Abbiamo una lingua meravigliosa, l'italiano, ricco di sfumature incredibili, sinonimi , parole che non sono meramente concettuali ma esprimono sentimenti, stati d'animo , fede, ideali e speranze . Hanno dato vita a opere letterarie di ogni genere, riuscendo ad essere racconti, romanzi, poesie e capolavori che hanno attraversato i secoli e hanno influenzato il gergo usato in vari campi, dalla musica alla cucina, senza dimenticare numerose altre espressioni artistiche. Insomma è la lingua che per antonomasia rappresenta la bellezza.
Vorrei quindi che venisse al più presto "liberata" da quegli inutili e inopportuni anglicismi che rovinano la nostra straordinaria lingua italiana, della quale dovremmo andare fieri e che dovremmo difendere, preservare e custodire. Una lingua rappresenta la cultura ,gli usi ,i costumi, le tradizioni ma soprattutto la STORIA della nostra nazione.
Un insegnante di lingue, alla scuola superiore, una volta ci disse qualcosa che mi colpì molto: il primo segnale per comprendere se si è colonizzati da uno stato straniero è proprio notare quante parole "aliene" al nostro idioma cominciano ad entrare nel parlare comune. Fateci caso! Quanti vocabolari inglesi usate nel quotidiano?
Ma soprattutto, quanti vengono utilizzati nei servizi giornalistici soprattutto televisivi tanto che a volte, in un frase, le parole italiane rischiano di essere presenti in minoranza? Un mea culpa degli organi di stampa e un ritorno ad un linguaggio più consono alla nostra eredità culturale renderebbe giustizia ai nostri grandi esponenti della letteratura, alcuni insigniti perfino del Premio Nobel in tale ambito e dei quali sembriamo aver perso memoria. Ricordiamo ad esempio la grande poetessa Grazie Deledda, vincitrice del Premio Nobel della Letteratura nel 1926 ; quest'anno è stato ricordato il 9o° anniversario della sua scomparsa.
Non è un ritorno al passato , nemmeno nostalgia ,ma è riacquistare la nostra indipendenza e sovranità partendo da ciò che regola le nostre vite fin dall'infanzia , l'uso della parola! La cosiddetta lingua madre non è chiamata così a caso, essa ci viene trasmessa fin dall'infanzia portandosi dietro un bagaglio di sapere conquistato nei secoli, una ricchezza in termini di valori, morale, formazione e intelletto.
Non è sfoggio di cultura buttare in una frase termini assolutamente estranei alla nostra nazione, non è un dimostrare di sapere, ma è rinunciare alla propria identità oppure è una volontà di confondere e non far comprendere appieno il significato di ciò che si sta comunicando alle persone. Certo, molti italiani lo conoscono, ma altri sono in difficoltà. Sarebbe d'uopo un pò di sano nazionalismo alla francese in termine linguistico.
Come hanno più volte ribadito alcuni enti come l'Accademia della Crusca l'inglese "spesso rimpiazza parole italiane già esistenti senza aggiungere un reale valore comunicativo" e l'uso eccessivo è stato ampiamente criticato.
Mi unisco alla critica e ho iniziato da tempo , nel mio piccolo, a mettere al bando le parole straniere dal mio vocabolario , iniziando con l'augurarvi infatti un BUON FINE SETTIMANA!
Monia Pin