Cultura

Piazza San Marco Nuzzo

di Norman Zoia

Ma non basta uno spazio così, per quanto ampio, a contenere l’incontenibile. Già l’eco strabordante da uno dei suoi versi o dalle sue elettriche note andrebbe a riempire ogni calle, ogni campiello, ogni scorcio lagunare. Una terminologia spesso impervia e arcana induce a quelle pause di trasgressione strettamente necessarie all’abbrivio per qualsiasi nuova forma poetica. Fresco di qualche settimana, il suo omaggio vocal-strumentale a un canto lomastico-dantesco anticipa la partitura di un album tetro, catabasico ma gaudioso al tempo. Al tempo genuflesso di fronte all’estroverso ardire di Black Cybele, l’appena succitato e appena uscito lavoro discografico: tredici tracce con richiami in chiave post-gothic a Giovanni Allevi, Pink Floyd, fraseggi mediorientali, lirismo del duecento… mantenendo intatti gli stilemi di una forza espressiva unica e riconoscibile. Ché, malgrado l’Euro tracotante, il Marco ancora tiene.

Ultimo aggiornamento: 14/02/2026 18:26