C’è un Veneto Liberty che vive tra acqua e terraferma, tra la Venezia storica e il Lido della villeggiatura internazionale, tra i teatri di provincia, i cinema cittadini, le ville borghesi, le facciate decorate, le maioliche, i ferri battuti e la grande stagione della pubblicità Art Nouveau. È questo Veneto elegante e meno consueto che Art Nouveau Week 2026 porta al centro del programma regionale dall’8 al 14 luglio, dentro il festival internazionale promosso dall’associazione Italia Liberty e curato dal professor Andrea Speziali. Il calendario coinvolge Lido di Venezia, Loreo, Marostica, Mestre, Padova, Rovigo, Thiene, Treviso, Venezia, Verona e Vicenza, costruendo una geografia del modernismo veneto tra laguna, città d’arte e provincia colta.
A rafforzare il valore simbolico dell’edizione 2026 c’è anche il francobollo celebrativo “L’Art Nouveau in Italia”, prodotto dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy nell’ambito della serie tematica “Le Eccellenze del Patrimonio culturale italiano”. Si tratta della prima emissione nella storia postale italiana dedicata all’Art Nouveau, un riconoscimento istituzionale che celebra la stagione Liberty come parte integrante dell’identità culturale del Paese. Il bozzetto del francobollo è stato realizzato dall’artista Andrea Speziali, curatore del festival e presidente dell’associazione Italia Liberty.
Il tema generale dell’ottava edizione, “Il Mare”, in Veneto trova una delle sue declinazioni più naturali. Il mare è quello della laguna, del Lido, degli alberghi storici, delle ville di villeggiatura, delle facciate rivolte alla luce adriatica. Ma è anche il mare immaginato dalla grafica della Belle Époque, dai manifesti turistici, dalle sirene di Dudovich, dalla pubblicità che tra Otto e Novecento trasformò l’Art Nouveau in linguaggio popolare, moderno, seducente. Il Veneto diventa così una regione-laboratorio, dove architettura e comunicazione visiva raccontano insieme l’arrivo del nuovo secolo.
Il cuore scientifico del programma è a Treviso, lunedì 13 luglio alle 9.30, al Museo nazionale Collezione Salce, sede di Santa Margherita, con il convegno “La stagione della pubblicità Art Nouveau”. Dopo i saluti della direttrice Elisabetta Pasqualin e di Andrea Speziali, il programma mette al centro cartoline, manifesti, turismo, miti e grafica europea: Ezio Godoli interviene sulla donna nella cartolina Liberty, Francesco Trentini sul ritorno di dei ed eroi agli albori dell’età della tecnica, Ferruccio Farina sulle sirene dell’Adriatico e il mare di Dudovich, Emanuele Bardazzi sul trionfo della grafica nella Parigi della Belle Époque attraverso Georges de Feure. Speziali chiude il percorso con un intervento dedicato alla stagione della pubblicità Liberty. È un appuntamento che colloca Treviso dentro una riflessione internazionale: il Liberty non fu soltanto facciata o ornamento, ma anche immagine stampata, desiderio, mercato, turismo, racconto visivo della modernità.
Il programma delle visite si apre mercoledì 8 luglio con Mestre e Venezia, alle 9.30, in “Veneto Liberty. Passeggiata nella modernità”. Il percorso racconta due città che all’inizio del Novecento stavano cambiando volto. Da un lato Mestre, che da borgo di terraferma iniziava a diventare centro moderno, attraversato da nuove esigenze sociali e culturali; dall’altro Venezia, ancorata alla sua storia millenaria ma capace di accogliere le forme del nuovo tempo. Il cammino parte da Piazza Ferretto, davanti al Cinema Excelsior, una delle prime sale cinematografiche cittadine, segno di una modernità fatta di spettacolo, pubblico urbano e arti visive. Poi lo sguardo si sposta verso Venezia, dove l’ex Cinema Italia, oggi trasformato in supermercato, conserva decorazioni Liberty in un contesto inatteso, quasi a dimostrare come lo stile sopravviva anche quando gli edifici cambiano funzione.
