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Forum Associazioni Familiari: “I figli sono un investimento per la comunità."

“L’inverno demografico, ovvero la continua diminuzione del numero di nuovi nati nel nostro Paese è allarmante. Secondo le ultime proiezioni Istat, la popolazione residente è in decrescita: da 59 milioni nel 2022 a 58,1 milioni nel 2030, a 54,4 milioni nel 2050 fino a 45,8 milioni nel 2080. Il drastico calo delle nascite si ripercuote sul PIL e sull’economia italiana, minacciando la tenuta stessa dell’intero sistema previdenziale. In questo senso, riteniamo che occorrano interventi sia strutturali che culturali.

La famiglia e l’organizzazione familiare deve essere tutelata su più fronti. È fondamentale investire sulle giovani coppie, potenziando le reti di prossimità e garantendo loro agevolazioni fiscali. In tal senso, l’INPS svolge un ruolo cruciale nell'assicurare la protezione sociale e l'assistenza economica contribuendo in modo sostanziale al rafforzamento del nostro sistema di welfare”. Lo ha dichiarato in una nota Adriano Bordignon, Presidente del Forum delle Associazioni Familiari, in occasione del convegno “Valore pubblico – valore INPS. Insieme è tutta un’altra storia”, a conclusione delle celebrazioni del 125° anniversario dell’INPS.

“L’Assegno Unico può considerarsi la prima vera politica strutturale per la famiglia e la natalità in Italia e perciò nei prossimi anni deve avere risorse crescenti alle quali bisogna unire l’eliminazione (circa al 50%) dell’importo dell’AUU dal 18esimo al 21esimo anno di età dei figli a carico, e riconoscere l’assegno fino al 26esimo anno in caso di studi accademici o formazione professionale. Accanto ad un ripensamento dell’AUU, come Forum siamo convinti che vada assolutamente riformato anche l’ISEE almeno in rapporto all’AUU. L’indicatore della situazione economica equivalente - prosegue - è stato ideato per valutare e confrontare la situazione economica dei nuclei familiari ai fini dell’accesso alle prestazioni sociali agevolate, quindi, come strumento di contrasto alla povertà e perciò - aggiunge Bordignon - non dovrebbe essere utilizzato per le politiche familiari quale l’Assegno Unico Universale. L’attuale strutturazione dell’ISEE - continua - non permette di misurare equamente il livello economico del nucleo familiare rispetto al reale carico economico dello stesso in rapporto al numero e allo stato dei suoi componenti. Per cui dovrebbero essere impiegate unicamente solo alcune componenti dell’ISEE come espressamente previsto dall’art. 1 c. 2 lett. b della legge 46/2021”.

“In più - prosegue Bordignon - vanno riformate le variabili per il computo ISEE inserendo nel calcolo anche i costi di accrescimento (socialità, istruzione, intrattenimento, cultura) e non solo su quelli di mantenimento. Inoltre, per questioni di equità, vanno introdotte scale di equivalenza che considerino maggiormente i carichi familiari come il ‘Fattore Famiglia’. Risulta poi improrogabile scegliere di considerare i redditi netti e non lordi del nucleo familiare così come nel calcolo ISEE non dovrà essere considerata la prima casa perché non alienabile e non computabile nella ricchezza disponibile. Anche misure come le franchigie sui mutui e sulle giacenze mobiliari più elevate e crescenti rispetto al numero dei figli e dei figli disabili sarebbero degli interventi apprezzabili in quanto il risparmio accantonato diventerebbe non un parametro iniquo ma di equità nella misurazione del reale livello economico della famiglia. Da qui bisogna ripartire, con l’obiettivo e la volontà di integrare fra loro tanti altri interventi dedicati alle famiglie rendendoli strutturali e garantiti nel tempo”, conclude Bordignon.

Ultimo aggiornamento: 21/02/2024 21:14