“Jesernich”. Un minuscolo villaggio sullo scacchiere internazionale. Incorniciato dalla centuriazione romana e dallo Stella. Conteso fra la “Serenissima” e gli “Imperiali”. Sospesa memoria, velata di sacro silenzio. Soggiunto sino a noi. Studiato su antiche e moderne mappe. Riscoperto. Contestualizzato.
FLAMBRUZZO DI RIVIGNANO TEOR - In un tempo assai remoto dalla Regina del Bosco si apriva un reticolo di antichi sentieri, battuto da viandanti di ogni dove, plasmato dall’Anaxum. 101, il nostro “Raggio di sole” ci accompagnerà permettendoci di restare sulla retta via.
E all’epoca senza satellitare, 101 sarebbe senza dubbio stato la nostra bussola. Siamo in uno scenario intricato di percorsi tortuosi tra i boschi, di stradine, guadi, centuriazione nonché vie d’acqua e a districarsi appare alquanto difficoltoso.
Ad accoglierci dunque il nostro fidato “Raggio di sole”, empatico, oramai attende in dono, una carota, per entrare nel suo universo, quasi un gesto archetipo.
Partiamo in una sorta di rispetto reverenziale dalle Scuderie della Regina del Bosco a “Isernico” per oltrepassare l’incrocio protostorico su cui si erge adiacente l’antico cippo, per avviarci con coraggio verso un orizzonte in parte ancora inesplorato. Oggi lungo un incantevole fiume di risorgiva procediamo nei meandri della correlazione tra centuriazione e confini.
La località, inserita nel contesto del Parco Comunale dello Stella, ora solo burocraticamente scomparsa, è ricca di peculiarità storiche e naturalistiche.
Il desiderio di proseguire il mio viaggio in carrozza insieme ovviamente a questo stupendo cavallo Norico dal mantello maculato, 101, è nato dall’ascolto di queste significative parole:
“Dialogando ho compreso che vi è ancora sensibilità, ma anche passione nel comprendere le valenze di una stupenda Regione, come la nostra, il Friuli Venezia Giulia”.
E noi amando coltivare la curiosità, non possiamo che accogliere questo prezioso contributo, nella speranza di generare energia intellettuale propositiva da parte di ricercatori e studiosi necessaria per attrarre e creare ulteriore interesse culturale su “Isernico”.
L’importanza della storica idrovia, l’Anaxum
“Jesernich” fu “una località che nell' epoca romana era composta da distinti insediamenti, fra gli aspetti cruciali, vi fu il sito argilloso e l'antica via Anaxum.”
L’importanza di questa rotta fluviale arcaica è pertanto risaputa. Negli studi presenti tra l’altro in CAISCUOLA di MASSIMO CAPULLI, Anaxum Project, archeologia e storia di un paesaggio fluviale: ricerca e didattica, Forum Udine, 2018, p. 1, viene ripreso precisamente l’argomento. Il breve frammento che andremo a trascrivere, oltre ad essere una aggiuntiva conferma, è particolarmente incisivo.
“Il fiume Stella, l'antico Anaxum…, è la più importante arteria di risorgive del Friuli e mette in contatto la media e bassa pianura con la laguna di Marano e quindi il mare Adriatico…Essendo generato perlopiù da falde d'acqua sotterranee, si contraddistingue per una portata grossomodo costante…, a differenza degli altri grandi fiumi…come il Tagliamento o l'Isonzo, che presentano invece un regime torrentizio... Questa caratteristica lo ha reso una via d'acqua privilegiata in ogni periodo storico, poiché costituisce uno dei punti più a nord dell'intero mare Mediterraneo che possa essere sempre raggiunto navigando ed era parte integrante del sistema trasmarino…”
Il territorio ricco di risorse argillose e d'acqua ha favorito originariamente le attività inerenti alla produzione locale, allora fiorente, di materiali laterizi o ceramiche.
