La Scuola Primaria Ancillotto dell’Istituto Comprensivo Ippolito Nievo riconferma la voglia di scommettere sui progetti extra – ordinari al programma scolastico. E questo weekend vince la sfida, con 4 alunni di quinta che hanno conquistato il secondo posto alle finali delle Olimpiadi Nazionali di Problem Solving (Pescara, 22 – 23 Maggio) .
Isabelle Carbonera, Alice Marchesin, Davide Pin e Leonardo Salvini guidati in primis dalle insegnanti Annarosa Verago e Giulia Perissinotto con la collaborazione delle insegnanti Viviana Pelizzon e Francesca Mariuzzo e altre colleghe delle classi quarte di matematica e tecnologia.
Le Olimpiadi di Problem Solving (OPS), note anche come Campionati nazionali di Problem Solving, sono una competizione di ambito informatico promossa dal Ministero dell’Istruzione che coinvolge scuole di ogni ordine e grado, comprese le scuole secondarie di secondo grado come il nostro Liceo.Si articola in fasi di allenamento e prove ufficiali (istituto, regionale e nazionale), in cui gli studenti affrontano problemi di logica, deduzione, pianificazione, relazioni tra elementi, statistica e altre tipologie di quesiti che richiedono capacità di ragionamento e pensiero algoritmico. E così ad Aprile i nostri 4 impavidi “Matematici del Piave” (questo il nome creativo che i bambini hanno scelto per il loro team) hanno conquistato il primo posto tra le squadre delle scuole concorrenti in Veneto (oltre 20.000 bambini partecipanti) e questo fine settimana a Pescara una meritatissima seconda posizione.
Talento, energia, impegno di questi vivaci pre- adolescenti. Passione, dedizione, fiducia delle loro straordinarie insegnanti. Un’ esperienza coinvolgente che ha testimoniato ancora una volta lo spirito dell’Istituto Nievo e della Scuola Ancillotto sempre fortemente impegnate nell’obiettivo di creare opportunità di crescita per gli alunni, che motivino e stimolino la voglia di approfondire attitudini ma anche che rafforzino la fiducia in sé stessi, nella possibilità di riuscire, realizzare, ottenere quello che si sono prefissati.
Ma le Olimpiadi del Problem Solving sono una prova che esalta anche il valore di lavorare in gruppo, apportando una connotazione ancora più particolare al percorso e al risultato.
La felicità, l’entusiasmo, la trepidazione durante la premiazione di Alice, Isabelle, Davide,
Leonardo, e come loro quella delle centinaia di bambini con cui sabato hanno condiviso la finale, ha mostrato e riscoperto una sfaccettatura bella e sana di queste generazioni: la voglia di fare, provare, mettersi in gioco, l'emozione di farlo insieme ad altri.
Un’ energia palpabile, viva, brillante. E soprattutto presente. Di cui in questi tempi così digital- social - smartphone dipendenti- forse avevamo proprio bisogno.