Un ritratto, una canzone e un video per Luchesi
di Reginella Jacopo
Dopo 33 anni dal ritratto immaginato Norman Zoia (firma storica di questa testata) ha scritto una canzone dedicata ancora al musicista mottense del settecento che fu maestro di Beethoven bambino. L’artista visivo Luca Gigante ne ha, prodotto da GL Radio, magistralmente realizzato un video. Si apre con una scena d’epoca davanti alla casa natale di Andrea Luchesi, nella piazza centrale dove un tempo si svolgeva il mercato del bestiame. Il brano di Zoia è per altro ispirato proprio da quelle arie che Stefano Ervas, presidente della Fondazione Giacomini e ideatore del Festival Luchesi (qui chiamato affettuosamente Lu’), fa ascoltare in filodiffusione ai capi del suo bio allevamento. Nel testo, cantato principalmente da Karin Malher (nome, guarda caso, dal richiamo sinfonico), c’è anche un riferimento al carducciano pio bove e, nell’attacco, una velata evocazione della Tosca; tutto insomma all’insegna di quelle metarmonie care a Euterpe, per dirla alla maniera di Norman. C’è poi un parallelo tra la Cattedrale di Bonn - il compositore-organista vi fu Maestro di Cappella - e la Basilica di Motta che ha ospitato più di un Concerto basato sulle partiture luchesiane; in uno di questi Lucia Visintin, che ha preceduto nella presidenza della Fondazione in Borgo Aleandro il succitato Ervas, ha inserito nel Programma di Sala il dipinto raffigurante un virtuale Luchesi giovane, presentato dall’autore a Milano (Conservatorio, Circolo Amici del Loggione Alla Scala, Rock Planet) e tra i Mosaici dove si riunisce il Consiglio Comunale della Città prediletta dalla Serenissima Repubblica. Sia Ervas sia la Visintin vengono doverosamente ringraziati nei titoli di coda in virtù della passione con la quale hanno contribuito alla riscoperta di colui che in talune occasioni ha forse stimolato l’estro di Haydn, Mozart e di altri illustri direttori d’orchestra viennesi.