Sempre l’8 luglio, alle 18, Verona propone “Liberty nascosto. Passeggiata tra gli edifici veronesi”. Il percorso porta nel quartiere di Borgo Trento, antica Campagnola, a due passi dal centro storico eppure ancora lontano dai circuiti turistici più battuti. Dal Ponte Garibaldi, davanti alla statua di Cesare Lombroso, la visita attraversa un tessuto urbano nato dall’espansione oltre le mura, dove la nuova borghesia commerciale scelse di abitare in spazi moderni, eleganti, attenti al verde e al decoro. La passeggiata incontra la Palazzina Cuzzeri, i palazzi Portalupi e Pretato, Palazzo Canella, il Villino Brugnoli, la cosiddetta casa dell’antiquario, ovvero Villa Tedeschi-Tosadori, Villa Bassani, Villino Tosadori, Villa Diletta, Villa Mendini Salvi, Palazzo Tosadori, Villa Scala e Villa Rossi Pavesi. Verona rivela così un volto laterale e sorprendente, dove il Liberty dialoga con neomedievalismo, suggestioni alpine, pittura del primo Novecento, edilizia sociale e ritorni classicisti.
La stessa giornata si chiude a Vicenza, alle 20, con “Forme e colori del modernismo. L’interpretazione vicentina dell’Art Nouveau”. Qui il Liberty viene letto come linguaggio misurato, diffuso, integrato nel tessuto urbano. La visita parte dalla scuola elementare di Porta Padova e attraversa luoghi come l’oreficeria Trevisan, lo stabilimento dei bagni pubblici, il villino e il ponte Piovene Salviati, il rione Barche e piazza dei Signori. Lungo il racconto emergono le case Liberty di via Gaetano Donizetti, Villa Scaldaferro, progettata nel 1908 da Leonardo Scaldaferro, la Casa Liberty di corso San Felice e Fortunato, Villa Panciera-Beltrame, Casa Bognali, le case di contrà Ponte San Michele e contrà Barche. Vicenza non cerca la monumentalità spettacolare, ma costruisce un proprio stile: sobrio, borghese, elegante, fatto di ferri battuti, cornici sinuose, decorazioni fitomorfe e facciate che raccontano una città desiderosa di cambiamento.
Giovedì 9 luglio il protagonista diventa il Lido di Venezia, con “Laguna modernista. Le ville della Riviera San Nicolò e lungomare D’Annunzio”. Il Lido viene raccontato come palcoscenico del Liberty veneziano, luogo in cui nacque una villeggiatura moderna, cosmopolita, sospesa tra innovazione, eleganza e luce marina. Il percorso tocca Villa Bianca, con le sue linee sinuose e le decorazioni floreali; la cosiddetta Ca’ d’Oro del Lido, che reinterpreta la tradizione veneziana attraverso trafori e richiami gotici filtrati dalla sensibilità Liberty; Villa Smurinich, oggi Russo Palace Hotel; e Villa Margherita, sul lungomare D’Annunzio. È il Lido come sogno architettonico: un’isola che all’inizio del Novecento non volle essere soltanto appendice balneare di Venezia, ma nuova scena internazionale.
Sempre giovedì, alle 18, Loreo apre un capitolo più raccolto ma prezioso con “La pietra del Liberty, il volume modernista: Teatro Zago”. Qui l’Art Nouveau si manifesta in pochi esempi, ma proprio per questo chiede maggiore attenzione. Il cammino parte dal Garage Pianta, in via dei Dogi, dove proporzioni e dettagli decorativi raccontano l’arrivo della modernità, per arrivare al Teatro Zago, gioiello del 1919 oggi al centro di un restauro conservativo. La facciata, con richiami orientali, linee morbide, lesene ritmate, capitelli con maschere femminili e scritta “Teatro” in caratteri tipografici Liberty, rievoca la stagione delle operette e delle compagnie che animarono il palcoscenico fino agli anni Sessanta. Loreo diventa così il luogo della misura: poche tracce, ma capaci di trasformare un piccolo centro in racconto di memoria condivisa.
