Editoriali

La bellezza ci salverà? La ricerca dell’armonia riscoprendo la connessione con la natura

di Monia Pin

©Monia Pin
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Misuriamo la nostra vita in successi e promozioni, in riconoscimenti e titoli ed in parte è giusto ma abbiamo mai usato come unità di misura la bellezza di cui ci siamo nutriti?
Beh direte è poca cosa, mica arricchisce economicamente o fa balzare il nostro nome sulle prime pagine di un giornale, neppure ci fa guadagnare like sui social, ma a ben guardare ha la sua importanza e non da poco. E nemmeno è così banale come sembra visto che in fin dei conti la fama reca una felicità effimera che può svanire al primo insuccesso della vita. lasciandoci solo amarezza e rimpianto, ma la bellezza non te la levi mai dalla memoria, perché è impressa nel cuore e l'anima la tiene in vita con il ricordo indelebile della sua infinita grazia. 

Scrivo questo articolo mentre cammino lungo un rio, la brezza del primo mattino fa dimenticare per un attimo l’afa che a breve la farà da padrona in questa giornata di giugno e una lunga aiuola di zinnie mi sorprende, accompagnando i miei passi e annullando ogni mio pensiero. Succede spesso che ai miei passi seguano intuizioni, parole, poesie o riflessioni, soprattutto se mi abbandono alla natura e seguo i suoi ritmi, dimenticando per un po' i miei, mettendo a riposo la mente per lasciar scorrazzare le ispirazioni scaturite dal cuore.

Nell’aria solo il ronzio delle api e i passi leggeri di qualche sogno acceso dai voli rapidi di farfalle che hanno trovato qui un tavolo imbandito di colori e non si fanno certo pregare! La natura mi stupisce sempre, anche nei momenti più bui è lei a consolarmi, confortarmi, a rammentarmi quanto sia straordinaria e imprevedibile la vita, alla sua e nostra capacità di rinascere, ed è sempre lei a suggerirmi versi che distrattamente non avevo ascoltato scalpitare nel mio universo interiore.
 
Recupero i consigli tra i cinguettii e il farfugliare dell’acqua, faccio mia ogni più piccola intuizione che viene dalla magia dei riflessi capaci di trattenere per pochi istanti l’incantesimo di una poesia stesa dal sole sull’acqua. Sento dentro quel desiderio di scrivere che a mano a mano emerge dall’abisso di quella parte di me ignota, aggrappata alla speranza nonostante tutto, quella che conserva la fede nel cambiamento, capace di rovesciare le negatività indotte anche da taluna informazione dedita a sottolineare gli eventi più beceri e a non mettere in evidenza gli eventi positivi che avvengono ancora. Il nostro è un mondo caotico e rumoroso e si sa, la brutta notizia rende più di quella costruttiva e incoraggiante, la prima urla e la seconda mormora ma le anime più sensibili possono udire da lontano anche il più labile dei sussurri.
Sembrerà una banalità ma penso che la ricerca e la comprensione profonda della bellezza sarà la sfida del futuro, il baluardo che segnerà il confine tra un mondo che sta inevitabilmente finendo ed uno che rinasce dalle ceneri del primo ormai destinato alla scomparsa , un concetto che si incarna nel desiderio sempre più pressante di ritornare all'origine per ricostruire una società che metta l’essere umano e la sua dimensione sacra al centro e che sia la base di partenza di un universo nuovo nel quale ognuno possa esprimere la sua natura, i suoi talenti e possa vivere appieno la sua vita realizzandola completamente in ogni suo aspetto.
 
