Non stiamo parlando di donne, perlomeno non solo, né di malto; se mai di doppio smalto, quello dei fratelli Carmelo e Michelangelo, con quest’ultimo che continua a tener vivo un marchio storico della musica leggera italiana (che poi tanto leggera non è, avendo inoltre varcato spesso i confini nazionali). Il minore dei due Blond Brothers - qui un richiamo a Belushi- Ayckroyd è d’obbligo - ha perso il fratello di sangue e d’arte, così come ha perso la splendida compagna Eva (bionda anch’ella, magari a tratti, come il casato della stessa coppia di autori). Se ne sono andati fisicamente entrambi, spiritualmente son però ancora con lui, come l’altrettanto amata disciplina cara a Euterpe; composta nel loro caso di mirabili accostamenti: fraseggi ritmici, scorrevoli melodie, adeguati arrangiamenti, contrappunti di un’esemplare carriera. Brani che hanno fatto sognare e ballare più generazioni e che ora si stemperano per dare spazio a nuove idee, altri progetti, per esempio quello legato allo studio approfondito della chitarra classica (la sua seicorde appare anche in qualche piccolo spezzone dimostrativo attraverso i social). Non ci addentriamo in un curriculum, lungo chilometri, di un music-maker dal nome rinascimentale. In Rete si trova quasi tutto ciò che i La Bionda hanno realizzato: produzioni internazionali, colonne sonore, canzoni per grandi interpreti: Vanoni, Martini, Lauzi… senza dimenticare la svolta Disco (specie riguardo al compianto Carmelo col quale per inciso mia figlia, quando doppiava, ha talvolta lavorato) e soprattutto i leggendari Logic Studios da cui sono passati celebrità mondiali, da Ray Charles a Lady Gaga passando per Battiato e Depeche Mode. Pionieri di uno stile popolare e raffinato insieme, cifra espressiva mai abbandonata, nemmeno quando il duo si è giocoforza smezzato. L’eredità culturale rimane intatta.