La storia di Flambruzzo, una frazione del Comune Rivignano Teor, che vanta una genesi millenaria, è legata pertanto pure alla presenza delle Fornaci, attualmente un sito di particolare interesse archeologico.
Per testimoniare l’unicità del luogo prendiamo in considerazione queste due fonti.
Nella Tesi di Dottorato di PAOLA VENTURA, Fornaci di epoca romana nei territori di Aquileia e Concordia/Regione Friuli Venezia Giulia, Dipartimento dei Beni Culturali, Scuola di dottorato di Ricerca in: Studio e Conservazione dei Beni Archeologici e Architettonici, Scienze Archeologiche, Ciclo XXIV, Università degli Studi di Padova, Anno di Discussione 31-gen-2014, p. 71 con pp. 76 e 77, si evince chiaramente la vivacità operativa in loco.
“Alla trattazione del sito di Flambruzzo viene inoltre fatto seguire un inquadramento dell'area dello Stella, per la densità di impianti fornacali e la possibilità quindi di testare modelli di produzione e distribuzione.”
E si precisa che “La fornace di Flambruzzo (località Il Bosco) a Rivignano è nota a seguito di rinvenimenti di superficie negli anni '80, seguiti da ricognizione sistematica e prove GPR14, cui hanno fatto seguito alcuni sondaggi di scavo e poi delle ricerche più mirate ad una possibile valorizzazione (2002; 2003; 2004, 2006) 15 …”
Nella Tesi di Dottorato di ricerca in Archeologia dei processi di trasformazione, PATRIZIA DONAT, Le società antiche e medievali, in La cisalpina orientale tra la fondazione di Aquileia e la fine dell’età repubblicana: la ceramica come indicatore di continuità e di trasformazione, ciclo XXII, S.S.D.: L-ANT/ 07, v. 1, Università Cattolica del Sacro Cuore Milano, A. A. 2009/10, pp. 13 e 14, viene sottolineata l’interdipendenza tra le vie principali, fluviale e terrestre con il settore economico.
“Lo Stella, la maggiore arteria di risorgiva del tratto della Pianura Veneto-Friulana qui analizzato, è stato identificato con l’Anaxum, citato da Plinio nella sua Naturalis Historia.”
E poi “Lungo i grandi fiumi, Isonzo, Natisone, Tagliamento, ed i loro affluenti, sono stati localizzati importanti percorsi preistorici e protostorici. Il loro utilizzo in età protostorica e romana è testimoniato, tra l’altro, dal rinvenimento di reperti protostorici e di un relitto di età tardo repubblicana nell’alveo del fiume Stella… La fascia delle risorgive e la Bassa Pianura sono particolarmente adatte per la ricchezza d’acque e la composizione del terreno alla produzione ceramica. Già per la tarda età del ferro si conoscono alcuni impianti atti alla fabbricazione di ceramica vascolare, mentre per l’età romana sono state individuate finora soprattutto fornaci per laterizi…”
Per quanto concerne segnatamente “Isernico”, teniamo in considerazione questo passaggio saliente di Bernardi, “La struttura medievale, la Regina del Bosco, è ubicata su un incrocio protostorico, da cui sono state rilevate dapprima le due importanti strade, le quali rispetto al casolare sono così orientate, una rivolta a nord/est verso Flumignano e la seconda a nord verso Flambro. In seguito il terzo sentiero rivolto a nord/ovest, rispetto al casolare, è propenso dirigersi a Quadruvium, ovvero Codroipo passando ai margini di un’antica rotonda fluviale per agevolare l’approdo alle barche.
Questa ingegnosa opera idraulica è stata individuata in un’ansa in cui il livello degli argini è sette metri più alto rispetto alla falda acquifera del fiume Stella, quindi un terreno solido su cui stoccare i laterizi.” E data la disponibilità di materiale, la facilità di trasporto e di lavorazione esattamente da queste circostanze favorevoli poi le Fornaci si sono sviluppate.
