Eh, già! Un Minellono sdoppiato, per far fronte a quella marea di testi, non solo nel contesto della musica leggera. Doppio anche il suono, come nella Torpedo di Gaber, giusto per restare in tema, o di una Fiat Uno dalla quale il guidatore estrae prudentemente l’autoradio prima di scendere, proprio come succede nella sua canzone più nota. Popy popy altresì rievocando quel buffetto un po’ scherzoso un po’ birichino che va a equiparare lo sfiorar di un seno femminile (sulla falsariga del passato baciamano) alla voce dei vecchi clacson. In fondo la donna, oltre a essere il Pericolo numero uno del settore discografico, ha sempre rappresentato la miglior Musa per un paroliere; che nel caso specifico è quello che ha venduto di più nel mondo tra i connazionali. La Verità ha dedicato ieri un’intera pagina all’autore di Felicità e di Mamadodori (per citare due titoli a caso tra i tantissimi), un servizio-intervista ricco di dettagli e riflessioni; vi si racconta dei rapporti con Al Bano, Celentano, i Ricchi e Poveri, De André, Berlusconi, Luciano Beretta (che ho avuto il piacere di incontrare a teatro, figura centrale nella stesura del Ragazzo della Via Gluck)... È possibile recuperare il ritaglio-stampa sul canale social dello stesso Cristiano Minellono. Il quale di recente ha pubblicato anche una raccolta lirica, una passeggiata per uno che ha quasi sempre fatto i conti con la rigorosa metrica delle linee melodiche propostegli. A questo punto vorremmo, richiamandoci ai versi riportati nell’immagine sopra e concludendo - lo affermo da addetto ai lavori - puntualizzare quanto segue: L’Italiano è la sceneggiatura di un corto cinematografico, un affresco degli anni ottanta, un passpartout per quel villaggio globale che stava facendo, minaccioso, capolino. Malgrado la critica di allora avesse fatto passare il pezzo per qualunquismo nazional-popolare (era già avvenuto con Totò, tanto per capirci). Forse Minellono era un filo avanti per i tempi. Quasi vent’anni prima della Fallaci, aveva pure in qualche modo paventato l’idea di un futuro in cui, ahinoi, restare italiano vero sarebbe stato difficile.