Conegliano, Padova, Veneto

Pianzano, un incontro per ricordare la figura di Suor Sergia De Carlo

di Monia Pin

PIANZANO DI GODEGA DI SANT’URBANO/GAIARINE (TV) - Sabato 27 giugno 2026 presso la Chiesa Parrocchiale di San Lorenzo a Pianzano di Godega di Sant’Urbano, si è tenuto un incontro dedicato a Suor Sergia De Carlo, al secolo Amelia Maria De Carlo, nata ad Albina di Gaiarine il 16 ottobre 1900 e tornata alla casa del Padre il 12 ottobre 1989. Nel 1914 era entrata a far parte delle Suore Terziarie Francescane Elisabettine a Padova.

La storia meravigliosa della sua vita terrena è stata raccontata in dettaglio da
Monsignor Pietro Brazzale, avendo trascorso accanto a Suor Sergia durante gli ultimi quattordici anni della sua vita, diventando uno dei testimoni dei doni celesti ricevuti dalla religiosa e della sua intensa vita spirituale vissuta con semplicità e umiltà nel quotidiano.

Tutto è nato da un incontro “casuale” avuto con una signora di Ogliano che un giorno stava cercando la tomba di Suor Sergia. L’ho accompagnata e così mi sono chiesta chi fosse questa religiosa visto che in un’altra occasione altre persone mi hanno chiesto la stessa informazione. E così lei è entrata nella mia vita all'improvviso. Ho iniziato a leggere libri, a parlare con Monsignor Brazzale, ci siamo scambiati lettere alla “vecchia maniera”. Una corrispondenza e alcune telefonate nelle quali abbiamo compreso di avere una volontà comune: organizzare un incontro proprio qui, a Pianzano, che commemorasse Suor Sergia come merita.

L’intervento di Monsignor Brazzale ha coinvolto emotivamente i presenti, sono stati tanti gli episodi ricordati con vivo entusiasmo e che hanno compreso un arco temporale ampio, durante il quale Suor Sergia ha vissuto con dignità e coraggio le ardue prove della vita, presentatesi sotto forma di notevoli sofferenze fisiche e spirituali; la sua attenzione verso il prossimo non è mai mancata così come l’Amore per la Vergine Maria e Gesù è stato ricambiato, salvandola spesso da situazioni di pericolo che l’avevano portata più volte ad un passo dalla morte. La sua miracolosa guarigione avvenuta nel 1936 per intercessione della Serva di Dio Elisabetta Vendramini sarà determinante per la Beatificazione della Madre Fondatrice il 4 novembre 1990. Suor Sergia aveva preparato tutto per l’occasione, ma Dio aveva in serbo per lei altro e lei accettò serenamente il suo destino chiedendo solo di continuare la sua missione.

Suor Sergia svolse il servizio di infermiera con estrema dedizione e, nonostante il suo calvario terreno, trovò sempre forza nella preghiera. Ora riposa nel cimitero di Pianzano, per desiderio della nipote Sergia De Carlo, e la sua tomba è meta di un silenzioso e continuo pellegrinaggio. Lì si trova anche una cassettina che raccoglie richieste di grazie e preghiere a lei rivolte.
Ricordiamo tra i tanti eventi del suo passaggio terreno la scomparsa prematura della mamma, avvenuta nel 1910 che sottolineò il rapporto speciale che aveva con la Vergine Maria. Tra la sua casa e la chiesa di Albina c’era un capitello dedicato alla Madonna della Salute e lì trovò conforto anche in questo momento di grave lutto, tanto che la Madonna le disse che da allora sarebbe stata Lei sua Madre e insieme a Gesù sarebbero stati sempre insieme.

Le prove furono molteplici e quasi impensabili da superare, eppure non mancava mai la sua dedizione verso gli ammalati tanto da divenire infermiera nonostante i suoi tanti problemi di salute che la afflissero fin dalla nascita. Visse anche la prigionia durante il primo conflitto mondiale, in Germania, lavorò presso ospedali e case di cura, svolgendo il suo sereno lavoro anche presso il Sanatorio Ciaccio di Catanzaro.

Suor Sergia ha avuto doni inestimabili dal cielo e subì duri attacchi dal demonio; conobbe
San Leopoldo Mandic durante un pellegrinaggio a Lourdes nel 1934, rifiutando benevolmente le preghiere del futuro santo affinché fossero dirette ad un giovane trentenne, cieco dalla nascita, che poi riacquistò la vista.
 
Visse con umiltà e pienezza, contemplava le bellezze del creato pur stando a letto malata, così come nella sofferenza pregava incessantemente per gli altri e per la salvezza delle anime del Purgatorio. Meditava sulla Passione di Cristo davanti al suo crocefisso da tavolo del 1934 oppure presso un altro crocifisso situato nella Basilica della Madonna del Carmine a Padova soprattutto il Venerdì Santo. Ebbe le stimmate, all’inizio visibili ma che cercò di nascondere fino alla scoperta, poi invisibili ma sentite da lei interiormente e vissute durante la Settimana Santa. Aveva il dono della bilocazione (qui i fatti da narrare sarebbero molti e interessanti) e visioni, tanto da conversare con Gesù, la Madonna, l’Angelo Custode e dialogare con la Madre Fondatrice Elisabetta Vendramini. La sua vita era improntata alla contemplazione, alla trasformazione del dolore in amore raccomandando ai cristiani di essere sempre testimoni della propria fede , senza timore, di “
dar ragione della speranza che c’è in essi”, come lei affermò.