Da rilevare che “Ai bordi del fiume, vi è per di più una stradina che si abbassa proprio sino al livello fluviale probabilmente per permettere una miglior gestione del carico e scarico merci dalle imbarcazioni.
Unitamente a questo, c’era anche un ponte leggermente più a nord del nodo idroviario. Questo invece avrebbe potuto facilitare l’attraversamento del corso d’acqua.
Mentre sull' argine sinistro del fiume Stella, di fronte a questa infrastruttura idraulica posta sull’argine destro, partiva un’altra strada, quest'oggi ancor presente, che delimitava i confini tra “Jesernich” e Sivigliano.”
Questo tracciato è una costante presenza nelle varie cartografie visionate. Riscopriremo il suo valore nelle prossime righe.
Ebbene sia la rotonda e sia i percorsi minori avrebbero favorito, assieme al fiume, il passaggio di merci e di persone in queste zone.
Ecco che la nostra piccola realtà di “Isernico”, forgiata dal fiume Stella, ha pertanto assunto un ruolo nevralgico a livello geopolitico. L’ Anaxum era una “strada d’acqua” frequentata per motivi economici, commerciali, militari e stanziali. Tuttavia, le implicazioni si estendono ben oltre.
Da ulteriori documentazioni risulta che “il borgo medievale ospitava inoltre strutture religiose, dati ricavati dal rilievo cartografico del 1606 e dagli studi del Conte di Codroipo del 1901.”
Si tratta del certosino disegno agrimensorio di Giacomo Braciere relativo alla “Villa di Vircho”, datato 27 settembre 1606, conservato nell’Archivio di Stato di Venezia.
Nell’area di nostro interesse, in “Vila di Iesernich”, si può osservare un edificio con una Croce all’apice. Non solo ma anche si può scorgere che una parte della copertura dell’adiacente struttura è rovinata.
Questo testimonierebbe la criticità in cui versava il sito medesimo. Situazione descritta successivamente nel resoconto dell’Arcivescovo di Gorizia, conte Carlo Maria D’Attems.
Un secondo edificio avrebbe una simbologia leggermente diversa. Indicherebbe forse una proprietà di alto rango ecclesiastico o strutture di particolare importanza protette da specifici Ordini? O potrebbe essere un distinguo di giurisdizione? Semplici riflessioni per incoraggiare esperti del settore ad un'analisi più approfondita.
Dell’effettiva esistenza di una Chiesetta interessante pure il rimando alla preziosa fonte in “Flambruzzo Jesernico Sivigliano, Note Storiche pubblicate dal Conte G. di Codroipo per la circostanza in cui il Rev.o Don Pietro D’Ambrosio entra al governo spirituale della Parrocchia”, Flambruzzo, Arturo Rosso 14 ottobre 1901, Curia di Udine, 25 settembre 1901, Canc. Egiziano Pugnetti Provic. Arc. pp. 26-35.
E per un excursus storico si rimanda ancora una volta a BARBARA CINAUSERO HOFER, ERMANNO DENTESANO, Isernico: ipotesi di localizzazione, Latisana, La Bassa, 2014, pp. 7-21.
Innanzitutto a catalizzare maggiormente l’attenzione in questo frangente è la Tavola 5 a p. 19, con “I terreni comunali di Isernico nel Catastico del Buglioni (da Buglioni G. 1682, Arch., Stor. Prov. Gorizia)” in cui nell’abitato di “Isernich” si può notare proprio una Croce posta su una struttura.
Mentre rimaniamo concentrati su “Isernico”, a margine, cogliamo un altro dettaglio. Nella riproduzione di “Siuiano” si può scorgere la presenza di un edificio con un simbolo affine che rimanderebbe ad una Croce. Una curiosità da approfondire.
