Economia, Veneto

Innovazione, valorizzazione e maestri artigiani: bando per il "VENETO ARTIGIANO 2026"

"Sostenere le imprese artigiane venete nel loro complesso ,valorizzandone le caratteristiche e incrementando la loro capacità di innovare e affrontare nuove sfide”: questo l'obiettivo del bando della Regione Veneto “Il Veneto artigiano” che può contare su un fondo complessivo da 3 milioni di euro.

La dotazione è divisa in due parti uguali: una è destinata a tutte le imprese artigiane venete, l'altra è riservata ai Maestri Artigiani (iscritti nell'elenco regionale entro il 30 giugno 2026).A rilanciare la notizia è Appia CNA Belluno, che guarda con interesse a questa nuova edizione del bando: «Si tratta di un'iniziativa che, per quanto riguarda i Maestri Artigiani, interessa 29 nostri associati, ma che nella sua missione generale coinvolge tutte le imprese artigiane. - evidenzia il direttore Cristian Sacchet – Parliamo di contributi a fondo perduto pari al 30% della spesa rendicontata ammissibile per la realizzazione degli interventi, nei limiti di 60mile euro per la linea  ordinaria e di 30mila euro per quella dedicata ai Maestri Artigiani. È importante evidenziare come non si tratterà di un “click day”, ma verrà stilata una graduatoria sulla base delle priorità indicate dal bando ;particolarmente interessante per il nostro territorio è il valore dato alle imprese giovanili, a quelle femminili e – soprattutto – a quelle localizzate nei territori montani».

Saranno ritenuti ammissibili i “progetti di investimento volti a introdurre nelle imprese artigiane innovazioni tecnologiche di prodotto e di processo, ad ammodernare i macchinari e gli impianti e ad accompagnare i processi di riorganizzazione e ristrutturazione aziendale, anche in un’ottica di sviluppo sostenibile; gli investimenti per l'acquisto di beni materiali, immateriali e di servizi devono essere stati avviati dopo il 1° giugno 2026 e completati entro il 9 maggio 2028. 

Gli interventi possono riguardare – a titolo di esempio - opere murarie e di impiantistica, nuovi macchinari e attrezzature, l'installazione di impianti a fonti rinnovabili, la realizzazione di siti web e di e-commerce, la posadi sistemi e apparati di sicurezza, l'acquisto di nuovi arredi .«Le domande devono essere presentate a partire dalle ore 10.00 di martedì 8 settembre fino alle ore 12.00 di martedì 29 settembre , esclusivamente per via telematica attraverso il Sistema Informativo Unificato della Programmazione Unitaria della Regione del Veneto. -ricorda Sacchet – In questi giorni, stiamo contattando tutti i nostri associati tramite la newsletter dell'associazione, ma i nostri uffici sono a disposizione di tutti gli artigiani bellunesi per aiutarli nella partecipazione a un bando così significativo per il territorio e per il momento socio-economiche che stiamo attraversando. Il radicamento di Appia CNA in provincia ci permette di dare risposta e supporto alle imprese bellunesi che vogliono investire nel nostro territorio».

Oltre che nella sede centrale di Via San Gervasio a Belluno, quindi, le imprese artigiane bellunesi potranno richiedere supporto nelle sedi di Appia CNA di Agordo, Cortina d'Ampezzo, Feltre, Pieve di Cadore e Santo Stefano di Cadore
Economia, Treviso

Occupazione, nella Marca Trevigiana addetti in crescita del 6% dal 2018 al 2023

TREVISO - Gli addetti nelle unità locali della provincia di Treviso, sul quale si concentra il focus, sono aumentati del 6% tra il 2018 e il 2023. Questo è quanto emerge da un’analisi del Centro Studi Amministrativi della Marca Trevigiana attraverso il portale MoMa che, sulla base dei dati Istat, ha permesso di misurare la capacità di reazione del sistema economico trevigiano dopo lo shock della pandemia da Covid-19. Il periodo 2018-2023, infatti, comprende sia il crollo del 2020 sia la fase di ripresa successiva.

