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MESTRE (VE) - La seconda giornata della sesta edizione del Festival Internazionale della Geopolitica Europea , ospitata presso il Museo del ‘900 di Mestre , ha offerto una disamina articolata sulla prontezza operativa dell’Unione europea in un contesto globale segnato dalle crescenti tensioni tra Stati Uniti, Israele e Iran .
Durante il panel mattutino, esperti come Paolo Casardi, Stefano Cont, Claudio D’Angelo, Alessandro Politi, Raffaele Speranzon e Francesco Zampieri hanno delineato i contorni di una crisi multidimensionale che investe i settori bellico, energetico ed economico, mettendo in luce le fragilità di una NATO privata del suo storico baricentro a causa della nuova postura della politica estera statunitense. In questo scenario di incertezza, la discussione ha toccato temi cruciali come il possibile ritorno alla leva obbligatoria e la necessità di una standardizzazione degli armamenti per proteggere snodi strategici quali lo stretto di Bab El-Mandeb, fondamentali per evitare l’isolamento del Mediterraneo. La dimensione umana del conflitto è stata invece portata al centro dal contributo di Francesca Lazzari di AVSI Foundation , che in collegamento da Beirut ha descritto l’emergenza dei profughi in Libano, dove un terzo della popolazione è sfollato, mettendo a dura prova la tenuta sociale del Paese.
I TEMI TRATTATI
Il dibattito si è poi spostato su un piano ontologico e identitario con Adriano Benedetti, Massimo Donà, Eugenio Capozzi e Giuseppe Limone , i quali hanno analizzato la crisi d’identità di un’Europa che fatica a definire il proprio ruolo post-Guerra Fredda, arrivando a interrogarsi sulla tenuta delle democrazie moderne e sulla possibilità di sacrificare interessi individuali per obiettivi collettivi come la creazione di un esercito comune. Il tema dei confini è stato ulteriormente sviscerato nel panel moderato da Massimo Nava con Sirio Zolea, Benedetta Liberali, Maurizio Melani e Davide Rossi, che hanno esplorato l’artificialità delle frontiere terrestri e la nuova frontiera spaziale delle orbite basse, sottolineando come l’equilibrio tra integrità territoriale e autodeterminazione sia l’unica via per evitare lo scontro bellico e favorire processi diplomatici basati sul rispetto delle storie altrui.
La voce dell’Ucraina è giunta attraverso l’ambasciatrice Oksana Amdzhadin , che ha chiarito la distinzione fondamentale tra russofoni e russofili, auspicando un maggiore sostegno militare ed energetico e una cooperazione più stretta con l’Ungheria e l’Unione europea. Sul fronte dell’industria e dell’innovazione, il panel moderato da Maurizio Cerruti con Andrea Bos, Gabriele Cafaro, Sabrina Zuccalà e Angelo Giuliana ha evidenziato le eccellenze italiane nella difesa, trattando temi d’avanguardia come la produzione sottomarina, l’uso strategico dell’idrogeno , la crittografia quantistica e la necessità di una maggiore autonomia domestica nella produzione di droni attraverso il Polo Nazionale Droni.
NUOVE MAPPE DELL'ECONOMIA
In chiusura di giornata, i lavori si sono concentrati sulle nuove mappe dell’economia mondiale con Carlo Carraro, Maurizio Melani, Piero Martin e Paolo Guerrieri, i quali hanno evidenziato come l’interdipendenza economica sia al contempo fonte di prosperità e di estrema vulnerabilità. Gli esperti hanno suggerito una necessaria diversificazione dei partner commerciali e una transizione dal paradigma del profitto finanziario a quello della sicurezza energetica, ribadendo che per progredire nel nuovo contesto geopolitico l’Europa deve saper interpretare con coraggio le dinamiche di un mercato sempre più selettivo e influenzato dalle rotte dell’energia.