Sempre riguardo alla Chiesetta di “Isernico” riportiamo questo dettagliato passaggio: “Ulteriori informazioni di grande rilevanza le possiamo desumere dalla visita pastorale che l’Arcivescovo di Gorizia, conte Carlo Maria d’Attems effettuò il 4 maggio 1759 alla Chiesetta del Paese. Recita infatti il resoconto che …- ecclesia filialis Sanctae Mariae subiecta parochiae Flambruci et male provisa -… ciò nonostante manteneva una sorta di amministrazione...” E andando a ritroso nel tempo “In un atto del 1668 si parla in modo esplicito della - cura delle anime delli popoli soggetti alla loro [dei di Codroipo] giurisdizione di Iesernico”.
Per chi fosse interessato, in generale, alla religiosità popolare, invitiamo altresì alla lettura di “GLESIUTIS. Chiesette campestri del Medio Friuli”, 2017, un’iniziativa ideata dal Progetto Integrato Cultura del Medio Friuli.
Da considerare per di più, MASSIMO CAPULLI e ELISABETTA SCARTON, L’Ordine teutonico e le vie d’acqua nel Friuli medievale, Ed. Forum, Udine, 2019.
In https://www.castellodiflambruzzo.it/storia, consultato il 14.01.2026, si legge, “le testimonianze che la storia ci ha lasciato parlano inoltre dell’Anaxum come fondamentale collegamento nei percorsi calcati successivamente dai Cavalieri del Tempio di Gerusalemme sulla strada per la Terra Santa.”
Potrebbe perciò aver avuto lo Stella come il mitico Tagliamento un ruolo importante quale via privilegiata anche per i pellegrini? E la località “Isernico” potrebbe essere stata sede pure di qualche parvenza di Hospitale? Fantastiche suggestioni che potrebbero comunque innescare una ricerca storica.
Lo Stella ha rappresentato senz’altro uno snodo strategico. Meriterebbe un integrativo approfondimento l’Anaxum, quale via fluviale che si interseca per altro sia con la via del sale sia con l’antica rotta commerciale europea dell’ambra.
Sulle nostre umili e costruttive disquisizioni, aspettando aggiuntivi concreti riscontri tecnici nonché scientifici, procediamo con il nostro racconto.
Centuriazione
La centuriazione è la caratteristica suddivisione dei territori che gravitavano attorno a una città organizzata dai romani nelle terre colonizzate. Il territorio era organizzato in appezzamenti quadrati regolari ovvero, centurie. Questo schema geometrico, che creava una rete di strade e canali, è ancora visibile in molte aree rurali, come testimoniano ancor oggi le mappe catastali.
Ecco che attraverso la consultazione di antiche rappresentazioni grafiche e confrontandole con moderne cartografie si può desumere che “La centuriazione romana di “Jesernich” si diversificava dalla centuriazione del resto del Friuli.”
Cerchiamo di capire questa riflessione rilevante di Bernardi che mette in luce la geometria del paesaggio e la sua evoluzione.
“La centuriazione era orientata verso l’antico cippo sulle strade che vanno da Flambruzzo a Flambro e da Sivigliano a Sterpo.”
Inoltre “Le campagne sul lato ponente e levante dell'incrocio protostorico sono orientate verso il suddetto e attraversate da antiche strade romane che portavano a “Jesernich”.
A ciò si aggiunge che “Sivigliano e Flambruzzo si svilupparono su due lotti terrieri di forma triangolare con angolazioni equilibrate verso l'incrocio protostorico”.
Sicché questi due paesi si posero su due triangoli di centuriazione. “I due triangoli si sviluppano sulla parte odierna di Flambruzzo, su cui c’è il borgo antico e il sito terriero che parte dalla Chiesa di Sivigliano verso il punto in cui i fiumi Stella e Taglio si congiungono. Ecco, quella parte di Sivigliano aveva una forma geometrica e orientamento di centuriazione che era praticamente identica, infatti ci sono un'infinità di strade su cui c’è anche l’orientamento della centuriazione e tutte rivolte verso lo storico cippo e dunque all’incrocio protostorico. I soggetti sono l’odierna Flambruzzo, l’antico borgo con l’area verso Sivigliano Bassa dove c’è l’antica Chiesa e la campagna limitrofa.”
