Economia, Treviso

Iran, CNA, Treviso "Il conflitto pesa sui costi quotidiani delle piccole imprese"

Gianpaolo Stocco
TREVISO - Le tensioni internazionali legate al conflitto in Iran e all’instabilità nello Stretto di Hormuz si stanno trasformando in un nuovo pesante aggravio economico per le piccole imprese italiane. A lanciare l’allarme è CNA Provinciale Treviso, che richiama l’attenzione sugli effetti diretti del rincaro di petrolio, carburanti ed energia sulle attività artigiane e di servizio che operano quotidianamente sul territorio. A essere colpite non sono soltanto le grandi industrie energivore o il trasporto internazionale, ma soprattutto le imprese di prossimità: idraulici, elettricisti, manutentori, panificatori, lavanderie, gelaterie, artigiani e piccoli trasportatori che ogni giorno garantiscono servizi essenziali a famiglie e imprese.

Secondo le stime elaborate dal centro studi di CNA nazionale, l’aumento del costo del gasolio può tradursi in un aggravio annuo di quasi 1.000 euro per un artigiano con un furgone, di circa 1.900 euro per una microimpresa con due mezzi e di quasi 2.900 euro per chi ne utilizza tre. Ancora più significativo l’impatto per il comparto trasporti: oltre 1.600 euro l’anno per un’attività di Noleggio con Conducente (NCC), circa 2.000 euro per un taxi e più di 10.000 euro per una piccola impresa di autotrasporto merci.

Un impiantista percorre mediamente tra i 25mila e i 30mila chilometri all’anno, mentre un tecnico manutentore può effettuare anche 6 interventi al giorno. Per molte attività artigiane il rincaro dei carburanti si somma inoltre all’aumento dei costi energetici, aggravando ulteriormente una situazione già complessa. Per un furgone che percorre 30.000 chilometri all’anno, con una percorrenza media di 11 chilometri al litro, il rincaro del gasolio comporta un costo aggiuntivo di circa 955 euro annui. Per una microimpresa con tre mezzi l’aggravio sfiora i 3.000 euro, una cifra che può equivalere a una mensilità di affitto di un laboratorio o di un piccolo capannone. Le regioni più esposte sono quelle caratterizzate da una forte presenza di micro e piccole imprese diffuse sul territorio e da un’elevata mobilità operativa, tra cui il Veneto. Un sistema produttivo, quello veneto e trevigiano, fondato su reti di artigiani, installatori, manutentori e trasporto leggero che lavorano quotidianamente “su gomma”.

“In Italia circolano circa 4,6 milioni di furgoni e veicoli commerciali leggeri - spiega il presidente CNA Provinciale Treviso Gianpaolo Stocco -. Se anche solo la metà fosse interessata da un aggravio medio vicino ai mille euro annui, il costo complessivo del caro carburante supererebbe i 2 miliardi di euro soltanto per il gasolio. Le crisi internazionali stanno entrando direttamente nei costi quotidiani delle nostre imprese. Dalla consegna del pane agli interventi di manutenzione, fino ai piccoli cantieri, ogni aumento del carburante si scarica immediatamente sulle attività che lavorano ogni giorno sul territorio e che non possono ridurre gli spostamenti perché la mobilità coincide con il lavoro stesso. L’auspicio è che i conflitti cessino il prima possibile e che prevalga la diplomazia nella risoluzione delle tensioni internazionali. Ma chiediamo anche al governo un intervento importante in termine di abbattimento delle accise e di contenimento dei costi energetici per le imprese e le famiglie. La situazione sta diventando sempre più difficile da sostenere”.

Ultimo aggiornamento: 11/06/2026 08:46