Con addetti nelle unità locali, l'Istat indica il numero di posti di lavoro effettivamente presenti nelle sedi in cui le imprese e gli enti svolgono la loro attività — una fabbrica, un negozio, un ufficio, un cantiere — a prescindere da dove risiedono le persone che vi lavorano. È, in sostanza, la misura più affidabile di quanto lavoro "produce" concretamente un territorio.

Il dato provinciale (+6%) è sostanzialmente in linea con la dinamica regionale (+5,9% in Veneto) ma inferiore alla crescita nazionale (+7,8%). Tra le province venete, Treviso si colloca in una fascia intermedia: cresce meno di Verona (+7,6%) e Vicenza (+6,5%), ma più di Venezia (+4,9%), Rovigo (+4,8%) e Belluno (+3,2%).

L'andamento anno su anno racconta con chiarezza l'impatto della pandemia e la successiva ripresa: nel 2020 il calo degli addetti è stato meno marcato a Treviso rispetto al territorio regionale, complice una minore esposizione ai settori del turismo e della ricettività, tra i più colpiti dalle restrizioni. Dal 2021 la provincia ha recuperato più rapidamente sia della media regionale sia di quella nazionale, per poi chiudere il periodo, nel 2023, con un livello di addetti superiore a quello veneto, seppur ancora sotto il dato Italia.

La crescita non è però uniforme sul territorio. A trainare l'espansione provinciale è stato soprattutto il comune di Treviso che, pur con un incremento contenuto degli addetti (+3,1%), fornisce il contributo più rilevante alla variazione complessiva grazie al suo peso economico. Seguono Casale sul Sile (+20,6%) e Mogliano Veneto (+9,3%), oltre a Breda di Piave, Ponzano Veneto, Pederobba, Silea e Spresiano. Sul fronte opposto, si registrano flessioni significative a Santa Lucia di Piave (-28,2%), Arcade (-29%) e Preganziol (-5,2%), oltre a cali più contenuti a Vittorio Veneto, Chiarano, Carbonera e Oderzo.

Sul piano settoriale, il contributo più importante alla crescita arriva dalla manifattura, che pur crescendo meno della media provinciale (+4,6%) pesa più di ogni altro comparto sull’andamento complessivo, confermando il ruolo ancora centrale dell'industria nell'economia trevigiana. Un apporto rilevante arriva anche dalle costruzioni (+14,2%) e dai servizi di supporto alle imprese e noleggio (+17,3%), mentre crescono con dinamiche più vivaci che nel resto del Veneto anche la sanità e assistenza sociale (+16,8%) e l'ICT (+17,3%). Il commercio resta sostanzialmente stabile, mostrando anzi una maggiore tenuta rispetto alla lieve contrazione registrata a livello regionale. Pesano, invece, sul risultato complessivo il calo delle altre attività di servizi (-10,2%) e una crescita più contenuta rispetto al Veneto per alloggio e ristorazione, comparto ancora condizionato, o forse meglio dire trasformato, dalla lunga onda della pandemia.

Approfondendo i due settori più dinamici, nella manifattura i contributi più significativi arrivano da Susegana, Trevignano e Portobuffolè, mentre le flessioni più marcate si registrano a Santa Lucia di Piave, Resana, Montebelluna, Conegliano e Vittorio Veneto. Nelle costruzioni, in forte espansione in tutta la provincia, il contributo principale arriva dal comune di Treviso (+41,1%), seguito da Villorba, Conegliano, Silea e Oderzo.

“I numeri confermano che la Marca Trevigiana ha saputo reagire allo shock pandemico meglio di altre aree del Veneto e che oggi la crescita occupazionale è trainata da un tessuto produttivo solido, fatto soprattutto di manifattura e costruzioni – commenta Marco Della Pietra, presidente del Centro Studi Amministrativi della Marca Trevigiana –. Ma questi dati, uno stock recente che ci parla dell’oggi, ci dicono anche che la crescita non è distribuita in modo omogeneo: ci sono comuni e comparti che frenano, penso in particolare a chi ha perso occupazione nella manifattura tradizionale, che arretra progressivamente sempre più. In particolare, proprio in alcune aree. È un segnale che gli amministratori devono saper leggere e cogliere per orientare le proprie politiche di sviluppo locale ma anche di area vasta, senza dare per scontato che il dato provinciale positivo valga per tutti i territori allo stesso modo”.