Correlazione tra centuriazione e confini
I confini dei moderni comuni di Rivignano, Talmassons e Bertiolo affondano le loro radici in quelli storici che esistevano tra la Serenissima e l'Isola Imperiale.
E facciamo di nuovo riferimento a https://www.castellodiflambruzzo.it/storia, dove ricaviamo questo importante estratto “…Tra il 1300 e il 1400 l'espansione di Venezia mina il potere del Patriarcato di Aquileia, che decide di trasferire la proprietà del feudo al Conte Palatino Leonardo di Gorizia il quale nel 1466 ne cede la giurisdizione al Conte di Codroipo…” In seguito “Tornata la giurisdizione al proprietario Conte di Gorizia privo di successori, la proprietà viene lasciata in eredità verso la fine del 1400 a Massimiliano d′Asburgo, sottraendo così il territorio a Venezia. Il 1508 porta alla luce le diatribe tra gli Austriaci e i Veneziani e al conflitto che pone fine alle speranze espansionistiche della Serenissima.”
Queste delimitazioni di conseguenza “hanno strette correlazioni tra le diverse strutture religiose medievali, per quanto riguarda i confini dei Comuni Rivignano, Talmassons e Bertiolo.”
Confini che “hanno forme geometriche perfette”, come si può rilevare da un semplice tracciamento dello stesso Bernardi su concezioni storiche acquisite ed interpretate negli anni, la località “Isernico” la studia da sempre, realizzato a mano davanti al crepitio di un magico focolare, il 18.01.2026 a Flambruzzo, puramente a titolo esemplificativo alla scrivente.
Da questo umile elaborato presente adesso nell’Archivio privato dell’autore, denominato “Equilibrate equidistanze” risulta chiaramente l’interdipendenza fra centuriazione, confini e appunto equidistanze fra Flambruzzo e località limitrofe.
“Nello specifico gli odierni confini di Rivignano, Talmassons e Bertiolo permangono come vestigia di un assetto ancestrale.
Esaminando in primis il confine di Rivignano e Talmassons, emerge che il lato est ha la stessa identica distanza dal cippo storico e il lato ovest ha la stessa identica distanza dal sito religioso posto in mezzo alla campagna nel comune di Talmassons, la Chiesetta di Sant’ Antonio, su cui c’erano insediamenti anche in epoca romana.
Da questa Chiesetta campestre, tracciando una retta passiamo così al centro del confine dei comuni Rivignano, Talmassons e dopo circa due chilometri arriviamo sul centro dei confini Rivignano, Talmassons e dunque Bertiolo.
Dal casolare religioso ubicato sull’ incrocio protostorico, traendo una retta tocchiamo gli angoli dei confini Rivignano, Talmassons, Bertiolo per poi soggiungere sull'angolo del confine ovest Talmassons, Rivignano.”
Intanto l'attività di indagine continua
Ed è proprio il disegno di Braciere del 1606 inerente a “Villa di Vircho”, a fornirci altre evidenze utili.
È una documentazione pregevole, una sorta di “perizia tecnica” realizzata per risolvere alcune controversie confinarie fra “Vircho, et quello di Bertiol iuridito di S[igno]ri Savorgnani”.
Per il “nostro esploratore documentale”, “È una mappatura che crea una sinergia tra Virco, Sterpo e l’allora “Vila di Iesernich”. Permette di focalizzarci su locali equidistanze. Pone in risalto il valore intrinseco, storico e culturale del luogo.”
Nella configurazione cartografica d'insieme l'unità di misura di riferimento adottata è la “perticha”. “La pertica è composta da 6 piedi e corrispondeva a circa 2,08 - 2,10 metri lineari. Interpretando questa scala grafica, l'intera barra graduata, posta sottostante al disegno medesimo, “può rappresentare una distanza reale di 200 pertiche, ovvero intorno a 420 metri.”
