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Treviso, Cisint (Lega): “Estirpare la radicalizzazione islamica

 – “La radicalizzazione islamica è una minaccia spaventosamente reale, concreta e vicina. Si diffonde in rete, prospera nelle moschee irregolari, vuole mettere radici nella nostra terra. Deve essere estirpata. Qualcuno pensa ancora di scrollare le spalle dopo quanto emerso a Treviso, dove un 22enne albanese stava pianificando un attacco terroristico a un centro commerciale? Grazie al Ministro Piantedosi e alle Forze dell’ordine questo soggetto è stato espulso in tempo, ma questa vicenda deve indurci ad alzare ulteriormente la guardia”.

Queste le parole di Anna Maria Cisint, che ripercorre le “inquietanti tappe di un percorso potenzialmente esplosivo: secondo quanto emerso dall’attività investigativa, il giovane avrebbe acquisito informazioni e materiale utile alla realizzazione di un ordigno e avrebbe individuato un centro commerciale del Veneto come possibile obiettivo. È stato fermato dopo il suo arrivo all’aeroporto di Treviso e successivamente espulso dall’Italia per motivi di sicurezza dello Stato e di prevenzione del terrorismo. Ci troviamo di fronte a un passaggio che non può essere derubricato a semplice radicalizzazione online – sottolinea Cisint – perché qui emerge una possibile progettualità terroristica. Il salto dall’ideologia all’azione può essere molto rapido e proprio per questo l’attività di intelligence e di prevenzione è decisiva”.

Il tema, secondo Cisint, riguarda soprattutto la capacità di intercettare le nuove forme di radicalizzazione: “Oggi i percorsi di radicalizzazione possono svilupparsi online, attraverso la propaganda e le comunità virtuali, nelle moschee abusive, nei locali adibiti a ritrovi, fino a produrre comportamenti concreti e pericolosi.

Per questo è necessario approvare il pacchetto normativo “anti-radicalizzazione” che come Lega abbiamo presentato. È urgente un intervento per bloccare la diffusione del fanatismo islamico nel nostro Paese e norme più stringenti sui titoli di soggiorno: a partire dalla rivoluzione del permesso di soggiorno a punti, per allontanare dall’Italia non solo chi commette reati gravi, ma anche tutti coloro che non dimostrano di essere veramente integrati. Evitiamo che si creino ghetti, zone franche dove vige la Sharia e dove possa diffondere indisturbato il germe del fanatismo islamico.”

“Un centro commerciale – conclude Cisint – non è un obiettivo astratto: significa mettere nel mirino famiglie, lavoratori, giovani, persone che vivono la loro quotidianità. È proprio quella normalità che dobbiamo difendere. La radicalizzazione è un’emergenza, non possiamo più permetterci di minimizzarla. La sicurezza viene prima di tutto e lo Stato deve avere la forza di intervenire prima che sia troppo tardi”

Ultimo aggiornamento: 10/09/2026 07:47