Tra i primi, in quel di Motta, ad abbracciare la rivoluzione digitale insieme a pochi altri lungimiranti; tra questi Maria Prosdocimo col suo compagno di vita, l’Immobiliare di Gianfranco Sanson, l’allora assessore alla cultura Giampaolo Morsanuto, la Matrex di Maurizio Trevisan e lo Studio del compianto Diego Sala, per altro legato da parentela al protagonista del presente articolo. Giusto ieri da queste pagine abbiamo raccontato per sommi capi della doppia vita, anzi tripla (non si pensi male), da musicista, calzolaio e liutaio del vecchio Bottan. Ebbene, veniamo a sapere, ce lo conferma lui stesso, che uno dei mandolini costruiti dal succitato è ancora tra le mani del nostro cartolaio (in fondo solo due consonanti lo dividono dal piccolo ma risoluto maestro di lesine, punteruoli e chiavi di violino), e addirittura quel tratto di strada in Borgo Aleandro, un tempo sede del negozietto da aggiustascarpe, poi punto di riferimento per scolari, professionisti e associazioni da quando Gino Sala ha messo in piedi la sua ormai storica Cartoleria. Tra i profumi vintage della coccoina, l’odor benedetto delle risme e i nuovi prodotti della moderna cancelleria si è snodato un percorso esistenziale, segnato da un grave lutto sentimentale, che ha saputo coniugare lo spirito della tradizione alle più recenti esigenze popolari. Con qualche sosta all’ombra del porticato, una scappata in osteria per il piacere di un altro tipo di ombra (anche se l’etimologia nasce proprio contestualmente) o un salto allegro e solenne all’adunata nazionale degli Alpini, come nell’elaborata immagine qui sopra.