Venerdì 10 luglio il Lido torna all’alba con “All’alba dell’Art Nouveau. Le ville della Riva di Corinto e l’Hotel Excelsior”, una passeggiata alle 7 dedicata alla zona centrale dell’isola. Il percorso attraversa le ville attorno alla Riva di Corinto, tra Villa Talamini, Villa Parco, Villa Isolana e Casa Sicher, per arrivare all’area delle Quattro Fontane e al maestoso Hotel Excelsior, icona assoluta della mondanità lidense. Con la sua architettura scenografica, i richiami orientaleggianti e i dettagli Liberty, l’Excelsior racconta l’epoca in cui il Lido diventò destinazione internazionale per aristocratici, artisti e viaggiatori cosmopoliti.
Lo stesso giorno, alle 18, Marostica propone “Dagli Scacchi di Vucetich alle decorazioni moderniste”. L’itinerario parte da Piazza degli Scacchi, fulcro simbolico della città, dove un elegante edificio Liberty dei primi del Novecento conserva, pur nella sobrietà attuale, la memoria di una stagione decorativa più ricca documentata dalle cartoline d’epoca. Il percorso prosegue verso il Teatro Politeama, realizzato negli anni Dieci su progetto di Giovanni Tescari, e apre un approfondimento su Mario Mirko Vucetich, la sua produzione artistica, gli affreschi al Castello di Marostica e l’invenzione della celebre Partita a Scacchi del 1955. Il programma ricorda anche la grande mostra del 2012 promossa dall’Associazione Italia Liberty e curata da Andrea Speziali, che riportò Vucetich al centro dell’attenzione critica. Marostica diventa così un luogo in cui Liberty, modernismo, teatro, memoria urbana e invenzione scenica si intrecciano.
Sabato 11 luglio il Lido propone un altro itinerario, “Il Liberty al Lido: il Gran Viale e l’area circostante, incluso il Des Bains”. Il percorso attraversa il cuore dell’isola e la stagione in cui il Lido si trasformò in capitale raffinata della villeggiatura moderna. Dal Villino Perez a Villa Licia, da Villa Eva all’Hotel Hungaria, trionfo di maioliche policrome e decorazioni sinuose, dal Villino Monplaisir a Villa Otello, fino a Villa Jolanda e al celebre Hotel Des Bains, la passeggiata restituisce l’immagine di un’isola che costruì il proprio mito attraverso architetture alberghiere, ville, giardini e facciate pensate per dialogare con il mare. Il Des Bains, con la sua architettura monumentale e il ritmo delle logge, resta una delle icone più forti della villeggiatura internazionale.
Domenica 12 luglio il festival entra nel cuore di Thiene con “La visione italiana dell’Art Nouveau”. Il percorso racconta una città di provincia che seppe tradurre il modernismo in un patrimonio diffuso e sorprendente. Tappa imprescindibile è il Teatro Comunale, autentico gioiello Liberty, nato alla fine dell’Ottocento su iniziativa dell’ingegnere Romano Dal Maso e completato da Ferruccio Cattaneo. Se l’esterno è più sobrio, l’interno rivela colonne lignee, logge, palchi, volute, nastri, figure femminili e decorazioni floreali. La passeggiata prosegue tra affreschi Liberty in via San Gaetano, Il Palazzetto in corso Garibaldi, Casa Liberty, il cosiddetto Teatro vecchio, l’edificio delle Poste e Telegrafi firmato da Vittorio Altieri, Casa Dal Ferro, l’Asilo Infantile F. Ferrarin e altre case del centro. Thiene appare come una piccola capitale del Liberty veneto, dove architettura pubblica, residenza privata e servizi collettivi condividono la stessa fiducia nel progresso.
Lunedì 13 luglio, oltre al convegno trevigiano, il programma raggiunge Rovigo con “La stagione Liberty rodigina”, alle 18. La visita accompagna il pubblico in un racconto urbano che parte da Casa Campo Gianolla, in via Cavour, e tocca il Teatro Apollo, la Palazzina Bisi, le Case Operaie Nuove San Francesco, le ville Liberty di viale Trieste, la Casa-Studio Virgilio Milani, Villa Zerbetto e il Palazzetto Liberty di vicolo Ferrovia. Rovigo rivela un Liberty intimo, autonomo, riconoscibile, nato dal gusto e dalle ambizioni della borghesia cittadina, ma capace di arrivare anche all’edilizia sociale e ai luoghi del lavoro culturale.
