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Camera di Commercio TV-BL, la missione istituzionale in Israele e nei Territori Palestinesi 

di Monia Pin

Dal’8 al 14 gennaio 2026 una rappresentanza numerosa di Amministratori Comunali delle Province di Treviso e Belluno, con alcuni rappresentanti di istituzioni e organizzazioni economiche, hanno partecipato ad un viaggio istituzionale in Israele e nei Territori Palestinesi.

LO SCOPO DEL VIAGGIO/MISSIONE
La “missione”, organizzata dalla Camera di Commercio di Treviso-Belluno | Dolomiti, è nata con l’intento di favorire gli scambi commerciali tra le nostre realtà imprenditoriali e associazioni ed enti israeliani e palestinesi; scambi mai interrotti, come ha affermato il Presidente Pozza, ma che dal conflitto in poi sono vistosamente rallentati, auspicando che la tregua di Gaza di fine ottobre 2025 possa consentire una ripresa su entrambi i fronti. Il viaggio, organizzato grazie sia dal Presidente della Camera di Commercio sia dal Segretario Generale Tiozzo, è stata l’occasione per toccare con mano una realtà della quale sentiamo spesso parlare nei media occidentali, ma che nella realtà mostra il suo lato geopolitico assai più complesso di come ci venga dipinto dai media occidentali. Un soggiorno che ha permesso di conoscere in maniera più approfondita la situazione assai intricata di un’area sempre in perenne instabilità, generando spesso confusione in noi occidentali considerandola lontana ma che in realtà è assai vicina a noi per varie ragioni, non solo geografiche.

Come ha ben illustrato dall’Ing.Soranzo, guida della rappresentanza veneta in Terra Santa e collaboratore per più di vent’anni del Cardinal Pizzaballa, dal 2016 Amministratore Apostolico del Patriarcato latino di Gerusalemme le situazioni vanno viste con un certo distacco, senza partigianerie o pregiudizi derivati dalle notizie che ci giungono in Occidente, vista le variegate sfumature che compongono la società dell’una e dell’altra parte.
Questo viaggio mi è stato raccontato dall’Assessore al Bilancio del Comune di Gaiarine Alex Segat che ha avuto l’opportunità di partecipare al viaggio/missione che ha compreso sia la parte legata al commercio, sia quella umana e religiosa, impossibile da evitare in quella porzione di Medio Oriente che è culla delle tre religioni monoteiste. Teniamo conto che al momento sono circa 56 i conflitti armati in corso in tutto il mondo, creando insicurezza, instabilità economica e un rallentamento negli scambi. Questo è un problema per il Veneto e tutta l’area del Nordest, fortemente vocata all’export che risente di fluttuazioni dei costi delle materie prime e della generale atmosfera di incertezza economica. Lo scambio commerciale della Regione Veneto, prima del conflitto, era particolarmente considerevole, soprattutto nei settori chimico, farmaceutico, e coinvolgeva prevalentemente le Province di Treviso e Belluno.

E’ quanto mai auspicabile quindi una ripresa delle relazioni internazionali, partendo dalla consapevolezza che il dialogo resta il punto di partenza per ristabilire nuove e durature opportunità, promuovendo lo sviluppo sostenibile delle aree coinvolte e rafforzando la reciproca fiducia.

Questa esperienza ha permesso una conoscenza diretta e quanto mai autentica delle varie realtà della zona. Ad esempio il 7 ottobre ha segnato chiaramente un punto di svolta negativo nei rapporti tra israeliani e palestinesi e questo, come conferma l’assessore Segat, è stato chiaramente percepito da ogni persona da lui incontrata; il fatto ha provocato dapprima un prevedibile stato di shock, segnando poi irrimediabilmente la società nel suo complesso e portando ad un peggioramento netto dei rapporti tra le due popolazioni.

D’altro canto però la parte palestinese soffre delle incursioni israeliane e la situazione di Gaza è definita terribile, tanto per usare un eufemismo. Come si sa in Israele il tenore di vita è superiore, mentre la parte palestinese, avendo un’economia che al 90% si basa sul turismo (viaggi e pellegrinaggi) ha visto crollare le presenze prima in conseguenza del Covid e poi a seguito dell’inasprimento dei conflitti, come confermato dai Sindaci del posto e dalla Camera di Commercio di Betlemme.

Uno degli scopi del viaggio è stato quello di dare sostegno e un’idea di ritorno alla normalità alle popolazioni locali, come auspicato dal Cardinal Pizzaballa, personalità molto forte, rispettata e benvoluta per la sua presenza nei posti più martoriati, per le sue opere di carità e per le sue notevoli capacità diplomatiche e nel dialogo interreligioso.