E “Se utilizziamo questi antichi metodi di misurazione riportandoli a quelli moderni otteniamo generalmente le stesse equidistanze viste precedentemente, riscontrando fra loro una corrispondenza equilibrata. Le proprietà rurali misurate secoli fa, come qui con la “pertica”, mostrano spesso una precisione sorprendente se confrontate con le attuali mappe catastali digitali.
Se applichiamo questa commistione di calcoli ai confini, la sovrapposizione tra antico e moderno rivela un'accuratezza straordinaria, specialmente quando si parla di suddivisione del territorio; un incanto se facciamo riferimento, quale punto di intersezione vitale, all’incrocio protostorico di Jesernich.”
Abbiamo così visto che “Jesernich” nel tempo, diventa un crocevia sempre più importante.
Motivo per cui pare plausibile che “questo minuscolo centro abitato abbia condizionato l'orientamento della centuriazione romana in Friuli, rivolto secondo la direzione strategica del tragitto Pavia, Flambro per dirigersi per l'appunto ad “Jesernich”.
Oltretutto molte antiche strade del Friuli sono orientate verso il suddetto sito, diversi principali percorsi orientati verso nord/est provenienti dal Cividalese ed altri orientati verso nord/ovest che soggiungono dal Gemonese, erano diretti nella località. A mio modesto avviso orientamenti non comuni in Regione.”
Nell' epoca romana peraltro “da Cividale partiva una strada per “Jesernich” ed una per Aquileia.”
Per contestualizzare “Isernico” nel sistema della centuriazione regionale ecco alcuni apporti esaustivi:
Da FABIO PRENC, Alla riscoperta dei resti della centuriazione AQUILEIESE in, https://www.openstarts.units.it/server/api/core/bitstreams/79214ba8-51c2-49d2-8459-44fecf4514f9/content, esaminato il 09.11.2025.
Passando per GIOVANNI PUPPATTI, Centuriazione dell’area a nord di Udine tra il Cormor ed il Torre (Agro Tricesimano) in https://www.techefriulane.it/biblioteca-digitale/numeri-unici/articolo/centuriazione-dellarea-a-nord-di-udine-tra-il-cormor-ed-il-torre-agro-tricesimano, visionato il 26.11.2025.
Arrivando a SANDRO COLUSSA, Università degli Studi di Trieste, XXIII CICLO del dottorato di ricerca in geomatica e sistemi informativi territoriali, Un modello di studio del paesaggio antico. Il caso dell’agro del municipio romano di Forum Iulii, (settore scientifico-disciplinare: L-ANT 09 – Topografia Antica), Università degli Studi di Trieste, 2011.
Mentre alcuni recenti nostri approfondimenti sui confini, ci hanno indirizzato in primis a questi Registri, autentici custodi della memoria catastale e della logica del territorio: http://asa.archiviostudiadriatici.it/islandora/object/libria:118181/datastream/PDF/content/libria_118181.pdf, consultato il 11.02.2026. In “I LIBRI COMMEMORIALI, DELLA REPUBLICA DI VENEZIA REGESTI TOMO VIII” Venezia, 1914, in particolare in pp. 153-155 si può ricavare l’esatta ripartizione del territorio fra “i confini delle ville austriache…” e “le venete”. Si tratta dell’“Allegato: 1753, Ottobre 31. — I commissari nominati al n. 21, passando a fissare i confini delle ville austriache racchiuse fra venete nella parte piana del Friuli…” Viene “Dato in Gorizia. — Sottoscritto dai commissari. L ’ Originale trattato esiste sotto il n. 981 nei Patti Sciolti, serie I,b. 46.” Nonché al “59. (60) — 1754, Febbraio 27. — c. 168. — Maria Teresa imperatrice ecc., ratifica l’allegato, promettendone l’osservanza”.
