Conegliano

Ricrearti Lab, dove la trasformazione della materia diventa l’alchimia della rinascita

di Monia Pin

Intervista a Debora Basei

CONEGLIANO (TV) – Ci sono persone che trascinano con la forza delle loro idee, anime passate attraverso le tempeste che una volta approdate in lidi più tranquilli sanno ricostruire sé stesse e pensare a migliorare anche la vita altrui. Sono persone eclettiche, capaci di portare benessere e di trasformare chi e ciò che sembrava perduto in qualcuno o qualcosa di nuovo, sanno accendere la speranza di una rinascita vincendo ogni perplessità. Una di queste persone è Debora Basei, ecoartista ed ecodesigner, nonché ideatrice di Ricrearti Lab, sita a Conegliano, dove vedono la luce interessanti iniziative, grazie anche alla coordinazione con varie realtà sociali e imprenditoriali.

Come è scattata la scintilla che ha dato origine a Ricrearti?
Tutto è iniziato quando è mancato mio papà, il momento di intenso dolore mi ha portato a mettere in discussione la mia vita. Ho compreso che non stavo seguendo la mia via e non facevo la mia felicità, seguivo solo delle consuetudini. All’epoca ho scritto una lettera a me stessa per fare il punto della situazione, soprattutto per focalizzarmi sul senso dell’esistenza su questa terra e mi sono chiesta se fossi contenta. Da questa riflessione è nata la consapevolezza che spesso non siamo veramente noi stessi, ma ci facciamo trascinare perdendo la nostra identità. Ho ripreso in mano i libri di storia dell’arte, di psicologia, filosofia e spiritualità e mi sono messa alla ricerca sul senso dell’esistenza terrena, consapevole che c’è in noi molto di più di un corpo destinato a lasciare questa terra.
Un’attenta analisi personale mi ha portata a “ricrearmi con l’arte”; contemporaneamente percepivo in me la volontà di voler esternare questa mia scoperta interiore aiutando gli altri a riedificare da nuove fondamenta la propria vita.

Puoi raccontarci quali sono state le tue prime esperienze lavorative?
Il mio primo lavoro è stato in un’agenzia di comunicazione di rilievo nazionale. Quando mi sono messa in proprio ho iniziato a proporre le mie idee nell’ambito del riuso creativo a importanti aziende, tra le quali Axa Assicurazioni, Fincantieri, RCS – La Gazzetta dello Sport.
Uno dei due incontri che porterò nel cuore è stato quello con Elio Fiorucci, persona straordinaria. Rammento ancora quando, durante la mia visita a Milano, vide la scatola decorata che portavo con me e riempita delle mie creazioni. “Apri quella scatole perché sono curioso come un gatto”, esclamò, rendendosi conto di ciò che avevo realizzato e definendolo “geniale”. Fu così che mi chiese di collaborare per allestire le vetrine Coin, mettendo creazioni ricavate dai materiali di recupero. Le sue sono state parole che mi hanno dato davvero la forza per credere in me stessa e gliene sono grata. Lo porto sempre nel cuore.

Una serie di altre esperienze le ho da decenni con aziende del Gruppo Confindustria Veneto Est. Oltre a Dersut, con la quale collaboro da 20 anni, sono molto orgogliosa e grata della cooperazione con Codognotto Group, azienda di trasporti che ha sedi in tutto il mondo. Con loro è nato un rapporto di rispetto e fiducia reciproca. Tutto ciò mi trasmette intense sensazioni, le stesse che provo con le mostre d’arte e l’alta moda, come la mostra a Milano di Dolce & Gabbana, fonte di ispirazione per creare i nostri magici e terapeutici abiti d’arte. Ho la fortuna di essere “figlia d’arte” e quindi sento il dovere di mettere a disposizione questo grande dono, non come vanto ma come forma di gratitudine.

Con chi hai avuto o hai rapporti di collaborazione?
Premetto che Ricrearti è un progetto condiviso con associazioni, enti morali, scuole ed aziende e, in particolare dal 2014 è un ramo dell’Associazione Il Pesco. All’epoca mi chiamò Giuliana Tocchet, l’attuale presidente; lei aveva costituito da poco l’associazione, nata per accogliere persone sole ed in difficoltà oppure colpite in età precoce dalla sindrome di Alzheimer, e vedendo le attività che portavo avanti con la Piccola Comunità, mi chiese se potevo collaborare anche con loro a Mogliano Veneto. L’associazione Il Pesco è un’associazione di promozione sociale dal 2024, riconosciuto dalle Regione Veneto e iscritta al RUNTS. Questa sua identità giuridica ci permette di poter attuare progettualità condivise con gli ospiti, altre associazioni, oppure con scuole e aziende.

