PADOVA - EY, leader mondiale nei servizi professionali di revisione e organizzazione contabile, assistenza fiscale e legale, transaction e consulenza, presente in Italia con 9.500 persone, ed EY Private, area aziendale di EY che da sempre è vicina alle imprese, hanno presentato oggi a Padova la terza e ultima tappa dell’EY Private Roadshow 2026, l’iniziativa territoriale dedicata alla valorizzazione delle eccellenze imprenditoriali del territorio. L’evento ha riunito professionisti, imprenditori e rappresentanti dell’ecosistema economico veneto per approfondire opportunità, sfide e strategie di crescita delle imprese.
“Con l’ultima tappa dell’EY Private Roadshow 2026 completiamo un percorso di confronto con imprese ed ecosistemi territoriali sulle trasformazioni che stanno ridefinendo il sistema Paese. L’indagine condotta da EY Private in collaborazione con SWG mostra che, di fronte all’incertezza, le aziende stanno intervenendo concretamente sui propri modelli operativi e di mercato: il 70% punta sulla digitalizzazione dei processi e il 61% sulla diversificazione dei mercati di vendita. In questa fase, accompagnare gli imprenditori significa aiutarli a integrare tecnologia, competenze e visione strategica, trasformando il cambiamento in una leva di crescita sostenibile nel tempo”, commenta Massimo Meloni, EY Italy Private Leader e Italy Audit Leader.
L’analisi di EY-Parthenon sul territorio veneto
Nel corso dell’evento sono stati presentati i risultati di un’analisi di EY-Parthenon sul tessuto macroeconomico territoriale della regione Veneto, curata da Mario Rocco, Partner EY-Parthenon, Valuation, Modelling & Economics Leader per l’Italia. Secondo lo studio, il Veneto si conferma una delle principali piattaforme industriali ed esportatrici del Paese, anche grazie a una forte specializzazione manifatturiera. In questo contesto, il rallentamento della domanda europea, principale mercato di sbocco delle imprese venete, rappresenta uno dei principali elementi di attenzione per le prospettive economiche del territorio.
Pur con una crescita del PIL reale – stimata al 6,3% tra il 2019 e il 2027 – inferiore rispetto al Nord (8,5%) e alla media nazionale (8,1%), il Veneto continua a mostrare un andamento economico nel complesso positivo. Permangono tuttavia differenze tra le province della regione: Padova rappresenta la principale economia del Veneto, con un PIL pari a 39,2 miliardi di euro nel 2023, seguita da Verona (38,5 miliardi), Vicenza (36,4 miliardi), Treviso (35,8 miliardi) e Venezia (32,4 miliardi). Belluno e Rovigo, meno dinamiche delle altre province, rappresentano circa l'8% dell'economia regionale. Accanto alla solidità del proprio tessuto produttivo, il Veneto si distingue anche sul fronte della ricerca e sviluppo: nel 2023 la spesa in R&S ha raggiunto 2,4 miliardi di euro, collocando la regione tra quelle con i più elevati livelli di investimento in innovazione – nonostante il rapporto al PIL registri dei valori leggermente inferiori alle media italiana – e con un numero di addetti alla ricerca in rapporto al PIL superiore alla media italiana.
Una delle principali caratteristiche della regione è la sua forte vocazione industriale. Il Veneto si conferma infatti la seconda regione italiana per incidenza dell'industria sul valore aggiunto complessivo: il comparto industriale pesa per il 28% del totale regionale, contro una media nazionale pari al 20%, mentre i servizi rappresentano il 64% del valore aggiunto. Tra i principali comparti figurano il commercio all'ingrosso e al dettaglio e le attività immobiliari, entrambi con un peso del 12%, seguiti dalla fabbricazione di computer, elettronica e macchinari (7%), dalle attività professionali e scientifiche (6%) e dalle costruzioni (6%).
Dal lato della domanda interna, i consumi delle famiglie sono attesi crescere a tassi non particolarmente dinamici (1,2% e 1,0% rispettivamente nel 2026 e 2027), anche a causa della debole crescita dei salari reali. Sul fronte estero, l'export continua a rappresentare uno dei principali motori dell'economia regionale: nel 2025 le esportazioni di beni hanno raggiunto circa 80 miliardi di euro, pari a circa il 40% del PIL della regione. Macchinari e apparecchiature rappresentano il 20% dell'export regionale, seguiti da altre attività manifatturiere (15%), tessile e abbigliamento (13%) e prodotti alimentari, bevande e tabacco (12%). Il 58% delle vendite all'estero è diretto verso i paesi dell'Unione Europea, che continuano a rappresentare il principale mercato di riferimento per le imprese venete e il principale elemento di attenzione per le prospettive dell'export regionale.
