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Nella città croata di Vergarolla ricordata la strage degli italiani del 1946

Era una domenica di sole quel 18 agosto del 1946 e sulla spiaggia di Vergarolla eraano presenti almeno 2 mila persone per assistere alle gare di nuoto e per fare il bagno quando esplosero una trentina di bombe da tempo lasciate lì, o forse innescate apposta per compiere una strage. Morirono oltre 80 italiani, prevalentemente provenienti da Pola e l'azione è stata interpretata da sempre come un atto di intimidazione del regime jugoslavo contro gli italiani per costringerli a lasciare la loro città.

Ieri, a 77 anni di distanza dalla strage, è stata celebrata una messa in suffragio delle vittime. Il rito liturgico è stato officiato in lingua italiana dal parroco don Rikardo Lekaj, poi sono seguiti vari discorsi e la deposizione di corone di fiori sul Cippo memoriale. Erano presenti alla cerimonia la presidente dell’Associazione degli Italiani di Pola e Istria in esilio Graziella Cazzaniga, il sindaco croato di Pola (oggi Pula) Filip Zoričić  insieme al console italiano Davide Bradanini, al presidente dell’Unione Italiana Maurizio Tremul ed al presidente della Regione Istriana Boris Miletić. 

Dei circa cento morti furono ricomposti ed identificati solo sessantaquattro corpi, gli altri vennero sepolti senza un nome. Da questa tragedia è riemersa la figura di Geppino Micheletti, il medico che continuò a curare i feriti anche dopo aver saputo che nello scoppio erano morti i figlioletti Renzo e Carlo e il fratello e la cognata. Il giovane sindaco, originario di Spalato ha affermato “Io che sono cittadino croato e ho studiato nelle scuole di questo Paese non sapevo assolutamente nulla di quanto avvenne a Vergarolla – ci ha detto a Pola Zoričić – e questo non può essere. Rappresento la città di Pula-Pola con tutte le anime e le etnie che la compongono, e certamente non si possono negare le profonde radici secolari degli italiani in questa regione”.
L'episodio tragico di Vergarolla è oggetto di studio di ricercatori storici italiani e non solo da pochi decenni, grazie ai documenti provenienti da vari archivi, e si chiede una Commissione Parlamentare che indaghi anche su questa strage visto che molti sopravvissuti sono ancora in vita ed i loro ricordi sono ancora nitidi nella loro memoria.

Per l'occasione l'accesso alla spiaggia di Vergarolla, interdetta da decenni in quanto zona esclusivamente militare, è stato aperto tanto da permettere ai sopravvissuti, alle loro famiglia e ai giornalisti di raggiungere il luogo della strage. Un altro passo che vede la Croazia affrontare la sua storia, le nuove generazioni sono lontane da anacronistici rancori verso la comunità italiana e si proiettano verso il futuro nella casa comune europea.

Ultimo aggiornamento: 21/02/2024 21:14