Cosi grazie alla collaborazione con istituzioni, associazioni ed aziende è nato Ricrearti Lab. – fare per il futuro – il primo spazio in Italia che unisce materiali industriali e domestici per creare nuove risorse.
Uno spazio pensato per persone vulnerabili e soprattutto per i giovani che possano imparare a fare, scoprire i materiali, la loro circolarità stimolandoli a comprendere che nella vita bisogna sempre cercare di vedere la bellezza insita nelle cose, nei materiali, nelle persone. Ognuno si sente così valorizzato e può far emergere il proprio talento.

Nel 2022 Savno ha avuto l’idea di dare vita alla “Bacheca del riuso”, un progetto di economia circolare dove vengono intercettati gli oggetti ancora buoni prima che diventino rifiuto, così come il ripristino dei mobili che decoriamo nel nostro laboratorio e restituiti a Savno. Le persone possono accedere al portale e avere ciò che desiderano in cambio di una donazione liberale a favore di progetti benefici gestiti da Savno.
Grazie alla collaborazione con la Polizia di Stato abbiamo concretizzato un altro bel proposito, ideando i portapenne a favore del rispetto delle persone. Un’idea concretizzatasi grazie alla combinazione di scarti industriali e brochure obsolete fornite dalla Polizia di Stato. Questi portapenne, consegnati al Questore di Treviso, sono stati realizzati dai ragazzi della Scuola Professionale Don Bosco. L’attività ha avuto una duplice funzione: unire la creatività alla prevenzione e all’educazione al rispetto.

Così è stato anche per la mostra dedicata ai calendari storici dei Carabinieri allestita allo Shopping Center – Biscione a Conegliano. Gli allestimenti, realizzati con materiali di recupero come bancali e pannelli isolanti, è stata allestita da persone che fanno lavori di pubblica utilità e da pazienti della Fondazione Piccola Comunità.

I ragazzi delle scuole sono invece stati coinvolti nella realizzazione di disegni e collage dedicati alle norme per una buona convivenza. Sono modalità diverse che aiutano a veicolare messaggi di educazione civica, dando il via ad un passaparola che si estende alla comunità e avvicina tutti a tematiche inerenti al buon vivere nella società civile.
Un’altra bella collaborazione è con l’artista Franco Corrocher da Conegliano che nel nostro spazio accompagna i ragazzi in percorsi creativi e ha messo a disposizione le sue opere per rinnovare l’estetica delle cose.

Come coniughi nei tuoi laboratori l’artigianato ai valori etici di Ricrearti Lab?
Durante i corsi insegniamo ai ragazzi a decorare, a cucire, a fare attività artigianali in un tempo nel quale il lavoro manuale conosce purtroppo un declino. E’ un “ecoartigianato artistico”, mostriamo ai ragazzi un concetto di artigianato diverso da quello storico, fatto con elementi moderni così che possano essere riconosciuti subito. I ragazzi hanno modo di dare voce alla loro fantasia, uscendo dalla logica che sembra volerci tutti uguali e omologati per riuscire a manifestare la loro unicità.
Abbiamo creato degli abiti d’arte che risultano anche “terapeutici”, realizzati con i materiali di confezionamento di caffè Dersut, con i fondelli delle tute per i ciclisti forniti dall’azienda Elastic Interface, o con le capsule utilizzate per la chiusura del vino da Perlage. Hanno cooperato insieme i ragazzi provenienti dalla Fondazione Piccola Comunità, dalle scuole, con il supporto di persone diversamente abili accolti nella casa famiglia Il Girasole di Orsago: insieme hanno creato delle meraviglie.
 
Anche gli allievi delle scuole professionali, in particolare gli allievi del “Don Bosco”, vengono coinvolti nel nostro laboratorio, così da avere un approccio pratico e diretto e maturare un’esperienza a 360° pima di entrare in azienda.
Un’altra bella soddisfazione è quella di accogliere e aiutare ragazzi che attraversano momenti critici della loro esistenza. In questo spazio comprendono quanto il “creare” qualcosa con ciò che viene buttato e riacquisti utilità e bellezza sia la metafora della loro rinascita a nuova vita, grazie all’ingegno e al talento. Questa è la missione di Ricrearti Lab., ricreare con arte, ricreare sé stessi comprendendo che la vita è arte e contemporaneamente innovazione e bellezza, seguendo un’etica che la indirizza verso il rispetto, Il bene comune, la condivisione e il raggiungimento di un’armonia interiore.

Ci sono incontro o un evento che ti ha particolarmente colpito?
Più che un evento, ciò che mi colpisce è la forza che ha l’arte.
Il nostro laboratorio, grazie al direttore di Savno Gianpaolo Vallardi, è stato inaugurato dal Ministro dell'Ambiente Picchetto Fratin e recentemente è stato visitato dalla Questore di Treviso, la dott.ssa Alessandra Simone. Entrambi sono rimasti affascinati dall’ambiente, dove trova respiro tanto estro e inventiva, impressionati dalla nostra storia e dalla mission che contraddistingue Ricrearti Lab. La dott.ssa Simone mi ha colpita particolarmente dal punto di vista umano, è molto disponibile all’ascolto e si è sentita partecipe dei progetti che con dinamicità e energia portiamo a compimento.
 