Martedì 14 luglio il Lido chiude il suo trittico con “Il Liberty al Lido: tra le vie tortuose del Lido, alla scoperta di dimore e dettagli”. Il percorso guarda alle strade che collegano il cuore dell’isola al lungomare, dove ville e alberghi sorti tra fine Ottocento e primo Novecento raccontano l’ambizione del Lido di diventare località internazionale, moderna e raffinata. Tra le architetture emergono Villa Cortellini, l’Hotel delle Palme e Casa Campese, con i suoi elementi in ferro battuto. Nello stesso giorno, alle 18, Padova propone “Peressutti: le curve dell’arte nuova nel cuore di Padova”. Il percorso parte dall’Hotel Grand’Italia, elegante edificio del primo Novecento progettato nel 1907 dall’ingegner Giuseppe Pesaro per il cavaliere Guglielmo Folchi, per poi raggiungere la Palazzina Liberty e l’Antonianum, realizzato tra il 1905 e il 1907 da Gino Peressutti. Le sue forme ondulate, capaci di evocare il ritmo delle onde marine, entrano in dialogo diretto con il tema dell’edizione 2026, restituendo l’idea di un Liberty padovano discreto ma affascinante, fatto di dettagli, intuizioni e atmosfere.
Un ruolo importante è affidato anche a “Visioni Art Nouveau nel disegno dal vero”, attività collettive di sketching en plein air che trasformano il pubblico in osservatore attivo. A Padova si disegnano l’Hotel Grand’Italia e l’Antonianum; a Venezia il Padiglione Hungaria e Palazzo Salviati; a Vicenza case e ville Liberty tra corso Padova, contrà Cantarane, via dei Mille e Villa Scaldaferro; al Lido, Villa Margherita, l’Hotel Ausonia & Hungaria, Casa del Farmacista e altre architetture della villeggiatura; con gli Urban Sketchers Venezia, una sessione collettiva attraversa ancora il Lido tra Hotel Ausonia Hungaria, Villa Rosalia, Villa Otello, Hotel delle Palme e Villa dei Padri Armeni; a Thiene, infine, si disegnano Il Palazzetto, l’Asilo Ferrarin, Casa Dal Ferro, le Poste e Telegrafi e il Teatro vecchio.
Il disegno dal vero è una delle intuizioni più contemporanee del festival. Non si limita a mostrare un edificio, ma chiede di sostare, osservare, scegliere un dettaglio, seguire una linea, comprendere una facciata. Nel Veneto, dove il Liberty si presenta in forme diverse — lagunare, borghese, teatrale, grafica, balneare, provinciale — lo sketching diventa un modo per restituire presenza agli edifici e riportarli dentro la vita quotidiana delle città.
Il Veneto entra così nell’Art Nouveau Week 2026 come una regione di passaggi: tra Venezia e Mestre, tra il Lido e la terraferma, tra grafica pubblicitaria e architettura, tra ville di villeggiatura e teatri di provincia, tra cinema, alberghi, case borghesi e palazzi civici. Treviso racconta la pubblicità Art Nouveau e il ruolo della Collezione Salce; Venezia e Mestre mostrano la modernità nascosta tra cinema e trasformazioni urbane; Verona rivela il Liberty segreto di Borgo Trento; Vicenza costruisce una mappa sobria e raffinata del modernismo cittadino; il Lido diventa capitale balneare della Belle Époque; Loreo custodisce il Teatro Zago; Marostica intreccia Vucetich, modernismo e memoria scenica; Thiene sorprende con il teatro e le architetture civiche; Rovigo restituisce una stagione Liberty autonoma; Padova chiude il racconto con le curve di Peressutti.
In questa prospettiva, Art Nouveau Week non è soltanto una rassegna di appuntamenti, ma un invito a guardare il Veneto con occhi diversi. Dietro un manifesto, un hotel, una villa del Lido, un teatro di provincia, un vecchio cinema, una casa borghese o una facciata decorata si riconosce la storia di un territorio che, all’inizio del Novecento, cercava il futuro attraverso la bellezza.