VENEZIA - Il turista “tipo” che sceglie le località termali del Veneto viaggia in coppia, alla ricerca di benessere più che salute e cura in senso stretto e ritorna più volte nella stessa destinazione, diventando un cliente fidelizzato e affezionato. Proviene per lo più dalla Germania (50%) o dalla Francia (18%) e ha una situazione economica dichiarata media o medio-alta, che permette di sostenere una spesa pro capite giornaliera extra vitto e alloggio di 200 euro, il doppio rispetto al turista medio (100 euro).
Sono i risultati dello studio sul turismo termale in Veneto realizzato da Isnart per conto di Unioncamere Veneto nell’ambito delle attività dell’Osservatorio sull’economia del turismo delle Camere di commercio e del Fondo di Perequazione 2023-2024 Sostegno al Turismo. Alla luce dell’importanza del settore per l’economia veneta, che con Abano-Montegrotto vanta il primo centro termale europeo, e in stretto raccordo con l’Osservatorio federato sul turismo della Regione, Unioncamere Veneto ha voluto attivare un’analisi approfondita sia sul lato della domanda che dell’offerta.
9 turisti su 10 scelgono le destinazioni termali venete per soggiorni legati al benessere. I punti di forza delle destinazioni termali venete analizzate (Abano Terme, Montegrotto/Galzignano Terme, San Michele al Tagliamento/Bibione Terme e Caldiero/Giunone Terme) che incidono sulla scelta rispetto ai competitors principali (Campania e Lazio) sono il buon rapporto qualità/prezzo (61%), la notorietà del brand (54%), possibilità di poter fruire di bellezze naturalistiche (45%) la qualità delle acque e dei servizi e cure.
Per quanto riguarda le attività praticate durante la vacanza, i turisti amano dedicarsi a escursioni e gite nei borghi (61%), all’acquisto di prodotti tipici (52%), a visite ai musei (20%), oltre a esperienze sportive, enogastronomiche e di acquisto dei prodotti locali.
Rispetto alla valutazione dell’esperienza della vacanza termale, i turisti sono altamente soddisfatti, assegnando all’offerta turistica nel complesso un voto di 8,7 su 10, legato in primo luogo alla qualità delle strutture e alla capacità di accoglienza, di organizzazione della destinazione.
L’indagine alle imprese mostra, infatti, come le strutture termali si siano organizzate per offrire numerosi servizi accessori e complementari per diversificare l’offerta con servizi sempre più orientati al turismo culturale, naturalistico ed enogastronomico: la possibilità di noleggiare le biciclette e/o ricaricare le e-bike (58% delle imprese), servizio di transfer e collegamenti con gli hub di trasporto (49%), visite guidate (31%) e servizi specifici disegnati per le famiglie (30%).
I turisti segnalano anche alcune aree di miglioramento dell’offerta, tra cui una maggiore adesione a convenzioni (50%), l’applicazione di offerte e promozioni (47%) e l’ampliamento dell’offerta di pacchetti e trattamenti (33%).
Dalle analisi emergono anche alcuni elementi per qualificare ulteriormente l’offerta e per attrarre nuovi segmenti di clientela, come una maggiore attenzione ai giovani e all’utenza millennials sviluppando un’offerta di intrattenimento e una maggiore integrazione con la proposta culturale del territorio, con una diversificazione dell’offerta che punti su pacchetti esperienziali e nuove convenzioni per ampliare il target.