Nei notiziari quotidiani si nota che nessuna età, condizione o situazione esenta dal rischio di morire inaspettatamente, magari proprio quando si è convinti del contrario, per quanto riguarda le proprie condizioni psicofisiche, finanziarie e professionali.
È un argomento tabù, questo, che non si vuole affrontare apertamente e pubblicamente, perché il palco economico, quello dei luoghi comuni e della discriminazione puramente grammaticale crollerebbero, e non si saprebbe da dove ricominciare nella struttura della convivenza sociale.
A meno che non si sviluppi una nuova mentalità popolare, nata con il buon Francesco d'Assisi, quando parlava di NOSTRA SORELLA MORTE CORPORALE.
Ma è quanto mai improbabile, perché PECUNIA NON OLET e perché ogni forma di aiuto, assistenza e solidarietà, negli appelli televisivi e non, si basa sui contributi finanziari, molto meno sul sacrificio del volontariato e per nulla sull'interazione del pensiero!