Poi a BENVENUTO CASTELLARIN, I confini dei territori di Sivigliano, Flambruzzo, Campomolle, Driolassa, Rivarotta e Precenicco contenuti nel trattato generale del 1756, La bassa, a. 11, n. 20 (giugno 1990), pp. 99-108.
E a ORIETTA SELVA, Questioni di confine nell’Alto Adriatico: Veneziani e Imperiali Asburgici fra Cinquecento e Settecento, Dipartimento di Studi Umanistici – Università degli Studi di Trieste, EUT, Bollettino della Associazione Italiana di Cartografia, 2017, p. 33.
Questi studi confermano che si sono venuti a creare dei confini a “leopard complex”, dove, all'interno del Friuli veneziano insistevano numerosi e vasti territori austriaci.
La cartografia sui confini, è praticamente un archivio memorabile di delimitazioni in ambiti privati, limiti amministrativi ma anche di frontiere e a volte di culture. Il confronto tra diverse prospettive, tecnologie o metodologie permette spesso di cogliere sfumature, dettagli inediti, che un’analisi singola non riuscirebbe a rivelare totalmente.
Tra le risorse studiate si riportano ancora le seguenti.
In particolare riconsideriamo proprio la famosa stradina verso la rotonda fluviale sul fiume Stella.
Relativamente a quanto esposto “le antiche mappe in lettura evidenziano effettivamente la strada “bianca” che delimitava i confini fra “Jesernich” e Sivigliano.”
In Isernico: ipotesi di localizzazione, di Cinausero Hoffer e Dentesano, del 2014, analizzando la Tavola 3 a p. 12 che propone anche la Carta di Tommaso Scalfuroto, del 1754, si può ravvisare che “è evidenziato il confine su cui l'antica strada soggiungeva sullo Stella, di fronte all'antica rotonda fluviale.”
In aggiunta “l’assetto del sito è leggibile decifrando gli equilibri tra la stessa tratta, le strutture medievali odierne di “Jesernich” e la rotonda fluviale. La distanza di quei 300 metri tra la strada bianca, oltre il vigneto secolare, e l’abitato, suggerisce una corrispondenza nelle misure in pertiche del disegno relativo alla “Villa di Vircho”, realizzato da Braciere nel 1606. Di conseguenza la stradina identifica i confini tra Sivigliano a nord e “Jesernich” a sud.”
Un altro particolare che vogliamo semplicemente fissare in queste righe, non trascurabile e osservabile fin da subito, è che “l’elegante Stella e la rustica roggia Cusana procedono separati, senza mai congiungersi.”
Un’osservazione brillante che arricchisce la prospettiva paesaggistica e il discorso delle determinazioni territoriali in itinere.
Tornando all’asse viario per supportare sia la succitata interpretazione dei confini, sia l’appassionata argomentazione sulla localizzazione di questo minuscolo villaggio, si rimanda ad un confronto fra le evidenze espresse in: Archivio di Stato di Udine, Censo stabile, Mappe a scala ridotta pubblicate nel 1843, Comune censuario di Sivigliano con Flambruzzo, frazioni di Rivignano (Udine), fascicolo 1850, ff. 2, ICAR UA 462561. Il materiale è visionabile su https://archiviodistatoudine.cultura.gov.it/fileadmin/risorse/img_patrimonio/inventari/scala_ridotta_1843_inventario.pdf e precisamente in Ricerca - Ministero della cultura, https://archiviodigitale-icar.cultura.gov.it/it/185/ricerca/detail/462561, recente lettura 07.03.2026.
Questi numeri catastali con le relative mappe storiche sono strumenti essenziali che conservano le originarie impronte di strutture antiche difficilmente rintracciabili in superficie.
