Cultura

La scena è servita!

di Norman Zoia

Dalle vecchie cànove poste a settentrione / quando s’alzava il vento o cambiava il tempo / veniva qull’agro odor di cose buone (da Il Seminatore, IV Canto, 1965). L’insolenza di quest’autocitazione intende da lontano celebrare una ben salda realtà amatoriale, ma l’aggettivo è riduttivo, per dirla in rima. Tornando ai versi in apertura, una volta salumi, legumi, formaggi, frutta secca... e vino sincero si tenevano al fresco, per l’appunto, in càneva (detto in liventegàn ma pure in altre parlate popolari). Se poi ci si riferisce alla copiosa produzione de La Caneva di Lorenzaga, beh, anche qui c’è di che nutrirsi. Il palco è in fondo una dispensa che dispensa sempre nuove prelibatezze, basate però su comprovate, antiche ricette. Ciò che ha fatto e fa il cast, insieme al regista e ai macchinisti, nel corso di tante, tante stagioni teatrali, ufficiosamente fin dagli spumeggianti anni da bere portando, al pubblico della Marca e del veneziano soprattutto, assicurato divertimento dialettale, col Sipario del Campanile e altre iniziative; o affrontando temi ad alto contenuto sociale, inducendo lo spettatore a riflettere; è accaduto a esempio con Primule Rosse, pièce-drama incentrata sulla dilagante violenza contro le donne. Complicato stilare l’elenco di quanti si sono succeduti nelle numerose rappresentazioni. Ne riporto solo alcuni: pare un segno tracciato da Calliope il fatto che Jessica faccia di cognome proprio Càneva; a lei aggiungo Meri Moro e Francesco Salsilli, intervenuti una dozzina d’anni fa nel corso di una riuscita serata in Biblioteca, per la loro attenta lettura da due miei libretti. Scegliere un testo, adattarlo, provarlo, infine recitarlo, è un piacere e insieme una fatica; riosservando perciò sotto il titolo l’immagine di repertorio con parte della Compagnia, riproponendo l’accostamento alla dispensa e parafrasando il poeta Sal Passarella, vien da affermare: l’attore (e l’attrice) vi pasce. Pasceteli!

Ultimo aggiornamento: 14/02/2026 18:26