Nel 1982 scrisse una lettera a S.A.R. Umberto II di Savoia affinché il sovrano in esilio lasciasse in eredità la Sacra Sindone al Papa, cosa che avvenne con lascito testamentario. Le lettere scritte furono ben tre, oltre a lei un’altra lettera fu scritta da Monsignor Pietro Brazzale e da un altro sacerdote e tutti ricevettero risposta. Nell’ottobre del 1983, dopo la scomparsa di S.A.R. Umberto II la preziosa reliquia fu donata alla Santa Sede che dispose la conservazione presso il Duomo di Torino, nominando custode l’Arcivescovo del capoluogo piemontese. Nella lettera lei si presenta come Suor Sergia De Carlo, accennando al fatto di essere cugina di Camillo De Carlo e di Camilla che fu “per un certo tempo Dama di corte" della Principessa e poi Regina Maria José, da lei incontrata personalmente nel periodo del secondo conflitto mondiale. Allora Suor Sergia prestava la sua opera all’Ospedale di Gorizia e la "Principessa Maria José”, come lei scrisse, era a capo della Croce Rossa, così le segnalava le necessità degli ammalati e dei feriti trovando nella futura sovrana “sempre tanta premura e comprensione”.

Monsignor Pietro Brazzale ha ripercorso con slancio la vita di Suor Sergia riportando fedelmente fatti e parole, rendendo tutti i presenti partecipi della sua esperienza come padre spirituale di Suor Sergia dell’Eucaristia, donna, religiosa e mistica che seppe mettere a frutto i doni ricevuti per la salvezza di tutti, illuminata da un amore immenso tanto da chiedere a Gesù di continuare a svolgere la sua missione anche dopo la sua morte terrena.
 
L’atmosfera che aleggiava ieri in chiesa era particolare, la partecipazione emotiva delle persone presenti era palpabile, così come la dimostrazione di profondo interesse e devozione. L’incontro è stato arricchito da altri interventi, una testimonianza diretta di chi l’ha conosciuta nell’ultimo periodo della sua esistenza e le parole puntuali di Barbara dell’Editrice Ancilla di Conegliano che si occupa della pubblicazione degli scritti di Monsignor Brazzale, riguardanti anche altre figure religiose e mistiche.

La riscoperta di questa “grande figura di donna del nostro territorio” e la conoscenza della sua grandezza spirituale ha evidenziato ancora una volta quanto la nostra zona sia fertile terreno nel quale sono sbocciati splendidi esempi di santità.
 
Alla fine è stata letta una preghiera/poesia dedicata a Suor Sergia che ho scritto poco tempo fa, ispirata dalla lettura delle sue
“Contemplazioni Eucaristiche” .
 
All’incontro erano presenti, oltre al citato Monsignor Pietro Brazzale, Don Mauro parroco di Godega-Pianzano-Bibano, il sindaco di Godega di Sant’Urbano Paola Guzzo, il consigliere Manuel Sant, il Portavoce del Sindaco e dell’Amministrazione comunale di Gaiarine Michele Gottardi e il vicedirettore e responsabile scientifico dell'Istituto Beato Toniolo Dott. Marco Zabotti e alcuni parenti di Suor Sergia.

Durante l''intervento intenso di Monsignor Brazzale i presenti erano molto coinvolti, c'era un'atmosfera particolare, l'interesse era vivo come la devozione verso questa mistica che abbiamo potuto conoscere più approfonditamente. Ricordiamo anche la presenza dell'editrice Ancilla e, poi c'è stata la lettura di una preghiera/ poesia scritta da me che ha concluso l'evento.

Ringrazio vivamente tutte le persone del paese e non solo che si sono prodigate nell’aiutarmi a organizzare l’evento.

La mia soddisfazione più grande è stata quella di aver onorato , grazie agli ospiti presenti, una grande donna capace di mettere a frutto i doni avuti da Dio, nella speranza che questo evento abbia lasciato nel cuore di tutti traccia dei prodigi straordinari che una vita può donare.
 
In chiusura del mio articolo riporto le parole evangeliche scritte nell’incipit del libro “Suor Sergia dell’Eucaristia Una consacrata nel segno del soprannaturale” (edito da Editrice Ancilla): “E’ giusto e doveroso collocare la lampada nel lucerniere”, un richiamo a non celare il bene ma a portarlo all’attenzione di tutti. Oggi come non mai abbiamo bisogno di veder splendere le tante lampade nascoste, chi ha lasciato un segno nelle vite altrui non ha mai occultato la sua bellezza interiore e la sua luce, ma l'ha offerta e per questo ancora illumina il nostro sentiero eternamente.

Monia Pin

Ultimo aggiornamento: 13/08/2026 23:39