Salute, Padova, Veneto

Resistere Veneto: svolta del Presidente Stefani sul dossier dell'ospedale di Padova

“La svolta impressa dal Presidente della Regione Alberto Stefani sul dossier del nuovo ospedale di Padova segna finalmente un cambio di passo netto rispetto al passato, architettando una via d'uscita da quel meccanismo di locazione finanziaria con l'Inail che il nostro movimento ha sempre contestato con forza. Stop a un modello opaco e insostenibile che, dietro la maschera dei grandi proclami, rischiava di indebitare pesantemente le casse regionali per venticinque anni a suon di canoni milionari, senza peraltro garantire alla Regione la piena e diretta proprietà della struttura al termine dei pagamenti. Abbiamo già tanti debiti per le prossime generazioni di veneti dalla Pedemontana alle Olimpiadi e non è il caso di aggiungerne altre. Coordiniamo le finanziarie: nazionale e regionale e cerchiamo di portare a casa dei risultati concreti.

Accogliamo con favore la decisione di voltare pagina rispetto alle impostazioni del passato messe in campo dalla vecchia gestione Zaia. Il vecchio accordo con l'Inail rappresentava una vera e propria ipoteca sul futuro della sanità veneta: un'operazione da venticinque milioni di euro all'anno per un quarto di secolo che avrebbe lasciato la Regione nella condizione paradossale di pagare una maxi-locazione senza neppure ritrovarsi proprietaria dell'immobile. Era un sistema congegnato per garantire ritorni economici e rendite di posizione ad altri enti e a soggetti esterni, scaricando i costi sul bilancio pubblico e sottraendo risorse preziose ai servizi territoriali delle altre province. La scelta di virare su un piano di sostenibilità diretto, basato su risorse regionali accantonate, fondi statali mirati e l'opzione di un mutuo flessibile con istituzioni come la BEI – già caldeggiata in passato dal mondo accademico padovano –, va finalmente nella direzione del buon senso e della tutela del denaro dei cittadini veneti.

Noi vigileremo affinché l'opera venga inserita in una visione complessiva della Sanità in Veneto e che si affrontino anche i nodi critici della viabilità e della sicurezza idraulica dell'area di San Lazzaro. La sanità pubblica e i grandi investimenti infrastrutturali del Veneto devono tornare a essere garanzia di patrimonio collettivo e di efficienza, e non bancomat per logiche finanziarie estranee agli interessi della nostra terra.”

Gruppo consiliare
Szumski Resistere Veneto

Ultimo aggiornamento: 02/11/2026 09:23