Cultura, Conegliano

Dal bosco delle Penne Mozze un messaggio di “Speranza”

CISON DI VALMARINO (TV) - “La 55^ edizione del Raduno delle Penne Mozze sarà ricordata per la solennità della cerimonia (la seconda della sua lunga storia, per la presenza del labaro nazionale) e per l’inaugurazione del parapetto artistico, realizzato dallo scultore Valentino Moro, posto a protezione del Cristo che domina il bosco monumentale dallo sperone più alto”. Così ha esordito lo speaker ufficiale dell’ANA aprendo le celebrazioni a Cison di Valmarino. Un momento irrinunciabile per le penne nere trevigiane, ma non solo, che l’ultima domenica di agosto si ritrovano numerosissime nell’area che accoglie più di 2500 stele in ricordo degli alpini caduti in guerra.

Ieri mattina (domenica 30 agosto), alla presenza di decine di sindaci, autorità militari e politiche, del presidente nazionale ANA Sebastiano Favero e dell’arcivescovo di Loreto Fabio Dal Cin, dopo l’alzabandiera ed il tradizionale onore ai caduti, si è proceduto all’inaugurazione dell’opera realizzata da Valentino Moro e intitolata “Speranza”.

Inerpicata su una cengia a picco sul bosco, l’opera in ferro si sviluppa partendo dai rami flessuosi di un albero che creano una sorta di protezione e che incorniciano la sporgenza montuosa che accoglie il Cristo, posto dai cisonesi negli anni Settanta quando il Bosco delle Penne Mozze prese forma. Uno spazio, quello pensato e realizzato dall’artista, che offre riparo, protezione e sicurezza grazie al corredo dei cavetti d'acciaio, in dialogo sinergico con l’ambiente. L’ulivo spezzato è un richiamo alle penne mozze, ai soldati vittime dei conflitti, mentre il ramoscello florido rievoca la rinascita. Lo scoprimento del drappo è stato accompagnato da un lungo applauso.

L’opera - spiega Valentino Moro - è un chiaro messaggio di speranza e di pace. E non poteva essere altrimenti, in tempi burrascosi come quelli che stiamo vivendo. Sono onorato di aver potuto creare un’opera per un luogo come questo, sacro alla memoria di quei soldati che hanno sacrificato la loro vita per la libertà di tutti noi”.

Con la precisione e l'abilità tecnica che lo caratterizzano, lo scultore Valentino Moro ha creato un andamento plastico suggestivo che ben si inserisce nel contesto ambientale, al fine di esaltare la forza simbolica, e comunicativa, di un luogo iconico, simbolo dell’eredità morale degli Alpini.

Ultimo aggiornamento: 10/09/2026 07:47