“Sulle mappe del catasto, tra il lato sud dell’antica stradina e il lato nord, che era la parte di Sivigliano sud, teatro già nel XV secolo, di aspre controversie locali su diritti e doveri fondiari tra Sterpo e Virco, le cui dinamiche sono state minuziosamente documentate nel rilievo del Braciere del 1606, si passa a identificativi dati tecnici.
Questa è una prova tangibile. Dal lato sud della strada, dove è ubicato “Jesernich” si intravedono numerologie catastali dal 296 e 297 in su, mentre sul lato nord della stradina, dove era ubicato Sivigliano, si viaggia con piccole sezioni dal 72 in poi.
Questo conferma in base alle mappe esaminate, la coincidenza tra la retta e l'asse stradale indicato mentre i dati individuano ancora una volta i confini fra “Jesernich” e Sivigliano”.
Questi contributi sono la testimonianza indelebile dunque di un “Jesernich” contestualizzato nonché incastonato in un mosaico internazionale che resiste alla modernizzazione.
E fra la consultazione del “Catastico del Stato di Gradisca” del 1681, passando per il “Catasto Giuseppino” ovvero “Josephinische Landesaufnahme Innerösterreich” (1784–1785), fino alle mappe satellitari nonché all’idea di georeferenziazione; improvviso uno sguardo severo di 101 ricorda che resta ancora molto da percorrere prima del tramonto.
Assi orientativi tra centuriazione e Anaxum
Superando dunque l'analisi documentaria, si ravvisa la necessità di considerare il rapporto tra la centuriazione e l'Anaxum non come elementi isolati, ma come parti di un unico sistema paesaggistico. Emerge, in tal senso, che “L 'orientamento della centuriazione locale, nell’ambito di “Jesernich” è proiettato verso l'incrocio protostorico. Questa convergenza suggerisce che l’organizzazione romana del territorio, legandosi alla primigenia via d’acqua, abbia ricalcato e valorizzato preesistenze fondamentali.”
Poi “La centuriazione Friulana fu orientata dalle tratte Cividale, “Jesernich”; su cui i collegamenti Pavia, Lestizza e Flambro con Lauzacco e Talmassons, sono rappresentati da due strade che sono poste in direzione “Jesernich” e dunque coordinando l'orientamento centuriale.”
Inoltre “diverse importanti infrastrutture viarie che partono da San Daniele del Friuli per Flambro e Majano in direzione Talmassons, quindi “Jesernich”, rappresentano percorsi che a tratti seguono la linea centuriale, e che sono orientati perpendicolarmente verso linee citate precedentemente, ma con delle curve orientate verso sud per soggiungere a Flambro e Talmassons.”
In effetti “i dati sopra citati rappresentano fattori che condizionarono l'insediamento umano”.
Non vi è dubbio che “L' incrocio protostorico di “Jesernich” rappresentò il punto d'arrivo cruciale per imboccare l'antica via Anaxum, il fiume Stella”.
Gli ultimi studi avvalorano altresì che questa importante via d’acqua “con le sue peculiarità inerenti alle funzionalità fluviali, favorì lo sviluppo dei villaggi lungo il suo fluire.”
Alla luce di quanto emerso è evidente che questo è un territorio molto affascinante. Siamo di fronte ad un ambito “ricco di strategiche valenze. A mio giudizio la rilevante importanza che ebbe l'antica via Anaxum, permase per millenni.”
Un sito tuttora da scoprire e molto da riscoprire. Sempre con una sensibilità autentica.
Termine della passeggiata in carrozza
Il viaggio oltre il tempo e lo spazio è stato lungo. Rientriamo alle Scuderie dalla Regina del Bosco che ci aspetta, pervasi da tali nuove conoscenze. Un' affettuosa carezza al nostro amico 101 che con la sua solita saggezza ci ha fatto conoscere questo suo mondo. E sarà ancora, incantesimo!
Con stima si ringrazia per la gentile collaborazione, l’appassionato di storia locale, Cristian Bernardi.
Monia Andri