BELLUNO – La cultura e la memoria storica si preparano a vivere un momento di grande rilievo a Belluno. Sabato 17 ottobre, a partire dalle ore 17.00, gli spazi del Circolo culturale La Terra dei Padri - Belluno APS – situati in via dei Molini 10, a Borgo Piave, nella cornice antistante la Chiesa di San Nicolò – apriranno le porte a una conferenza di forte spessore patriottico e civile. Al centro dell'appuntamento vi sarà la figura dell'avvocato Paolo Sardos Albertini, massimo esponente della Lega Nazionale di Trieste, il quale interverrà in veste di relatore d'onore per celebrare l'ottantesimo anniversario della rifondazione del sodalizio, avvenuta nel 1946. Insieme al Presidente, sarà ospitato anche il prof. Luca G. Manenti, storico e saggista, il quale terrà una relazione sul seguente tema: “Modesta di mezzi, forte di coscienza". L'opera patriottica della Lega Nazionale nella Venezia Giulia (1891-1954). L'incontro sarà aperto dai saluti introduttivi del professor Francesco Demattè, delegato bellunese dell'associazione.
L'evento si inserisce in un percorso di riscoperta e riflessione su una ricorrenza cruciale non soltanto per la città di Trieste, ma per l'intera geopolitica del confine orientale italiano. La conferenza intende infatti riannodare i fili di un periodo storico estremamente complesso e denso di lacerazioni: il secondo dopoguerra. In quegli anni di transizione e fortissima incertezza, l'area alto-adriatica e giuliana divenne il teatro di uno dei confronti più aspri del Novecento europeo, dove la questione nazionale si intrecciò drammaticamente con le mire espansionistiche jugoslave e con il disegno di ridefinire radicalmente gli equilibri etnici e politici della regione.
Fu proprio all'indomani del secondo conflitto mondiale che il confine orientale visse alcune delle pagine più travagliate della propria storia. Durante la conferenza verrà rievocato il dramma dei quarantadue giorni di occupazione jugoslava, un periodo segnato da un clima di terrore ideologico e politico, in cui si tentò di cancellare l'identità secolare di Trieste per trasformarla in una realtà balcanica denominata "Trst". Sebbene l'allontanamento delle truppe titoine – contraddistinte dalla stella rossa – fosse avvenuto il 12 giugno 1945 grazie all'intervento delle forze alleate anglo-americane, la popolazione non ritrovò una vera e propria serenità. Alla cessazione delle violenze immediate si sostituì una condizione di perenne apprensione, alimentata dal timore costante sintetizzato nella drammatica domanda che serpeggiava tra i cittadini: "E se tornano i Titini?".
È all'interno di questo scenario di profonda vulnerabilità e tensione geopolitica che, nel 1946, la Lega Nazionale decise di risorgere. La rinascita del sodalizio rispondeva a una missione inderogabile: tutelare e difendere l'identità italiana di Trieste, ancorandola saldamente ai princìpi irrinunciabili di libertà e appartenenza nazionale. Ricalcando la meritoria opera già svolta nei decenni precedenti sotto il dominio asburgico, l'associazione scelse di agire al di fuori delle contingenze della politica partitica. La sua azione si fondò sugli strumenti nobili della cultura, della promozione identitaria e sulla cooperazione costante con la Municipalità tergestina, una sinergia che nel corso dei decenni avrebbe prodotto frutti di straordinaria importanza per la salvaguardia della civiltà adriatica.