Cultura

Madeleine 4.0

di Norman Zoia

C’è un dulcamaro sapore proustiano in questa operazione, non associabile per forza alla nostalgia. Se mai una riflessione - in linea con l’attuale momento di rivolta giovanile - concentrata su quel che si era e su come si è cambiati. L’intelligenza artificiale fa da levatrice a una sequenza ben assortita di immagini risalenti al periodo di limbo esistenziale, appena fuori da una abbastanza confortevole zona teen. In fondo è da questo step consapevole che comincia una seconda vita. Pablo Perissinotto ha messo insieme parole e note srotolate in chiave di ricordo e di incitamento. L’amico produttore Luca Gigante ha assemblato le istantanee inviate dai fan, affiancate da correlati flash-clip di oggi. Un confronto con sé stessi e il mutamento sociale. Non era semplice strutturare un racconto corale senza rifarsi a formule cinematografiche già sperimentate (penso per esempio alla sfida lanciata da Salvatores alcuni anni fa, benché l’indirizzo concettuale in quel caso fosse diverso). Invece tutto è filato per il verso giusto, per altro con una sorprendente velocità di esecuzione, tanto per dirla rubando una storica battuta da Amici miei. Un fil gris di melanconia rimane tra le atmosfere dell’orchestrazione. Aggrappato a quella carezza rivolta ai compagni che, per una ragione individuale o per un calcio del destino, si sono fermati a una svolta della comune strada. (Sopra, un frame sfuocato del video, contrapposto a ben nitide ricordanze)

Ultimo aggiornamento: 28/10/2026 23:13