Ognuno di noi porta dentro di sé una croce invisibile in cui la dimensione orizzontale e quella verticale non sono definite, statiche ma dinamiche e mutevoli. Può prevalere, come spesso o sempre succede, la porzione o linea piatta ancorata alla mediocrità e conformismo ma senza essere visibile dall'esterno ma può esserci la tendenza alla dimensione verticale, quella cioè spirituale, creativa, tendente alla perfezione, al sublime, a Dio. In poche parole, non è la croce apparente e reale come ornamento estetico di una catenina che si può portare al collo, ben in vista. Può essere tutt'altra cosa nel suo magnifico e sorprendente divenire o degenerare in una interiorità misera, scontata, ripetitiva che è solo uno stile di vita ordinario e niente più.