Il portale MoMa è stato realizzato per la visualizzazione di dati e analisi relativi ai comuni della Marca Trevigiana. Il suo scopo è fornire in primis agli Amministratori un’interfaccia digitale per esplorare trend e indicatori, utili a supportare l’analisi dell’esistente e una programmazione di visione. MoMa al contempo è pensato come portale aperto al cittadino. È un progetto dal Centro Studi Amministrativi della Marca Trevigiana realizzato in collaborazione con Community e BCC Pordenonese e Monsile. Il portale è pubblico e accessibile a questo link: https://dati.comunitrevigiani.online/
Mondo, Cultura

Fermare il tempo. Con teatrali tempi.

Diaframmi, esposimetri, zoom, rullini, acidi di sviluppo… Termini che evocano, senza mezzi termini, l’epoca d’oro di una disciplina divenuta troppo brutalmente democratica; ma, se abbracciata con la dovuta dedizione - al pari di cinema, musica, letteratura, dipinti e proposte scultoree - sa ancor cogliere quel momento d’oraziana memoria, lo congela, mantenendone però ardente il cuore. Ho avuto il piacere di incrociare sulla mia lunga mulattiera creativa molti figli di Daguerre, ognuno con una caratteristica speciale. Penso agli storici scatti urbani-comunitari di Berengo Gardin, scomparso lo scorso anno. A Johnny Ricci e al suo studio di posa in San Giovanni sul Muro a Milano. Sempre a Milano Giò Belli per la moda, Scheichenbauer per il glam dei primi piani, Vanni De Conti per i ritratti ai Vip nonché promotore di un pictorialismo del tutto nuovo, a tratti perfino filosofico. Né posso tralasciare Elia Festa / Young & Rubicam, Roberto Fiasconaro / Farabola, Maria Barletta / Fotogramma, Sabrina di Fotocronaca, Francesco Laera (il Giorno e magazines collegati); e ancora, il titolare de I Classici, il documentarista scientifico Umberto de Giovanni, gli still life di Andrea Chelli, i cronisti d’assalto come Minischetti, Gavagnin, Alceo Guatelli, Enrico Colussi, Gallini, Caffini; altresì l’amatore Dario Gambini (suoi i due clic su di me più circolanti in Rete). C’è poi il maestro Will McBride che mi ha fatto finire sul mensile Mondadori Duepiù insieme a Tom 44. Anche un altro americano, Dan Winters, e un giapponese, Hiroyuki Kudok, hanno attraversato la mia strada, contestualmente al simposio Vedere Oltre, manifestazione realizzata dal Circolo della Loggia (qui dovrei annotare un elenco smisurato: da Vendramini a Marcuz passando per Gottardi, Madonia; desidero ricordare soprattutto il caro amico Graziano Burin, ideatore fra l’altro di un’innovativa tipologia di scanner, che troppo presto ci ha lasciato). Continuiamo con un rosario di voci che con me, dai loro obiettivi, hanno in qualche modo comunicato o per i quali ne ho recensito i lavori: Guido Sanfiori, Paolo Tessari, Ermanno Calciolari, Pierangelo Banfi, Lella Olgiati, Tosawi Narhon Joia, Carlo Verardo, Fabio Ricci, Maurizio Carelli. Quindi Mascherin, Gregoris, Blancato, Kusterle, Roy Leutri, Elio Ciol, la brasiliana Michelle Gomes… impossibile citare tutti. Ma che posso dire, se non tutto il bene possibile, di Mario Vidor? Ho redatto con piacere la prefazione a uno dei suoi numerosi volumi. O del fotoreporter di guerra in Afghanistan Ignazio Polesel che ha immortalato la mia prima performance in assoluto, dedicata al poète maudit Tristan Corbière? Mi hanno colpito le prospettive e i concatenamenti originali di Francesca Della Toffola, model & photographer al tempo stesso, al servizio di un colorato, tondeggiante self-portrait; come del resto Rossana Ghigo, benché più in dirittura di ombre accecanti, emergenti da un purissimo bianco e nero. Mi sovviene un’altra Francesca, Dall’Olio, compagna di Grignani, che ha curato lo shooting per il booklet e la retrocover di Nel cuore del Caos, l’album dei Vanadium con i testi firmati dal sottoscritto. Sottoscritto che pure lui scamploi di inquadrature li ha rubati al mondo. Infine c’è lei, l’unica con cui non ho mai interagito se non mediante brevi commenti pubblici. La sorella Catherine rileggeva Tous les garçons... di Françoise Hardy; la musica di Agnès (anch’ella apprezzata attrice) cominciava a giocare su altre frequenze, più vicina ai blousons (noir ovviamente, ed elitariamente, altresì blanc, lungo l’intera scala di grigi che tuttora la contraddistingue - caravaggesche rifrazioni sospese, coniugate alle concettuali geometrie della nostra contemporaneità). Ognuna tra le suddette voci di un panorama analogico trapunto inevitabilmente dai codici digitali, dovrebbe di diritto occupare lo spazio standard qui sopra, predisposto per l’illustrazione. Agnès forse un filo di più, per lo sguardo immoto eppur vorticoso; per i suoi trascorsi in Rusconi e alla Twentieth Century Fox; e se vogliamo dirla nello slang giovanile di qualche anno fa, beh, oltre a tagliare con lucida precisione arditi orizzonti… di sicuro spaakka! Senza nulla togliere a scattini, paparazzi, professionisti di matrimoni e documenti di riconoscimento, dovrei richiamarmi in chiusura ai vari blasonati Newton, Avedon, Mapplethorp; preferisco fare il nome di Robert Frank, autore di reportages e film-maker elvetico-statunitense, che col suo libro The Americans è dapprima respinto dalla critica per un’opinabile debolezza tecnica, poi invece premiato con l’Hasselblad Award; e quello stesso libro diviene materia di studio nelle accademie, sconfessando un po’ il pensiero di McLuhan, ovvero dimostrando, prova alla mano, che a volte basta una macchinetta compatta per esprimersi al meglio, non necessitano sempre modelli super costosi; l’occhio a contare non è tanto quello del mirino quanto quello di colui che ammira. E mira. 
Cultura, Conegliano

