinatore delle Città del Vino della Basilicata, e Michele Donato Chiarito, sindaco di Ripacandida, “il riconoscimento del Vulture quale Città Italiana del Vino rappresenta un traguardo che onora una storia millenaria di lavoro, paesaggio e comunità. E’ un sigillo di qualità che nasce dalla terra e si proietta nel futuro, valorizzando la cultura del vino come motore di sviluppo sostenibile e di identità condivisa. Questo percorso si lega idealmente agli eventi in programma dal 27 febbraio al 1° marzo a Conegliano Valdobbiadene, luoghi simbolo dell’eccellenza vitivinicola italiana, dove territori diversi si incontrano per dialogare, confrontarsi e costruire nuove prospettive comuni. Dal cuore del Vulture parte un messaggio chiaro: custodire la tradizione, innovare con responsabilità e rafforzare la rete delle comunità del vino per promuovere insieme il patrimonio enologico italiano nel mondo”.
Per Fabio Chies, sindaco di Conegliano, il riconoscimento “assume un significato ancora più profondo perché si inserisce in un contesto già di assoluta eccellenza: quello delle Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene, riconosciute Patrimonio Mondiale dell’Umanità dall’UNESCO. Un territorio unico, che fa squadra con un programma di eccellenza, dove la viticoltura eroica ha modellato il paesaggio e l’identità delle comunità, diventando nel tempo un esempio di equilibrio tra uomo e natura. Essere ‘Città Italiana del Vino’ non significa solo celebrare un prodotto di qualità straordinaria ma anche raccontare un territorio che oggi è sempre più protagonista anche dal punto di vista turistico, culturale ed esperienziale. Un territorio che accoglie, che innova, che sa guardare al futuro senza dimenticare le proprie radici. In questo percorso ritengo che la Città di Conegliano rivesta un ruolo centrale: Città d’arte e di storia, sede della prima Scuola Enologica d’Italia, rappresenta da sempre il cuore culturale e formativo della viticoltura locale. È una città che unisce bellezza architettonica, tradizione, vivacità culturale e capacità di accoglienza, diventando ponte naturale tra il paesaggio collinare e una proposta turistica sempre più completa e qualificata. Le giornate inaugurali di fine febbraio e inizio marzo saranno l’occasione per dare avvio a un cammino condiviso che coinvolgerà istituzioni, scuole, associazioni, operatori economici e cittadini, con l’obiettivo di valorizzare ulteriormente questo straordinario patrimonio e di raccontarlo al mondo in modo autentico e contemporaneo”.
Luciano Fregonese, sindaco di Valdobbiadene, dichiara che “il riconoscimento a Città italiana del Vino per il biennio 2026 - 2027 del territorio tra Valdobbiadene e Conegliano non è solo di prestigio ma soprattutto una opportunità per i nostri Comuni di continuare a lavorare in rete e in sinergia, a dieci anni dal precedente riconoscimento a “Città Europea del Vino” del 2016. Potremo concretamente valutare il percorso fatto in questi dieci anni su importanti tematiche, quali la sostenibilità in ambito agricolo, lo sviluppo dell’enoturismo, la creazione di servizi connessi al turismo e all’agricoltura, il sostegno alle numerose iniziative culturali che le associazioni del nostro territorio propongono. Sarà fondamentale il coinvolgimento attivo dei giovani, evidente già dal titolo della nostra candidatura. I giovani saranno al centro già dalla cerimonia di apertura; sabato 28 febbraio, al mattino, all’ISISS Verdi di Valdobbiadene saranno gli studenti delle scuole superiori di Valdobbiadene, Conegliano, Vittorio Veneto e Pieve di Soligo a gestire un convegno rivolto a tutti gli ospiti che arriveranno da città del vino di tutta Italia. Gli argomenti trattati dagli studenti riguarderanno ricerche e sperimentazioni che fanno nelle loro scuole in diversi ambiti: dalla sostenibilità al marketing territoriale, dalla gestione e promozione degli itinerari per la valorizzazione del territorio all’accessibilità degli spazi pubblici”.
