Politica, Friuli V.G.

Dalla sanità ai migranti, primo confronto tra candidati Fvg

TRIESTE - Dalla sanità ai migranti, dalla scuola alla logistica fino all'energia e alle prospettive per il futuro: si è tenuto questa sera a Gorizia, moderato dai direttori de Il Piccolo, Roberta Giani, e Messaggero Veneto, Paolo Mosanghini, il primo confronto tra i candidati alla presidenza del Friuli Venezia Giulia in vista delle elezioni del 2 e 3 aprile. A scandire la ricetta per la regione sono stati Giorgia Tripoli (Insieme Liberi), Alessandro Maran (Terzo Polo), Massimiliano Fedriga (centrodestra) e Massimo Moretuzzo (centrosinistra), rispondendo a una batteria di otto quesiti in un minuto e mezzo, talvolta interrotti da qualche contestazione del pubblico.

"Rischiamo un depauperamento della sanità, deve essere pubblica e deve essere sostenuta in quanto tale", ha detto Moretuzzo spiegando le sue priorità. "Abbiamo cercato di fare una politica importante sul personale, abbiamo aumentato gli investimenti in sanità, ma non è stato tutto risolto, le criticità sono a livello nazionale. Serve serietà su questo tema, non slogan", ha replicato Fedriga. "E' un tema da affrontare in maniera bipartisan, perchè ci vuole tempo" per riformarla, ha sottolineato Maran, e "dobbiamo inoltre piantarla di ridisegnare il perimetro delle aziende sanitarie". Le "aziende sanitarie devono smettere di fare le aziende e fare le unità sanitarie, senza puntare al risparmio", ha chiuso Tripoli.

Fedriga, ricordando le cose fatte, ha posto l'accento sulla chiusura della Ferriera di Servola e l'avvio dello stop della centrale a carbone di Monfalcone. Moretuzzo ha parlato della possibilità di un assessorato al futuro, a tutela dei giovani. In tema energetico Maran ha invitato "a cercare di definire un accordo con la Slovenia per il raddoppio della centrale di Krsko". Tripoli ha invitato ad "avere coraggio di un cambiamento e fare una scelta forte" in sede di voto.

Infine l'immigrazione. Per Moretuzzo è "preferibile costruire ponti invece di muri". Fedriga ha ricordato che "il centrosinistra vuole chiudere il cpr, dove ci sono persone con precedenti. Li mettiamo nell'accoglienza diffusa? Sembra una follia". L'idea di Tripoli è che "la Regione dovrebbe battere i pugni in Ue" perché gli Stati ai confini non controllano gli ingressi. Secondo Maran, sul tema "l'Ue deve agire collettivamente". La sfida, ha concluso, è comunque accogliere i migranti per far fronte alla mancanza di manodopera.

Ultimo aggiornamento: 23/02/2024 18:53