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Difesa del made in Italy al Parlamento Europeo, ottenuta tutela eccellenze italiane

BRUXELLES - «È un passo avanti significativo nella difesa delle tante eccellenze italiane». Così l’eurodeputata Alessandra Basso ha commentato il voto positivo del Parlamento Europeo riunito in plenaria, che ha dato il via libera al “Regolamento per la protezione a livello UE delle Indicazioni Geografiche per i prodotti industriali e artigianali”.

L’eurodeputata Lega-ID se ne è occupata in prima persona in Commissione Juri. «Nessuno come l’Italia può vantare un altissimo artigianato e un manifatturiero frutto di secoli di storia e tradizione – rimarca -. E proprio questa unicità, distintiva dell’ingegno, della creatività e del saper fare dei nostri territori, deve essere salvaguardata. Le nostre imprese, vera e propria colonna dell’economia italiana, devono essere pienamente tutelate, in particolare da contraffazione e concorrenza sleale». La normativa licenziata a Strasburgo martedì 12 settembre si occupa appunto della protezione di prodotti artigianali e industriali che, in ragione dell'unicità delle loro caratteristiche e del loro forte legame col territorio, potranno essere salvaguardati all'interno del mercato UE come Indicazioni Geografiche Protette (IGP).

«L’obiettivo che il nostro gruppo si è posto – spiega Basso - è stato assicurare la protezione delle eccellenze dei nostri territori contro pratiche scorrette, come evocazione o usi abusivi di nomi conosciuti e reputati, offrendo ai consumatori garanzie sulla provenienza e sull’autenticità dei prodotti commercializzati, sia online che offline». Il Regolamento prevede un sistema di registrazione unico in due fasi, nazionale ed europea, al termine delle quali i prodotti IG godranno di protezione contro qualsiasi pratica di contraffazione o abusiva del nome in tutti gli Stati membri.
I prodotti per poter essere registrati come IG devono essere originari di uno specifico luogo, regione o paese; la loro determinata qualità, reputazione o altre caratteristiche devono essere attribuibili alle sue origini geografiche; almeno una delle fasi di produzione deve aver luogo nella zona geografica rilevante. «Come Lega, abbiamo seguito attentamente questo file e io stesse ho proposto decine di emendamenti – spiega l’europarlamentare -. Devo rilevare però che le diverse sensibilità di altri Paesi, non hanno permesso di raggiungere un risultato abbastanza ambizioso in termini rafforzamento nel testo del requisito del legame col territorio: avremmo voluto che fosse specificato l’obbligo che le principali fasi di produzione del prodotto dovessero aver luogo nell'area geografica di riferimento».

Ultimo aggiornamento: 21/02/2024 21:14