Sul fronte della trasformazione digitale, l’82% delle imprese venete presenta almeno un livello base di digitalizzazione e il 16% utilizza almeno una tecnologia di intelligenza artificiale, in linea con la media italiana. Il turismo rappresenta un importante fattore di sostegno per l'economia del Veneto: nel 2024, il saldo della spesa turistica in rapporto al PIL si è attestata su livelli superiori alla media italiana e in crescita rispetto agli anni precedenti. Nel 2025 Venezia e Verona hanno registrato rispettivamente 10,8 milioni e 6 milioni di arrivi turistici, confermandosi le principali destinazioni della regione, seguite da Padova con 2 milioni di arrivi. Rispetto ai livelli pre-pandemia, Belluno evidenzia la performance migliore tra le province venete, con una crescita del 27% rispetto al 2019, seguita da Verona (17%) e Venezia (8%).
Aggiunge Maurizio Rubinato, Partner EY e Responsabile Assurance Area Nord Est: “La forte vocazione industriale e l’apertura ai mercati internazionali, con 80 miliardi di export nel 2025, sono elementi distintivi dell’economia veneta. A questi punti di forza si affianca il turismo, che contribuisce in modo significativo alla vitalità economica della regione. Nel 2025 Venezia e Verona hanno registrato rispettivamente 10,8 milioni e 6 milioni di arrivi turistici, confermando la capacità attrattiva della regione verso visitatori italiani e stranieri. La sfida per i prossimi anni sarà rafforzare tradizione industriale, apertura internazionale e pluralità di vocazioni produttive, accompagnando l’evoluzione delle imprese in un contesto globale incerto. In questo scenario, l'apertura della nuova sede di EY a Padova rappresenta un ulteriore rafforzamento di una presenza già consolidata sul territorio e conferma l'impegno del network nell’affiancare le imprese locali nei percorsi di trasformazione, innovazione ed evoluzione dei modelli di business”.
Premiate quattro aziende venete
In occasione della terza e ultima tappa del Roadshow a Padova sono stati premiati quattro imprenditori veneti che si sono distinti per i loro valori e il loro contributo, non solo in ambito locale ma anche nazionale e internazionale:
Barbara Beltrame, Vicepresidente di AFV Beltrame Group, vince il premio Tradizione e Futuro d’Impresa “per aver saputo accompagnare l'evoluzione di una storica impresa familiare attraverso cinque generazioni, coniugando continuità dei valori, apertura al cambiamento e visione internazionale. Un percorso che testimonia come radici solide, capacità di innovare e attenzione alle sfide dei mercati globali possano trasformarsi in un motore di crescita e sviluppo duraturo”.
Luigi Gorza, CEO di ARD Raccanello, vince il premio Visione e Responsabilità d'Impresa “per aver promosso un modello di crescita fondato su una visione di lungo periodo, accompagnando l'evoluzione dell'impresa attraverso scelte orientate all'innovazione, alla sostenibilità e alla responsabilità. Un percorso che dimostra come il cambiamento possa diventare un'opportunità per rafforzare la competitività aziendale e generare valore duraturo”.
Giannandrea Dubbini, Presidente e Amministratore Delegato di Diemme Caffè, vince il premio Valore oltre il Prodotto “per aver costruito un modello imprenditoriale capace di andare oltre la qualità del prodotto, integrando competenze, formazione, servizio e vicinanza al cliente. Un percorso che dimostra come la conoscenza del settore, la cura delle relazioni e la capacità di affiancare i clienti possano diventare leve distintive di crescita e competitività”.
Matteo Fabbrini, CEO di FABA, vince il premio Innovazione Educativa “per aver sviluppato un progetto imprenditoriale capace di coniugare innovazione, tecnologia e contenuti educativi, offrendo a bambini e famiglie esperienze di apprendimento coinvolgenti e accessibili. Un percorso che dimostra come la crescita d'impresa possa andare di pari passo con la generazione di un impatto positivo sulle nuove generazioni”.
Il roadshow di EY Private 2026 è stato realizzato in collaborazione con Julius Baer e ha coinvolto durante le sue tappe imprenditori locali, istituzioni e associazioni di categoria per valorizzare il tessuto territoriale e il loro impegno per la crescita economica del nostro Paese.