Cultura, Belluno

"Sulle sue tracce", a trent'anni dalla scomparsa di Vittorino Cazzetta 

SELVA DI CADORE (BL) - Trent'anni fa ci lasciava prematuramente Vittorino Cazzetta. Pasticcere di mestiere, montanaro per natura, schivo e di poche parole, Vittorino ha dedicato la sua vita a un'unica, instancabile passione: percorrere da solo le montagne di casa, zaino in spalla e macchina fotografica al collo, alla ricerca di tracce del passato che nessuno, prima di lui, aveva saputo vedere.

Fu lui, negli anni '80, a segnalare le impronte di dinosauro impresse su un masso del Pelmetto: le prime orme di dinosauro mai scoperte in Italia! Fu lui, sempre in quegli anni, a ritrovare a
Mondeval de Sora le prime selci mesolitiche -riconoscendo in quei materiali ciò che aveva visto da bambino, quando andava al pascolo con la madre in quegli stessi luoghi. Da quell'intuizione presero avvio gli scavi che, nel 1987, avrebbero portato alla luce la sepoltura oggi nota come Valmo - l'Uomo di Mondeval, un ritrovamento di rilevanza internazionale. E fu sempre lui, ancora una, a scoprire il sito di Mandriz e tanti altri luoghi che ancora oggi raccontano la storia più antica della Val Fiorentina. A queste scoperte si affianca un'altra eredità, forse meno nota ma altrettanto decisiva: il museo stesso nasce da un'idea sua. Nel 1980 propone al Comune di allestire una vetrina nelle scuole con i fossili che andava raccogliendo "così i bambini potrebbero imparare qualcosa di dove vivono".

Da quella proposta, nel 1982, nasce il Museo Civico della Val Fiorentina, oggi a lui intitolato. 

A trent'anni dalla sua scomparsa Trame di storia Impresa Sociale, che gestisce il Museo Vittorino Cazzetta, allestisce "Sulle sue tracce. A trent’anni dalla scomparsa di Vittorino Cazzetta (1996- 2026)", una mostra fotografica, e non solo, che accompagna i visitatori lungo l'intero percorso espositivo. Dieci pannelli, distribuiti tra le sale di geo-paleontologia e quelle archeologiche, raccontano la storia di Vittorino attraverso le sue stesse fotografie: gli scatti che faceva ai luoghi che esplorava, ai fossili e ai siti che scopriva, agli strumenti semplici che lo accompagnavano nei suoi lunghi vagabondaggi solitari. Lungo il percorso alcune vetrine espongono anche oggetti a lui appartenuti - piccozza, binocolo e altri strumenti che furono i suoi compagni di viaggio. Un capitolo della mostra è dedicato anche alla Rajetta, l'enigmatica scheggia di quarzo ritrovata sempre da Vittorino, che la tradizione popolare lega a una delle leggende più suggestive delle Dolomiti.

La mostra nasce dal contributo prezioso di tantissime persone che hanno condiviso racconti, storie e oggetti personali di Vittorino: in primo luogo gli ex soci dell'Associazione "Amici del Museo" -l'associazione che per oltre trent'anni ha affiancato il Comune nella nascita e nella gestione del museo, e di cui lo stesso Vittorino fu socio fondatore - e il sig. Gianni Lovato, lo speleologo che nel 1997 ne ritrovò il corpo al Piz del Corvo. 

Una mostra che è insieme racconto scientifico e ritratto umano: quello di un uomo che, senza laurea né incarichi accademici, con la sola forza della curiosità e della pazienza, ha cambiato per sempre la conoscenza che abbiamo delle nostre montagne. Mostra: “Sulle sue tracce. A trent'anni dalla scomparsa di Vittorino Cazzetta (1996 - 2026)”Sede: Museo "Vittorino Cazzetta", Selva di Cadore (BL).

Inaugurazione: sabato 4 luglio, ore 11:00Periodo: dal 4 luglio al 31 dicembre Orari: durante le aperture del museo (regolarmente aggiornate nel sito www.museoselvadicadore.it)Il Museo Vittorino Cazzetta è attualmente gestito da Trame di storia Impresa Sociale.

Ultimo aggiornamento: 13/08/2026 23:39