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La chiesetta di Santa Maria del Palù a Fontanelle

di Monia Pin

FONTANELLE - A volte ci si trova a visitare un sito apparentemente semplice eppure dietro la cortina di essenzialità si nasconde una storia lunga e travagliata ma ricca di valori e di significato. Può accadere davanti ad un qualsiasi capitello o ad un’edicola che si affaccia su una strada dei nostri paesi ma anche in una chiesetta che spunta, quasi a sorpresa, nel bel mezzo di una campagna ancora verdeggiante che attende l’autunno con le sue tinte addolcite nelle sfumature e nelle carezze di una luce che incanta l'anima con la sua vivacità e tenerezza.

Scoprire la chiesetta di Santa Maria del Palù è stato un attimo. Quella domenica pomeriggio ero diretta altrove, ma il solito cartello che stuzzica la mia curiosità mi ha fatto prendere un’altra via. Non avevo fretta e val sempre la pena riservare qualche minuto per approfondire la conoscenza del territorio. Il luogo sacro si trova nel comune di Fontanelle, vicino al fiume Lia, e la forma ottagonale della chiesetta si staglia con raffinatezza e genuinità quasi a completare un quadro perfetto con l’ambiente naturale circostante.

Mi accingo ad entrare, due fontanelle sulla sinistra accolgono il visitatore, già preludio del fatto che l’acqua qui, come in altri luoghi religiosi, sembra porre in risalto maggiormente la sacralità del sito essendo un elemento simbolo di vita, purificazione e rinascita, senza dimenticare che esso rappresenta la fertilità. Bellissimo il passo di un capitolo della Genesi nella Bibbia che riporto di seguito “La terra era informe e deserta e l'oscurità ricopriva l'abisso, mentre lo Spirito di Dio si librava sulla superficie dell'acqua” (Gen 1,2).
L’edificio dedicato a Santa Maria era probabilmente riferito a Santa Maria Maddalena visto che poco distante si trova il Tempio di Ormelle, una Mason templare costruita anche per l’accoglienza dei pellegrini e passata successivamente all’Ordine dei Giovanniti, attualmente noto come Sovrano Ordine Militare di Malta.

Per trovare riscontri che aiutino a collocare nel tempo la chiesetta di Santa Maria dei Palu’ ci si rifà ad una bolla di Papa Lucio III del 1185 con la quale si definivano i possessi della Curia nella zona Opitergina. All’epoca era probabilmente un luogo dove i Monaci Eremiti celebravano le Messe ed avevano forse un loro convento, successivamente subentrarono le monache Domenicane (secolo XVI) ed infine visse un periodo di abbandono, affidata alle cure della popolazione locale.
Secondo la tradizione sembra che il convento sia crollato e poi sprofondato a causa di un terremoto e dell’alta umidità che ancora è caratteristica peculiare della zona.  La sua rinascita giunse per volere di Don Emilio Girelli che inaugurò la chiesetta attuale di forma ottagonale il 25 marzo 1924, giorno dell’Annunciazione di Maria. 

La chiesa, chiamata anche "Santa Maria della Fontanella", è conosciuta appunto per una fonte d’acqua che sgorga dietro l’altare sopra la quale un’iscrizione ricorda un passo del Vangelo di Giovanni “Va' e lavati nella piscina di Sìloe, egli andò, si lavò e tornò che ci vedeva”. Sono visibili sulla parete molti segni di devozione popolare (richieste di grazia, testimonianze di grazie ricevute, ex-voto…). Ancora oggi resta viva la tradizione che ricorda la natura miracolosa di quest'acqua e rimane viva l’usanza di attingere alla fonte soprattutto per la cura delle malattie agli occhi. 
 
Sull’altare appare la statua della Vergine Maria, in un atteggiamento materno che sembra chiamare a sé ogni sguardo per dispensare consolazione e conforto nell’attimo di una sosta e di una preghiera. Su un lato appare la rappresentazione di Gesù mentre sulla parte opposta c’è un’opera che riproduce San Giuseppe con il Bambino. Intorno delle magnifiche vetrate colorate riempiono lo spazio arioso di luce e serenità mentre sulle pareti sono appese delle formelle che riproducono le scene della Via Crucis. Uscendo salta subito agli occhi la vetrata dove l’immagine di Maria osserva ed apre le braccia quasi ad invitare il fedele ad accostarsi alla fonte d'acqua che zampilla di fronte a Lei.

Certamente fa piacere notare quante persone ancora si fermino durante una camminata per qualche momento all’interno di questo piccolo edificio sacro, riservando per sé qualche attimo di contemplazione nell’intimità di un luogo dove è marcato il sentimento di fede che scorre da secoli, fecondo e limpido tanto quanto la sorgente d’acqua che contraddistingue la sacralità del posto.

Certo la chiesa è piccola ma accogliente, il luogo è un po’ fuori dagli usuali itinerari, incastonato perfettamente nella campagna circostante e forse proprio per questo conquista subito il cuore. Nulla è più bello della semplicità che diviene meraviglia grazie alla volontà ferma e alla fede di tante persone che con sentimento profondo hanno reso una piccola chiesa il rifugio perfetto dove l'anima possa ritagliarsi uno spazio di intenso silenzio, riassaporando la gioia di un'intima pace.

Ultimo aggiornamento: 21/02/2024 21:14