Italia

Festa della Repubblica: un concentrato di valori ormai insiti nel nostro DNA.

di Franco Giuseppe Gobbato

Il 2 giugno si celebra la Festa della Repubblica Italiana, una delle ricorrenze nazionali più importanti, che rappresenta la nascita dell’Italia moderna. La data ricorda le votazioni del 2 e 3 giugno 1946, quando i cittadini vennero convocati alle urne per decidere la forma di governo del Paese dopo la Seconda Guerra Mondiale. Fu assolutamente straordinaria l'affluenza alle urne, con la partecipazione di oltre l'89% degli aventi diritto. 

Per la prima volta nella storia politica italiana, il voto fu a suffragio universale, esteso anche alle donne e introdotto formalmente dal Decreto Legislativo Luogotenenziale n. 23 del 30 gennaio 1945. Tale decreto aveva concesso alle donne il diritto di votare (elettorato attivo), ma non quello di essere votate (elettorato passivo). Questo limite fu superato con il Decreto Legislativo Luogotenenziale n. 74 del 10 marzo 1946.
 

I risultati definitivi videro la vittoria della Repubblica con il 54,3%. Non mancarono le polemiche per presunti brogli elettorali, per l'esclusione di ampie fette di popolazione dal voto e per una complessa battaglia legale legata al calcolo del quorum che, a distanza di 80 anni, non sono ancora del tutto sopite. Il corpo elettorale fu fortemente mutilato da esclusioni inevitabili o logistiche, non si votò infatti nella provincia di Bolzano, nel Veneto Tridentino e nella Venezia Giulia sotto occupazione alleata o jugoslava. Così come non votarono circa 500.000 soldati italiani ancora detenuti all'estero. Ed infine circa un milione e mezzo di cittadini non ricevette in tempo il certificato elettorale a causa del caos post-bellico. I monarchici sottolinearono che la somma di questi esclusi, circa 3 milioni di persone, superava lo scarto finale di 2 milioni di voti tra Repubblica e Monarchia. 

Vennero inoltre presentati circa 20.000 ricorsi su 35.000 seggi totali. Presso l'Archivio Centrale dello Stato sono conservati migliaia di verbali corretti a matita o con evidenti incongruenze numeriche, frutto della foga e del disordine gestionale di quei giorni. Non bastasse questo, i monarchici sostennero che nel computo dei "votanti" dovevano rientrare anche le schede bianche e nulle ammontanti a circa 1,5 milioni. Se si fossero conteggiate le schede nulle, lo scarto reale tra Repubblica e Monarchia si sarebbe ridotto a circa 300.000 voti e la Repubblica non avrebbe raggiunto il quorum del 50%+1 dei votanti complessivi, restando provvisoriamente minoritaria nel Paese. 
Ma per decisione della Cassazione il 18 giugno 1946 si risolse la questione stabilendo a maggioranza che per "votanti" si dovevano intendere unicamente i "voti validamente espressi", sancendo definitivamente la vittoria della Repubblica.

Poco ricordato è che gli italiani contestualmente votarono anche per eleggere l’Assemblea costituente, ossia l'organo legislativo incaricato di scrivere la nuova Costituzione Italiana, che entrò poi in vigore il 1° gennaio 1948. Grazie al perfezionamento del Decreto Legislativo Luogotenenziale sul suffragio universale, ben 21 donne furono elette alla Costituente, le cosiddette "Madri Costituenti". Cinque di queste donne furono selezionate per fare parte della ristretta “Commissione dei 75”, l'organo incaricato di redigere materialmente il progetto della Costituzione.

Va specificato che questa transizione italiana rappresentò un unicum storico assolutamente eccezionale. Come ebbe a ricordare il giurista Piero Calamandrei, la Repubblica nacque per libera scelta di popolo e senza che scoppiasse una guerra civile.
 
Celebrare il 2 giugno significa rinnovare l'impegno verso i valori di libertà, uguaglianza e democrazia che sono le fondamenta della nostra convivenza civile. I nostri punti di riferimento sono la Costituzione, la bandiera e l’Altare della Patria. A dire il vero, sebbene siano imprescindibili, non sono tanto i simboli a creare un legame forte con la nazione. Ma sono l’insieme dei valori che “emanano”, ormai parte del nostro essere, che ci rendono e contraddistinguono orgogliosamente come cittadini italiani.

Ultimo aggiornamento: 10/07/2026 17:52