Salute, Treviso, Veneto

Un Convegno Nazionale per rivendicare il diritto universale alla Salute 

VITTORIO VENETO (TV) - Al fine di sviluppare una riflessione sul futuro della Sanità Pubblica e per rivendicare il Diritto alla Salute, ormai sempre più messo a repentaglio da politiche sanitarie che stanno smantellando le conquiste della fine del ‘900, il Comitato per la Difesa della Sanità Pubblica dell’Alta Marca Trevigiana si è fatto promotore del Convegno Nazionale “Il Diritto alla Salute nell’era del Neoliberismo: Centralizzazione, Tagli, Privatizzazione dei Servizi” che si terrà presso il Palafenderl di Vittorio Veneto (TV) alle ore 16:00 del 27 aprile prossimo.

Un evento che ha raccolto la partecipazione di relatori di tutto prestigio come il giornalista di REPORT Marco Maisano, l’ex-direttrice di Medici Senza Frontiere Italia Nicoletta Dentico e il Prof. Ivan Cavicchi, firma notissima di Quotidiano Sanità e Docente di Organizzazione della Sanità presso l’Università Tor Vergata di Roma.

All’incontro parteciperanno anche i Sindaci Antonio Miatto (Vittorio Veneto), Fabio Chies (Conegliano), Mariarosa Barazza (Cappella Maggiore), Larry Pizzol (Sarmede), Patrizio Chies (Fregona), il Dott. Luca Barutta Segretario ANAAO ASSOMED Veneto, il Dott. Giovanni Leoni Segretario CIMO Veneto, il Dott. Maurizio Scassola Segretario FIMMG Veneto, Marta Casarin Segretaria FP CGIL Treviso e i Consiglieri Regionali Anna Maria Bigon (vicepresidente V Commissione Sanità), Elena Ostanel, Andrea Zanoni, Cristina Guarda.
Tra i temi che verranno affrontati vi sono quelli legati ai disagi che i cittadini vivono tutti i giorni: liste d’attesa e liste di “galleggiamento” per ricevere le prestazioni sanitarie, il depotenziamento degli ospedali di provincia, l’indebolimento della medicina del territorio che non riesce più a soddisfare la domanda, la progressiva dequalificazione dell’offerta sanitaria.

Negli ultimi quindici anni in Veneto i Dipartimenti di Emergenza e Accettazione sono scesi da 19 a 12 e i Pronto Soccorso da 69 a 15, uno dei dati più negativi tra le regioni italiane. I pronto soccorso dovevano essere affiancati dai cosiddetti “punti di primo soccorso” ma ad oggi molti sono ancora inattivi e quelli attivi sono spesso affidati alla gestione delle cooperative che li gestiscono secondo schemi aziendali improntati al profitto. Dagli ospedali veneti sono stati eliminati praticamente tutti i reparti di lungodegenza. A questi si intende sopperire con gli “ospedali di comunità” finanziati dal PNRR, nei quali però la degenza è - in parte – a carico del cittadino e al loro interno è presente solo personale infermieristico e non personale medico.

La provincia veneta è in grave deficit anche per il trattamento delle emergenze tempo-dipendenti, il che comporta un rischio molto alto per la vita dei pazienti. In molti territori infatti, dopo le ore 16:00 e il fine settimana, non sono disponibili gli specialisti che possono far fronte a queste emergenze. L’Ictus ad esempio, è la 3° causa di morte in Italia e l’assistenza dei pazienti acuti deve essere garantita attraverso Stroke Units che sono presenti solo negli ospedali dei capoluoghi di provincia.
Questi tasselli vanno collocati in un quadro generale che vede come leitmotiv l’avanzata, in Veneto come in tutto il resto dell’Italia, del settore privato ai danni del sistema pubblico, scelta che determina il disastro della sanità pubblica del terzo millennio e che ci sta portando dal Diritto alla Salute sancito dall’Art. 32 della Costituzione, ad una salute garantita in base al censo.

I cittadini che fossero interessati a partecipare sono invitati a prenotare i posti a sedere attraverso il modulo di partecipazione reperibile sulla pagina facebook del Comitato: @sanitaltamarca.


Ultimo aggiornamento: 13/06/2024 20:27