Opitergino Mott.

Intelligenza artificiale e digitalizzazione: Ponte di Piave si dota di una delega dedicata

PONTE DI PIAVE (TV) – Mentre il 2 agosto 2026 si avvicina come data chiave per la piena applicazione del Regolamento europeo sull’intelligenza artificiale, il Comune di Ponte di Piave ha scelto di anticipare i tempi: tra le deleghe della nuova Giunta comunale compare infatti quella dedicata all’intelligenza artificiale, affidata all’Assessore Dario Favaretto.

I numeri di un cambiamento ancora squilibrato
I dati raccontano una corsa a due velocità. Secondo l’Istat, nel 2025 il 16,4% delle imprese italiane con almeno 10 addetti utilizza già l’intelligenza artificiale, contro appena il 6% di due anni prima: adozione fortemente concentrata nelle imprese di maggiori dimensioni, che la usano nel 53% dei casi contro il 14,2% delle realtà più piccole. Tra i cittadini il quadro è ancora più cauto: solo il 19,9% degli italiani tra 16 e 74 anni ha utilizzato strumenti di intelligenza artificiale negli ultimi tre mesi, contro una media europea del 32,7%,

Anche guardando alla pubblica amministrazione locale, il divario è evidente: a livello europeo oltre l’86% dei progetti di intelligenza artificiale nelle città nasce in centri con più di 250.000 abitanti, mentre nei Comuni sotto i 5.000 abitanti più di sei cittadini su dieci ritengono la propria amministrazione ancora impreparata su questo fronte.

Una questione di dimensione, non solo di tecnologia
“Questi numeri spiegano bene perché abbiamo creduto in questa delega”, osservano il Sindaco Matteo Buso e l’Assessore Dario Favaretto (che alla responsabilità comunale unisce un’attività professionale pluriennale proprio in tali ambiti). “L’errore più comune è ragionare sull’intelligenza artificiale come se esistesse una sola scala: quella delle grandi aziende e delle metropoli. Una soluzione pensata per un capoluogo o per una multinazionale non si trapianta in un Comune di poche migliaia di abitanti semplicemente riducendola di formato, e lo stesso vale per una piccola impresa artigiana rispetto a un grande gruppo industriale. Bisogna partire da cosa serve davvero qui, con le risorse e le persone che abbiamo, non da quello che si legge sui titoli dei giornali”.

Il tema, sottolinea Favaretto, riguarda allo stesso modo l’Ente e il tessuto produttivo del territorio: “le nostre imprese, come la pubblica amministrazione, si trovano davanti alla stessa scelta: subire l’intelligenza artificiale o iniziare a governarla. La differenza tra le due strade si misura in competitività vera, e non in slogan”.

Cosa sta facendo il Comune
Sul piano operativo, l’Amministrazione avvierà un percorso di mappatura degli strumenti e di alfabetizzazione digitale che guarderà sia ai dipendenti che ai cittadini, con il coinvolgimento di interlocutori del territorio. Sul fronte delle imprese, l’obiettivo è collegare questo lavoro alle iniziative già attive sul territorio per la digitalizzazione del commercio e dell’artigianato locale.

Il quadro normativo
Il tema non è solo organizzativo: è anche, e sempre più, normativo. Il Regolamento europeo 2024/1689, noto come AI Act, è il primo quadro giuridico organico al mondo dedicato all’intelligenza artificiale e si applica già oggi, in modo progressivo, a imprese ed enti pubblici. Le regole su trasparenza, contenuti generati dall’IA e sistemi ad alto rischio entreranno a pieno regime dal 2 agosto 2026, ma alcuni obblighi, come i divieti su determinati usi e l’alfabetizzazione in materia di IA, sono già vigenti dal 2025. A livello nazionale, la legge 132/2025 ha introdotto i primi principi italiani sull’intelligenza artificiale, con un’attenzione specifica alla pubblica amministrazione e al principio per cui l’IA deve restare uno strumento di supporto alla decisione umana, mai un sostituto.

Dichiarazioni a chiusura
A motivare la scelta è nuovamente il Sindaco Matteo Buso: “Non abbiamo creato questa delega per inseguire una parola di moda, ma perché i numeri ci dicono che il cambiamento è già in corso e che i piccoli Comuni rischiano di restarne fuori se non si organizzano per tempo. Vogliamo essere tra le amministrazioni che questo passaggio lo studiano e lo guidano, non tra quelle che lo subiscono tra qualche anno senza essersi preparate”. L’Assessore Favaretto indica nella gradualità il criterio guida dell’intero percorso: “prima costruiamo le competenze, sia tra i dipendenti che tra i cittadini, poi valutiamo dove l’intelligenza artificiale può davvero alleggerire il lavoro degli uffici.

Ogni passaggio sarà misurato, verificato e accompagnato da persone che ne vaglieranno l’avanzamento costruttivo, sottoscritto in primis.” Con questa delega, il Comune di Ponte di Piave intende accompagnare la trasformazione digitale tenendo insieme opportunità per le imprese, servizi ai cittadini e rispetto del quadro normativo in continua evoluzione.

Ultimo aggiornamento: 13/08/2026 23:39