LA PRESENZA DEI FRANCESCANI
L’assessore Alex Segat ci tiene a rimarcare l’importanza della presenza dei Francescani, custodi di un’area che comprende i territori di Israele, Palestina, Giordania, Siria, Libano, Egitto, Cipro e Rodi. Presente in Terra Santa fin dal 1217 essa termina temporaneamente alla fine del XIII secolo, quando si rifugiarono a Cipro. Fecero ritorno nella prima metà del XIV secolo, divenendo l ’unica Provincia dell’Ordine a carattere internazionale, composta da religiosi provenienti da tutto il mondo. I Francescani svolgono un’attività religiosa e di stabilizzazione dell’area, facendo da cuscinetto tra le due fazioni; hanno costruito scuole, ospedali, case per studenti, sezioni artigianali, circoli parrocchiali, case di riposo per anziani, laboratori femminili, colonie estive, ambulatori, assicurando l’istruzione per circa 10 mila studenti cristiani di varie confessioni e non cristiani, senza distinzioni di sorta. Seppur il loro numero si vada assottigliando per vari motivi, i Francescani sono ancora un punto di riferimento di rilevante importanza, assicurando una sorta di equilibrio nella pur precaria situazione che la zona vive quotidianamente.

Ricordiamo che l’Italia riveste ancora un ruolo di rilievo per entrambe le economie ma è ben vista anche dal punto umano, molto probabilmente per la presenza del già citato Ordine francescano dei frati minori, ma anche per la presenza del vescovo Monsignor Giacinto Marcuzzo, vescovo ausiliare emerito del Patriarcato Latino di Gerusalemme, e del vescovo Giacinto-Boulos Marcuzzo, entrambi trevigiani, originari di San Polo di Piave. Ricordiamo che tutt’oggi la Basilica di Motta ha forti legami con il Patriarcato di Gerusalemme. Infatti erano stati avviati percorsi che avrebbero dovuto portare a dei gemellaggi che ci si augura possano riprendere quanto prima.

LA VISITA AI LUOGHI SANTI
Durante il viaggio non potevano mancare le visite ai luoghi chiave della cristianità: la Basilica della Natività a Betlemme, la Basilica del Santo Sepolcro, la collina dei Getsemani e l’Orto degli Ulivi a Gerusalemme e la Basilica dell’Annunciazione a Nazareth. Una parte della delegazione è stata anche nel villaggio di Taibeh che si trova in Cisgiordania, una comunità quasi completamente cristiana in Palestina che negli ultimi anni ha visto una progressiva diminuzione degli abitanti, passando dagli iniziali 12.000 agli attuali 2000 circa e che conserva ancora un monastero e i resti di un castello crociato, chiamato Castello di Sant’Elia. Il villaggio è popolato da cristiani cattolici, ortodossi e melchiti. Molti dei suoi abitanti sono emigrati all’estero, così come avviene in altri villaggi palestinesi ; tutto ciò a causa delle incursioni che ne minano la vulnerabilità della popolazione residente e per la scarsa prospettiva di un avvenire professionale e personale dei giovani che cercano così lavoro all’estero.

I PARTECIPANTI AL VIAGGIO/MISSIONE
L’esperienza del gruppo è stata umanamente straordinaria, ammette l’assessore di Gaiarine Alex Segat. Alle delegazioni istituzionali si sono unite rappresentanze di Confindustria, Confcooperative, Coldiretti, esponenti del sistema camerale nonché rappresentanti di alcuni importanti aziende del nostro territorio, per un totale di 47 partecipanti e 17 accompagnatori.
La missione ha potuto contare pieno supporto dell’Ambasciata d’Italia a Tel Aviv e del Consolato Generale a Gerusalemme. Il viaggio è stato inoltre segnalato all’Unità di Crisi della Farnesina per avere ogni sostegno necessario ai fini della sicurezza. L’Associazione Pro Terra Sancta, collegata alla Custodia di Terra Santa, si è occupata dell’organizzazione di visite ai Luoghi Santi.

CONSIDERAZIONI FINALI
L’obiettivo di questa iniziativa mira a riprendere il dialogo e la cooperazione con enti, istituzioni e organizzazioni di categoria di Israele e dei Territori Palestinesi , nonché dare respiro e intraprendere un confronto costruttivo che possa partire da chi in questi anni di criticità estrema , ha contribuito a mantenere il filo di un legame mai spezzato, grazie ad attività di cooperazione fattiva, riannodandolo con la solidarietà e la collaborazione reciproca.

La ripresa del turismo è uno dei temi affrontati, in particolar modo quella dei pellegrinaggi consentirebbe alle comunità locali palestinesi di riprendere quelle attività economiche al momento in affanno, assicurando loro maggiore benessere. Rammentiamo che la Terra Santa è culla di una spiritualità che è giunta fino in terra veneta, plasmando le nostre comunità di una fede che ci ha donato figure importanti sia dal punto di vista religioso che sociale, ispirate sempre dalla dottrina cristiana. Tanta ricchezza ricevuta chiede di essere ricambiata seminando speranza in questi luoghi martoriati, affinché si possano costruire corridoi di pace tramite la diplomazia economica, patrocinando l’internazionalizzazione delle imprese con l’acceso ai mercati emergenti e sostenendo la cooperazione tra imprese locali e internazionali. Tutto ciò partendo da una premessa che l’assessore Segat ha ribadito “ Dove passano le merci non passano né armi né eserciti”.

Monia Pin

Ultimo aggiornamento: 14/02/2026 18:26