Cultura

Bene esposto al vento. Velasco spiegato.

di Norman Zoia

C’è una figura misteriosa tra le impalpabili pagine del primo social network, da quasi un quarto di secolo incuneato nelle nostre vite. Non se ne conosce il volto, il retroterra culturale, né ci son cicalecci pubblici su di lei. Ha però un nome, Marianna Velasco, ed è colei che puntualmente traduce le proprie riflessioni in letteratura; per altro combinandole con immagini focalizzate sul punctum dolens di ogni capitolo, a sé stante, ovvero al di fuori dei lunghi viaggi romanzati, delle smisurate autobiografie o di taluni interminabili saggi. La sua scrittura è d’alto taglio ma scorre calma, come un rio silvestre; è fresca, al pari di una montana sorgente; espressiva quel tanto che richiede l’equilibrio delle parole; ragionevole e profonda. Specie nelle scintillanti breviloquenze (minimalmente vanno al passo delle mie pic song e non posso che esserne lusingato). Riportiamo un passaggio correlato al contraltare visivo qui sopra (elaborazione da un particolare): Nella canicola gracidante e molle stagnano i pensieri […] - Una Marianna a togliere, d’estrazione scultorea; senza tuttavia perdere per strada il racconto dettagliato quando occorre. Non ci resta che chiudere richiamandoci al titolo, anch’esso un po’ arcano e desoluto. Sia sempre un proteso, gonfio Velasco illustrato!

Ultimo aggiornamento: 13/08/2026 23:39