Cultura, Friuli V.G.

Estemporanee d'Arte lungo i fiumi: a Città Fiera la vernissage con tutte le opere

di Francesco Scarpa

Ospiti l'attivista Sara Segantin e il prof. Francesco Visentin, protagonisti di un'intervista sul rapporto tra uomo e paesaggio fluviale

MARTIGNACCO – Il percorso iniziato a giugno con la prima estemporanea d'arte di Ragogna sul Tagliamento, e proseguito poi nei mesi estivi nelle altre tappe di Sagrado sull'Isonzo, di Cividale sul Natisone e di Tavagnacco sul torrente Cormor, coinvolgendo numerosi artisti, ha avuto il suo felice epilogo ieri, venerdì 30 ottobre, nella splendida sala espositiva del Villaggio dell'Arte di Città Fiera, dove alle 18:30 c'è stato il taglio del nastro che ha aperto le porte all'esposizione di tutte le opere realizzate.
Il progetto "Estemporanee d'arte - Arte itinerante lungo i fiumi" ha beneficiato di un contributo regionale.
Presenti: gli artisti; l'infaticabile presidente del Gruppo Artistico Cormor, Cristina Achucarro; diverse autorità fra cui Manuela Celotti, consigliere della Regione Friuli Venezia Giulia; Lorenzo Patti, consigliere delegato del Comune di Udine e Irene Daffarra, vicesindaca di Ragogna. La serata ha registrato anche la gradita presenza della prof.ssa Renata Capria D'Aronco, presidente del Club per l'UNESCO di Udine.
A fare da "padrona di casa" e moderatrice la giornalista Elena Iuri, affiancata dal designer Stefano Borella, direttore artistico che ha sapientemente curato l'allestimento.

I VINCITORI
La professoressa Arianna Romano, componente di giuria, ha consegnato ai vincitori gli attestati realizzati con antica cura da Scriptorium Foroiuliense. Ecco i vincitori: lI primo premio è stato assegnato a Luciano Mason, per un'opera realizzata durante la tappa di Ragogna; il secondo a Renato Paoluzzi con “Il Natisone”, realizzata a Cividale del Friuli, il terzo, ex aequo, a Paolo Venuti, con “Magia dell'acqua”, nella tappa di Tavagnacco, e a Livio Zoppolato, con “Sintesi”, a Cividale del Friuli.
Le menzioni di merito sono state assegnate a David Cej per la tappa di Sagrado, Laura Croatto con “Sfumature di fiume” per Ragogna, Antonella Peresson per Cividale del Friuli e Mara Baiutti con “Il silenzio del Cormor” per Tavagnacco.

IL CATALOGO

A fine serata è stata presentata e distribuita una pubblicazione editoriale che raccoglie le opere degli artisti partecipanti e le foto dei momenti più significativi.

IL VALORE DELL'EVENTO
Nel suo intervento, la presidente Cristina Achucarro, ha ricordato come l'obiettivo del progetto fosse non soltanto valorizzare il paesaggio attraverso l'arte, ma anche offrire agli artisti nuove occasioni per esprimersi, incontrarsi e mettersi in gioco.
Particolarmente significativo il riferimento alle artiste che, incoraggiate a partecipare per la prima volta a un'estemporanea, hanno testimoniato la soddisfazione di aver superato le proprie esitazioni, conosciuto altri artisti e vissuto un'esperienza di condivisione.
La presidente ha sottolineato anche il significato della premiazione: non soltanto riconoscere alcune opere, ma incoraggiare tutti a continuare a dipingere, sperimentare e affrontare nuove sfide, ricordando che il valore del progetto appartiene a tutti coloro che vi hanno partecipato.

Nel corso della serata è stata inaugurata anche una mostra fotografica dell'Associazione Italiana Cultura Sport, alla presenza del presidente Giorgio Mior, in un momento condiviso di valorizzazione delle attività culturali e associative.

INCONTRO E INTERVISTA A SARA SEGANTIN 
E A FRANCESCO VISENTIN
Alle 17 come preludio al Vernissage, hanno partecipato come ospiti d'onore due personalità di primo piano: Sara Segantin, scrittrice, giornalista, divulgatrice scientifica e attivista ambientale, tra i fondatori di Fridays for Future Italia, e Francesco Visentin, docente associato di Geografia umana all'Università degli Studi di Udine, studioso del paesaggio fluviale e delle relazioni tra corsi d'acqua e comunità. Ad intervistarli il giornalista Alessandro Biz.

Segantin ha raccontato il proprio lavoro di divulgazione e testimonianza, che la porta a incontrare persone e comunità in diversi continenti, dall'Africa all'Oceania, dall'America Latina all'Asia, senza trascurare le realtà più piccole e periferiche.
Al centro della sua riflessione, il legame tra giustizia climatica, diritti umani e tutela dell'ambiente. Raccontare le storie delle persone significa anche dare voce a chi vive direttamente le conseguenze dei cambiamenti ambientali e spesso si sente impotente di fronte a problemi sempre più grandi.

Visentin ha affrontato il rapporto tra i fiumi e le comunità, evidenziando come la modernità abbia progressivamente allontanato le persone dai corsi d'acqua. Una distanza che oggi diventa necessario ridurre, recuperando la conoscenza dei territori e favorendo il coinvolgimento dei cittadini nella loro gestione.
Tra gli argomenti affrontati anche i Contratti di fiume, strumenti di partecipazione e collaborazione per la tutela e la valorizzazione dei territori fluviali.
Il confronto ha richiamato gli effetti del cambiamento climatico, dalle grandi piene ai periodi di siccità, ricordando eventi come l'acqua alta di Venezia del 2019 e la siccità del 2022. Fenomeni che rendono sempre più evidente quanto sia necessario ripensare il nostro rapporto con l'acqua.
Ma che cosa rappresenta oggi un fiume? Non soltanto un corso d'acqua da utilizzare o controllare, bensì un elemento vivo del paesaggio, da conoscere e ascoltare, anche attraverso la scienza, la memoria e l'identità delle comunità.
In questo contesto, dipingere un fiume diventa anche un modo per fermarsi a osservarlo, riconoscerne il valore e sviluppare una maggiore attenzione verso l'ambiente.

IL VALORE DELL'EVENTO
La serata è stata anche l'occasione per ringraziare le amministrazioni comunali coinvolte, i collaboratori, le giurie, i fotografi, i volontari, le interpreti delle Muse dei fiumi e le numerose realtà che hanno sostenuto il progetto.
La mostra collettiva rimarrà visitabile al Villaggio dell'Arte di Città Fiera fino al 22 novembre 2026.
Un'esperienza che ha dimostrato come l'arte possa diventare uno strumento per riscoprire il territorio, creare relazioni e riflettere su una risorsa fondamentale per la vita: l'acqua.

PROSSIMA TAPPA, IL FILM-DOCUMENTARIO
Il percorso delle Estemporanee d'Arte si concluderà ufficialmente il 28 novembre al Centro Civico di Tavagnacco, con la proiezione del video-documentario dedicato alle quattro giornate lungo i fiumi del Friuli, realizzato dal regista Gabo Antonutti. Ingresso libero aperto a tutti.

Ultimo aggiornamento: 02/11/2026 09:23