Eraclito, l’Immanente, Vecchioni degli esordi, coesioni sinaptiche attraverso millenni di storia del pensiero. Da Platone a Pascal. Fino a chi, Marziano di nome e d’inclinazione cosmica, si ripresenta con un folgorante inedito. Vi sono amore viscerale e respiro filosofico in questo lampo riportato fedelmente nell’immagine sopra. Sì, il singulto lirico è altresì disegno e colore. Lo è pur se soltanto dattiloscritto o vergato a mano su uno sfondo scuro che, grazie a esso, diviene notte stellata. Il poeta vi pasce. Pascetelo! Così declamava Sal Passarella nei reading a cavallo degli anni di piombo. Con la poesia invece non si mangia, dicevano e ancor dicono. Di certo però ci si nutre. Qui è la mano dell’amata che trasforma un tozzo di pane in un banchetto nuziale. Proprio come sottolinea la chiusa della presente invocazione letteraria. Profonda, affettuosa, essenziale. Due versi con tutto quello che il linguaggio d’Erato richiede: spirito, sostanza, forma, musica. E silenzio.