Mirella Balliana, sindaca di Vittorio Veneto, sottolinea: "Accogliamo con gioia la delegazione delle Città del Vino nella tappa finale della tre giorni di avvio del biennio 2026 - 2027. Ricordiamo che la nostra città appartiene anche all'Associazione delle Città dell'Olio, a testimonianza del ruolo strategico e istituzionale che ricopre nel territorio: fare rete con i comuni limitrofi nella promozione congiunta del territorio e delle sue eccellenze agricole permette di posizionarsi sia come zona di produzione di livello, sia come meta turistica specifica per chi cerca esperienze degustative. Diamo quindi il benvenuto ai delegati e ai loro accompagnatori, certi che potranno trovare nelle nostre colline offerte enoturistiche uniche per qualità e varietà, coordinate dalle Amministrazioni che sempre di più stanno imparando a fare sistema, come nel caso dell'iniziativa ComUnico dello IAT di Vittorio Veneto, che punta proprio a coordinare le diverse offerte di eventi per poterle offrire ai turisti in cerca di esperienze legate al territorio".
Stefano Soldan, sindaco di Pieve di Soligo, dichiara: “Il riconoscimento raggiunto sancisce il valore del nostro approccio che fa del lavoro di squadra e di rete un elemento predominante nel progresso del territorio e nella valorizzazione delle sue eccellenze, in questo caso il Prosecco superiore DOCG. Un riconoscimento biennale che permetterà di attuare un ambizioso programma di coinvolgimento del territorio, in particolare delle scuole e delle nuove generazioni per sancire la continuità futura del progetto. Per Pieve di Soligo è un onore ospitare l'evento di apertura della rassegna e siamo certi che il valore aggiunto di questo riconoscimento sarà un ulteriore motivo di crescita e di dialogo”.
Giovanni Follador, presidente del Comitato Provinciale Unpli Treviso, partner della candidatura, ricorda: “La nomina del territorio di Conegliano e Valdobbiadene a Città Italiana del Vino per gli anni 2026 e 2027 corona un percorso iniziato dieci anni fa con il titolo europeo e consacrato dal riconoscimento a Patrimonio dell'Umanità UNESCO ricevuto nel 2019. Celebriamo oggi un paesaggio 'scolpito' dall’uomo con sapienza artigiana, un esempio sublime di adattamento armonioso alle pendenze e alle caratteristiche di una terra unica al mondo. Come UNPLI Treviso, siamo orgogliosi di essere partner istituzionali e operativi di questo importante progetto: le nostre Pro Loco sono le sentinelle di questa eredità, custodi non solo del celebre Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG, ma di perle rare come il Refrontolo Passito DOCG, il Torchiato di Fregona DOCG e il Verdiso IGT, simboli di una biodiversità viticola che è anzitutto storia e identità. Siamo pronti a dimostrare il valore della nostra accoglienza dal 27 febbraio al 1° marzo, nei tre giorni di apertura che vedranno l’Italia intera riunita tra Conegliano, Valdobbiadene, Vittorio Veneto e Pieve di Soligo. Sarà un onore celebrare questo legame fraterno con il territorio del Vulture, in Basilicata: un’unione che attraversa l’Italia nel segno dell’eccellenza e della passione che le nostre Pro Loco esprimono ogni giorno, con amore e dedizione gratuita”.
Per il presidente del Consorzio di Tutela Conegliano Valdobbiadene Prosecco DOCG, anch’esso partner della candidatura, Franco Adami, “l’imminente avvio del Biennio di attività legate al riconoscimento di “Città Italiana del Vino 2026 – 2027” rappresenta per il territorio del Conegliano Valdobbiadene un grande onore e, al tempo stesso, una straordinaria opportunità. Un riconoscimento che consentirà di valorizzare non solo la qualità della nostra produzione vitivinicola, ma anche la vitalità del territorio, il suo sviluppo e il ricco patrimonio storico e culturale che lo caratterizza. Questo biennio sarà accompagnato da un articolato programma di iniziative dedicate all’enoturismo, alla valorizzazione del paesaggio e alle tradizioni locali. Condividere questo percorso con il Vulture, altro straordinario territorio del vino, rafforza il legame tra le nostre comunità e ne valorizza le specificità, nel segno di un dialogo continuo e di una promozione condivisa dei territori”.