In particolare, la Questore, considerato che accogliamo ragazzi con background abbastanza impegnativi sorti da dinamiche complesse, è rimasta particolarmente colpita da come in questo spazio si impegnino con la forza della volontà per voltare pagina. A volte, forse, chi ha ruoli particolari in questa società, potrebbe essere rassegnato al fatto che il mondo difficilmente possa avere margini di miglioramento, ma quando vedono le nostre creazioni e i nostri laboratori la speranza si riaccende.
 
Qui passa la verità, esce l’umanità, il bello ma la creatività assume un altro ruolo: ha il potere di porre tutte le diversità sullo stesso piano, ospiti e visitatori. Qui ci prendiamo per quello che siamo, nel rispetto dei percorsi e nella tutela di ognuno, a seconda della propria situazione personale.

Mi piace dare questa occasione di riscatto ai ragazzi, incoraggiare anche chi ha vissuto situazioni critiche e ogni volta che ci penso mi emoziona, come la soddisfazione giunta partecipando al Premio Valore d’impresa. E’ basilare lavorare sulla prevenzione, fornendo ai giovani gli strumenti per incanalare la loro energia nel modo giusto e supportandoli nel trovare la direzione positiva, tale da farli divenire un valore aggiunto per la società e offrirgli un futuro promettente.

Ti è mai capitato nel tempo di avere riscontri dalle persone passate per il tuo laboratorio?
Si. Capita che qualcuno mi segua, anche sui social, e si fanno sentire con dei brevi messaggi di gratitudine. La loro esperienza qui può essere fonte di ispirazione che produce un effetto positivo a catena. Le stesse testimonianze raccontate offrono una visione potente sulle esperienze umane vissute, diventano un esempio vivente che può avere effetti concreti su chi ascolta, ma è fondamentale mettersi in posizione di ascolto. Noi non possiamo aiutare nessuno se non c’è la volontà di cambiare.
Di recente mi ha contattato una persona da Feltre che, dopo un percorso alla Fondazione Piccola Comunità ed essere stato nella nostra sede, ha mostrato interesse per portare le progettualità di Ricreiamo Conegliano nella sua città, così da rianimare la città bellunese.

Hai mai pensato di realizzare un giornalino che illustri tutto ciò che nasce nel tuo laboratorio?
Con Sebastiano Mescolotto pensavamo a dei video più che ad un giornalino. Il tutto avrebbe come filo conduttore la volontà di diffondere le belle notizie e far sì che queste raggiungano un pubblico considerevole.

Hai progetti per il futuro?
Li ho sempre e li sto già concretizzando, ma praticamente ne ho di nuovi ogni giorno. Ne ho in mente uno particolarmente ambizioso, a lungo termine che al momento non svelo. Magari ci rivedremo per un’altra intervista e parleremo delle idee in cantiere.


Ho respirato un’atmosfera serena nel laboratorio di Debora come se avessi percepito interiormente le stesse sensazioni provate da chi, lavorando su sé stesso e sulla materia, trova un equilibrio interiore. Una sorta di alchimia dove elementi e anime mutano, sprigionando un’energia sorprendente, facendo emergere il potenziale personale mediante un processo di rinnovamento totale.

Ho sentito tra le pause i sentimenti autentici che guidano Debora, così come è palpabile la forza e la passione che mette in ogni pensiero che semina, coltiva e valorizza. Un coraggio non scontato di questi tempi! Non è da tutti saper guardarsi dentro e mettersi in discussione, ma Debora ha saputo farlo con una visione lungimirante e altruistica, suscitando un entusiasmo che coinvolge il prossimo e insegnandoci quanto un cambio di prospettiva porti a risultati straordinari pur partendo dalle situazioni più ardue. Debora e Ricrearti Lab sono la prova che la speranza dà i suoi frutti migliori quando la sua attività si armonizza con la volontà personale di riprendere il cammino, con impegno e costanza, mutando un errore o una ferita in un nuovo punto di partenza. E’ allora che le mani si tendono l’un l’altra e i passi procedono all’unisono e la solitudine è un’ombra che si dissolve, mentre la vera felicità viene vissuta appieno. Ognuno prende coscienza delle proprie doti personali e sa che tali doni possono essere messi a frutto per contribuire al bene comune. Un risveglio nella mente e nello spirito che testimonia quanto l’intuizione di Debora si dimostri una realtà quanto mai rilevante nell’attuale società giunta ad un bivio epocale, bisognosa di un’inedita visione volta a innescare il rinascimento dell’umanità.

Monia Pin

Ultimo aggiornamento: 13/08/2026 23:39