Una delle cose che abbiamo perduto è il contatto con la natura, un legame ancestrale che nei secoli dettava ritmi di vita e di lavoro, di riposo e di rinascita ma che progressivamente si è smarrito nel vorticoso crescere del consumismo e nella frenetica di un'esistenza, giunta ormai ai limiti di ogni umana sopportazione. Diciamolo chiaramente, così com’è non è più una vita, ma una rincorsa spasmodica verso il superfluo che disperde le nostre energie vitali nel nulla, senza portarci verso un traguardo idoneo al valore intrinseco e incommensurabile della nostra esistenza. La pandemia ha costretto le persone a rivedere stili di vita, compresa la visione di sé stessi, la posizione lavorativa e professionale e la gestione del tempo libero, le amicizie, insomma tutto è cambiato. Soprattutto noto con sommo piacere che durante il tempo libero viene dato più spazio alla famiglia, alle proprie passioni, al relax, ad un progressivo ritorno alle attività all'aria aperta, al contatto con quella natura che finalmente viene apprezzata e rivalutata anche per il benessere psicofisico e spirituale.

Ecco, mi affido anch'io alle parole del rio e del vento ed al suggerimento di un sole che insieme diventano voce unanime che conforta e rimprovera, che consola ed insegna e non ci lascia mai soli neppure quando lungo la riva ascoltiamo il suono dell'acqua scalpitare tra mille silenzi come per spronarci a reagire, ricominciare e vivere davvero, liberandoci dei falsi idoli del mondo per abbracciare lei, la bellezza semplice e quasi sovrannaturale che parla una lingua universale; sembra quasi che i suoi colori e le sue forme altro non siano che le note di una sinfonia sacra che ammalia il nostro Io profondo e ci porta oltre ogni confine della mente per approdare altrove, sulle sponde di una terra inesplorata ma che forse conosciamo da sempre, la nostra anima.
 
Forse sono una sognatrice, di quelle che si sono soffermate a guardare un'alba sulle sponde di un lago e hanno pensato che la gioia provata in quell'istante potesse esistere per sempre, una donna che ha osservato un cielo stellato nel buio di un bosco è si convinta di tenere quei luccichii nitidi e puri degli astri per sempre negli occhi, anche quando sarebbero scese le lacrime, una persona che ha creduto in un’amicizia sincera ed in essa ha trovato approdo quando si sentiva alla deriva. Eppure è stato proprio così!
La bellezza ha molti volti e tante voci, ha diverse sfumature ed è un balsamo per ogni ferita, è lei l'artefice dell'Amore vero e assoluto che guarisce e risana, è l’essenza duratura che impregna il cuore, favilla lucente della linfa vitale che scorre in tutte le creature.
 
Sarà lei, la bellezza in ogni sua sfaccettatura ed in ogni suo riflesso del Divino, a determinare quanto e come abbiamo vissuto e senza alcun titolo o riconoscimento terreno misurerà la sostanza e l’essenza di questa nostra vita con l’unica unità di misura che conta, l’Amore. Quello con la “A” maiuscola, celebrato in diversi poemi, narrazioni, trattati religiosi e non, opere spirituali come ad esempio il “Caritas abundat in omnia”, "La carità (o l'Amore divino) abbonda in tutte le cose", celebre canto mistico scritto da Santa Ildegarda di Bingen nel quale la mistica descrive l'amore divino come un fuoco avvolgente che sostiene l'intero universo. Santa Ildegarda resta un faro per me, colei che lessi la prima volta con stupore, trovando nei suoi scritti affermazioni che potrebbero essere attuali e che sono vere e proprie poesie sacre che culminarono nella stesura dello “Scivias” ( "Conosci le vie"), donna capace di unire lo studio della natura alla fede in Dio esplorando varie tematiche e nominata Dottore della Chiesa nel 2012. Lei considerava la bellezza l'espressione dell'armonia universale e della connessione tra il creato e il divino.

E’ quella la fiamma che dobbiamo tenere sempre accesa, dobbiamo essere capaci di mantenere un equilibrio tale da preservare proprio l’armonia che ci è destinata, evitando contrasti e stonature che deturpano la sinfonia perfetta che regola il cosmo e il movimento della sua e della nostra costante evoluzione.

Monia Pin

Ultimo aggiornamento: 10/07/2026 17:52