Economia, Treviso

Occupazione, nella Marca Trevigiana addetti in crescita del 6% dal 2018 al 2023

TREVISO - Gli addetti nelle unità locali della provincia di Treviso, sul quale si concentra il focus, sono aumentati del 6% tra il 2018 e il 2023. Questo è quanto emerge da un’analisi del Centro Studi Amministrativi della Marca Trevigiana attraverso il portale MoMa che, sulla base dei dati Istat, ha permesso di misurare la capacità di reazione del sistema economico trevigiano dopo lo shock della pandemia da Covid-19. Il periodo 2018-2023, infatti, comprende sia il crollo del 2020 sia la fase di ripresa successiva.

Con addetti nelle unità locali, l'Istat indica il numero di posti di lavoro effettivamente presenti nelle sedi in cui le imprese e gli enti svolgono la loro attività — una fabbrica, un negozio, un ufficio, un cantiere — a prescindere da dove risiedono le persone che vi lavorano. È, in sostanza, la misura più affidabile di quanto lavoro "produce" concretamente un territorio.

Il dato provinciale (+6%) è sostanzialmente in linea con la dinamica regionale (+5,9% in Veneto) ma inferiore alla crescita nazionale (+7,8%). Tra le province venete, Treviso si colloca in una fascia intermedia: cresce meno di Verona (+7,6%) e Vicenza (+6,5%), ma più di Venezia (+4,9%), Rovigo (+4,8%) e Belluno (+3,2%).

L'andamento anno su anno racconta con chiarezza l'impatto della pandemia e la successiva ripresa: nel 2020 il calo degli addetti è stato meno marcato a Treviso rispetto al territorio regionale, complice una minore esposizione ai settori del turismo e della ricettività, tra i più colpiti dalle restrizioni. Dal 2021 la provincia ha recuperato più rapidamente sia della media regionale sia di quella nazionale, per poi chiudere il periodo, nel 2023, con un livello di addetti superiore a quello veneto, seppur ancora sotto il dato Italia.

La crescita non è però uniforme sul territorio. A trainare l'espansione provinciale è stato soprattutto il comune di Treviso che, pur con un incremento contenuto degli addetti (+3,1%), fornisce il contributo più rilevante alla variazione complessiva grazie al suo peso economico. Seguono Casale sul Sile (+20,6%) e Mogliano Veneto (+9,3%), oltre a Breda di Piave, Ponzano Veneto, Pederobba, Silea e Spresiano. Sul fronte opposto, si registrano flessioni significative a Santa Lucia di Piave (-28,2%), Arcade (-29%) e Preganziol (-5,2%), oltre a cali più contenuti a Vittorio Veneto, Chiarano, Carbonera e Oderzo.

Sul piano settoriale, il contributo più importante alla crescita arriva dalla manifattura, che pur crescendo meno della media provinciale (+4,6%) pesa più di ogni altro comparto sull’andamento complessivo, confermando il ruolo ancora centrale dell'industria nell'economia trevigiana. Un apporto rilevante arriva anche dalle costruzioni (+14,2%) e dai servizi di supporto alle imprese e noleggio (+17,3%), mentre crescono con dinamiche più vivaci che nel resto del Veneto anche la sanità e assistenza sociale (+16,8%) e l'ICT (+17,3%). Il commercio resta sostanzialmente stabile, mostrando anzi una maggiore tenuta rispetto alla lieve contrazione registrata a livello regionale. Pesano, invece, sul risultato complessivo il calo delle altre attività di servizi (-10,2%) e una crescita più contenuta rispetto al Veneto per alloggio e ristorazione, comparto ancora condizionato, o forse meglio dire trasformato, dalla lunga onda della pandemia.

Approfondendo i due settori più dinamici, nella manifattura i contributi più significativi arrivano da Susegana, Trevignano e Portobuffolè, mentre le flessioni più marcate si registrano a Santa Lucia di Piave, Resana, Montebelluna, Conegliano e Vittorio Veneto. Nelle costruzioni, in forte espansione in tutta la provincia, il contributo principale arriva dal comune di Treviso (+41,1%), seguito da Villorba, Conegliano, Silea e Oderzo.

“I numeri confermano che la Marca Trevigiana ha saputo reagire allo shock pandemico meglio di altre aree del Veneto e che oggi la crescita occupazionale è trainata da un tessuto produttivo solido, fatto soprattutto di manifattura e costruzioni – commenta Marco Della Pietra, presidente del Centro Studi Amministrativi della Marca Trevigiana –. Ma questi dati, uno stock recente che ci parla dell’oggi, ci dicono anche che la crescita non è distribuita in modo omogeneo: ci sono comuni e comparti che frenano, penso in particolare a chi ha perso occupazione nella manifattura tradizionale, che arretra progressivamente sempre più. In particolare, proprio in alcune aree. È un segnale che gli amministratori devono saper leggere e cogliere per orientare le proprie politiche di sviluppo locale ma anche di area vasta, senza dare per scontato che il dato provinciale positivo valga per tutti i territori allo stesso modo”.

Il portale MoMa è stato realizzato per la visualizzazione di dati e analisi relativi ai comuni della Marca Trevigiana. Il suo scopo è fornire in primis agli Amministratori un’interfaccia digitale per esplorare trend e indicatori, utili a supportare l’analisi dell’esistente e una programmazione di visione. MoMa al contempo è pensato come portale aperto al cittadino. È un progetto dal Centro Studi Amministrativi della Marca Trevigiana realizzato in collaborazione con Community e BCC Pordenonese e Monsile. Il portale è pubblico e accessibile a questo link: https://dati.comunitrevigiani.online/

Ultimo aggiornamento: 10/09/2026 07:47