A Follina quinta tappa del Festival “La Musica nel Sacro”

FOLLINA (TV) - Domenica 16 agosto nuovo appuntamento per il Festival 2026 "La Musica nel Sacro": alle ore 17, nell’antica Abbazia cistercense di Santa Maria a Follina, la Piccola Orchestra Veneta e i suoi Solisti, diretti dai maestri concertatori Giancarlo Nadai e Federico Parravicini, daranno vita a un concerto di straordinario valore e richiamo sulle musiche dei grandi compositori Beethoven e Vivaldi, capace di richiamare quel grande pubblico che da anni ormai rappresenta una bellissima costante per il tradizionale evento del Festival nella Basilica follinese nei giorni dell’Assunta.

Il violino solista Lodovico Parravici sarà l’eccellente protagonista del “Violin Concerto in D major, Op. 61” di Ludwig van Beethoven (1770 - 1827). A seguire, il valente soprano Iara Ferrari e l’ottimo violinista Carlo Maria Vianello saranno al centro della presentazione del “Salve Regina RV 617”, per soprano, violino, archi e continuo, di Antonio Vivaldi (1678 - 1741). Infine, il magistrale violino di Emanuele Bastanzetti animerà l’interpretazione del Concerto in Re Maggiore RV 208 “Grosso Mogul”, sempre di Vivaldi.

Follina si prepara dunque ad accogliere l’attesissima esibizione della Piccola Orchestra Veneta e i suoi Solisti, diretti dal maestro Nadai, ensemble nato 22 anni orsono all’interno dei percorsi di perfezionamento di violino dell’Associazione Musicale “Toti Dal Monte” di Pieve di Soligo. Si tratta di una formazione composta da giovani musicisti, in un sapiente equilibrio fra eccellenti studenti dei più prestigiosi istituti musicali dell’Italia settentrionale e professionisti già affermati. Fin dalla sua fondazione, la POV persegue la doppia missione di diffondere la musica colta, da un lato, e di valorizzare il territorio veneto dall’altro, con particolare attenzione alle Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene, oggi Patrimonio dell’Umanità UNESCO.

