FAGAGNA (UD) - Venerdì 6 febbraio alle ore 18:00, presso il Ristorante–Albergo Alle Crosere di Ciconicco di Fagagna, si inaugura la mostra fotografica “Echi di luce” di Pietro Modde, organizzata dall’Associazione Gruppo Artistico Cormor, storica realtà culturale nata nel 1968 e da sempre attiva nella promozione dell’arte e degli artisti del territorio, con il patrocinio del Comune di Tavagnacco.
La mostra presenta sedici opere fotografiche di grande formato e rappresenta un momento signifi-cativo nel percorso artistico di Modde, autore capace di fondere linguaggi diversi in una ricerca personale e riconoscibile.
Nato in un piccolo paese della Sardegna, Pietro Modde manifesta fin da bambino una forte propensione per il disegno: i suoi lavori, per molti anni, restano esposti sui muri delle scuole del paese. Trasferitosi a Udine all’età di otto anni, già in quarta elementare partecipa su segnalazione del maestro a un concorso europeo sul tema “La casa del futuro”, vincendo il primo premio.
Durante la giovinezza prende parte a mostre di pittura ed extempore e al concorso triestino del Mini-quadro, dove ottiene il riconoscimento “Matita d’oro” con tre opere a china. Dopo il diploma di geometra, intraprende l’attività di cartografo, professione che svolgerà per molti anni senza mai abbandonare la pittura.
Nel 1978 vince il primo premio al concorso regionale “Le bocce nell’arte” con l’opera “L’ultima”, successivamente esposta nel Palazzo della Regione a Trieste. Negli anni successivi continua a partecipare a rassegne collettive, tra cui la 2ª Rassegna collettiva di pittura del 2018 alla Galleria Seghizzi di Gorizia con l’opera “Generazioni”.
Il desiderio di esplorare nuovi linguaggi lo conduce progressivamente verso la fotografia, inizialmente come fonte di ispirazione per la pittura, fino a diventare un mezzo espressivo autonomo e predominante. La sua ricerca fotografica spazia dalla natura al minimal, dalla street photography al bianco e nero, fino al colore più intenso e narrativo.
Con l’avvento delle piattaforme digitali, Modde sviluppa un’intensa attività online: oltre ai profili personali, gestisce due pagine dedicate al territorio, “Udine shots” e “Grado mon amour”, attraverso le quali racconta le due città nei loro aspetti architettonici, umani e quotidiani.
Nel 2024 espone per la prima volta come fotografo nella mostra collettiva ''Legami indissolubili'' a San Daniele del Friuli col ''Gruppo artistico Cormor'' di cui fa parte.
Nel 2025 partecipa al foto contest del Città Fiera ''Friuli Venezia Giulia - I tuoi occhi sulla regione'' ottenendo una menzione d'onore con la fotografia ''Le meridiane di Joannis'', quindi allestisce la sua prima personale di fotografia dal titolo ''CROMIE 3.0'' nel municipio di Feletto Umberto col ''Gruppo artistico culturale Albrecht Dürer'' e partecipa insieme ad altri artisti all'evento ''Art Park'' in piazza Giacomo Matteotti nel centro a Udine.
Ad agosto dello stesso anno espone come pittore a Feletto Umberto nella mostra ''L'estate e i suoi colori'' con l'opera ''Cirri di fine estate'', a ottobre espone come fotografo con 15 opere di grandi dimensioni alla ''Trigeniale 25'' presso lo ''Stadthaus di Klagenfurt'', a dicembre partecipa con un opera pittorica dal titolo ''EXODA'' alla mostra collettiva ''2025 diretta LIVE'' presso la galleria La Loggia di Udine ed espone come fotografo alla collettiva del Gruppo Artistico Cormor ''Sulle orme del Natale'' con l'opera ''Ordinary day''.
Le sue immagini sono presenti in calendari, copertine di libri e materiali promozionali.
Con “Echi di luce”, Modde propone un percorso che attraversa paesaggi, visioni urbane, scatti concettuali e giochi di luce, dal colore al bianco e nero. Fotografie che parlano di mare friulano, di tramonti, di dettagli rubati alla strada e di elaborazioni più intime, accompagnate da titoli accurata-mente scelti, capaci di amplificarne il significato.
Le sue opere non sono semplici fotografie: fortemente influenzate dalla sua formazione pittorica, si presentano come vere e proprie composizioni visive, dove la fotocamera e il digitale sostituiscono il pennello. Modde non accetta passivamente ciò che l’obiettivo registra, ma interviene con sensibilità e consapevolezza, dando vita a immagini che suscitano emozioni intense e un coinvolgimento pro-fondo nello spettatore.
La mostra sarà visitabile fino al 4 marzo 2026.