TREVISO - Arriva in libreria in questi giorni il saggio "Chi ci curerà domani?" - che sarà presentato in anteprima all'interno del festival Città Impresa - sabato 28 marzo alle ore 10 al ridotto del Teatro Del Monaco di Treviso (Corso del Popolo, 31). Tra la biografia d’impresa e l'analisi di sistema, mostra come il privato possa affiancare il pubblico per colmarne i vuoti e garantire cura, prevenzione e accessibilità. Ma soprattutto affronta uno dei nodi cruciali del nostro welfare: il futuro della sanità italiana tra invecchiamento demografico, carenza di medici e crescita della spesa privata. Sullo sfondo il ruolo di fondi sanitari e del welfare sanitario aziendale, soluzioni che - seppure ancora poco incentivate - potranno diventare un sostegno reale nel ricorso alle prestazioni di salute e prevenzione da parte delle famiglie.
Protagonisti della presentazione, Ilaria Vesentini, giornalista economica, autrice del libro; Sandro De Nardi, docente di Diritto costituzionale Università di Padova, autore della prefazione; Vincenzo Papes, imprenditore della sanità, maître à penser del libro. Con loro un ospite di eccezione, Gianni De Biasi, già ct della nazionale albanese e azera, allenatore e giocatore della serie A italiana, trevigiano di Sarmede, che ha iniziato la sua carriera professionistica proprio in maglia biancoceleste a metà degli anni '70 (stagione 1974-75), prima di spiccare il volo verso l'Inter e il Palermo.Un professionista che condivide con Vincenzo Papes non solo il trascorso calcistico ma la capacità di gestire il gruppo. Con 3.500 addetti (figure trasversali, di segreteria e personale medico), 52 sedi in 15 province di 5 Regioni del Nord Italia (Veneto, FVG, Lombardia, Emilia Romagna e Toscana), un bacino di oltre 2 milioni di pazienti, Centro di medicina è oggi uno dei primi 30 gruppi italiani della sanità.
Il racconto prende le mosse dalla visione del fondatore Vincenzo Papes e dagli investimenti continui in tecnologia che hanno accompagnato la crescita di Centro di medicina. Ne è un esempio il costante ricorso ad apparecchiature con intelligenza artificiale, come la nuova Risonanza Magnetica e la nuova TAC arrivate al Centro di medicina Treviso.
Nel caso della Tac, i vantaggi non sono solo nella diminuzione importante della dose di radiazioni erogate e la riduzione del rischio di errori nel flusso di lavoro, ma la grande velocità del sistema - ad esempio - negli esami cardiologici per lo studio delle arterie coronarie.
Questa nuova iniziativa si inserisce in un piano di investimenti per la transizione digitale e l'ammodernamento tecnologico denominato “Programma Galileo” che prevede l’impiego di 6 milioni di euro l'anno nel triennio (2024-26), anche attraverso strumenti di finanza agevolata come Industria 5.0, a sostegno di un percorso di continua innovazione che rafforza la competitività e la capacità di offrire cure di qualità sempre più elevate. "L'allargamento dell'orizzonte operativo necessita di un'infrastruttura digitale in grado di correre veloce ma al tempo stesso di garantire la sicurezza del dato. Per collegare in modo continuativo oltre 5 mila dispositivi medici, serve immediatezza ma al tempo stesso di protezione”. - spiega Vincenzo Papes, AD Centro di medicina - abbiamo messo in atto un piano di lotta alla obsolescenza tecnologica, con la costante dotazione di apparecchiature di alta gamma, con l'installazione di RM ad alto campo e TAC con intelligenza artificiale, oltre a ecografi e mammografi con la stessa dotazione".