Al concerto del 16 agosto, come sempre nelle varie occasioni del Festival, sarà un esperto d'arte dell’Istituto Beato Toniolo a illustrare le principali caratteristiche religiose e artistiche dell'edificio sacro, nella circostanza la storica dell’arte Cristina Chiesura. Da ricordare che all’Abbazia di Follina è dedicato uno dei filmati brevi della collana video “Luoghi del Sacro in terra UNESCO” realizzata con successo grazie all’impegno di Istituto Beato Toniolo, Diocesi di Vittorio Veneto e testata giornalista Qdpnews.it, con il decisivo sostegno di Banca Prealpi SanBiagio.

Ecco il link per la sua visione: https://www.qdpnews.it/comuni/follina/splende-labbazia-di-follina-sorgente- spirituale-in-vallata-la-madonna-il-chiostro-e-la-foresteria-simboli-di-una-bellezza-senza-tempo/

Il Vescovo di Vittorio Veneto, monsignor Riccardo Battocchio - che in più occasioni ha manifestato il suo vivo apprezzamento per l’iniziativa del Festival - ha assicurato la sua presenza in Abbazia il 16 agosto pomeriggio.
Da sottolineare il fatto che il concerto di Follina sarà dedicato alla memoria di Roberto Franceschet, scomparso nei giorni scorsi, presidente del Consorzio Pro Loco Quartier del Piave, ideatore di “Frutto di un Sostegno Sociale” - per cui ottenne il Premio Giuseppe Toniolo 2024 - e instancabile animatore per decenni di attività culturali, sociali e di promozione del territorio in Alta Marca.

Presenta Elisa Nadai. L'ingresso è libero.

Una rete di tanti soggetti in sinergia a sostegno del Festival 2026
Il Festival “La Musica nel Sacro” è promosso dall’Istituto Diocesano Beato Toniolo. Le vie dei Santi, dentro il progetto ”Armonie - Musica per il paesaggio, Musica nel paesaggio”, insieme all’Associazione musicale Toti Dal Monte - Piccola Orchestra Veneta. La manifestazione, inserita nel programma di Conegliano Valdobbiadene Città Italiana del Vino 2026-27, si avvale del sostegno di IPA Terre Alte della Marca Trevigiana e Associazione per il Patrimonio delle Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene e del patrocinio della Diocesi di Vittorio Veneto, con la collaborazione e il contributo di vari soggetti associativi, economici e della comunicazione del territorio, come i media partner Qdpnews.it, testata giornalistica online, e L’Azione, settimanale diocesano.

Contribuiscono concretamente al Festival Banca Prealpi San Biagio (main sponsor), Latteria Soligo, Consorzio Tutela Prosecco Superiore DOCG, Home Cucine, Dal Ben SpA, Loran, gruppo Eclisse - De Faveri, Sogno Veneto. Tra le collaborazioni consolidate e significative per il Festival , la rete culturale Vite Illustri Pieve di Soligo - VIP -, Eventi Venetando e l’Associazione “Amici della Musica di Valdobbiadene” per il concerto locale del 13 settembre 2026.

Ecco i prossimi appuntamenti del Festival “La Musica nel Sacro” 2026
- Domenica 16 agosto 2026 - Abbazia Santa Maria di Follina ore 17
- Domenica 6 settembre 2026 - Cappella del Sacro Cuore - Seminario di Vittorio Veneto
ore 17 (nell’anno centenario della sua dedicazione)
- Domenica 13 settembre 2026 - Chiesa di San Gregorio a Valdobbiadene ore 17
- Domenica 4 ottobre 2026 - Chiesa dei Frati Cappuccini a Conegliano ore 15.30 (nell’ambito delle celebrazioni per gli 800 anni dalla morte di San Francesco)
- Domenica 18 ottobre 2026 - Duomo Santa Maria Assunta di Pieve di Soligo ore 16 (in memoria di Francesco Fabbri nel 50mo anniversario della sua nomina a ministro).
Italia, Politica

Treviso, Cisint (Lega): “Estirpare la radicalizzazione islamica

 – “La radicalizzazione islamica è una minaccia spaventosamente reale, concreta e vicina. Si diffonde in rete, prospera nelle moschee irregolari, vuole mettere radici nella nostra terra. Deve essere estirpata. Qualcuno pensa ancora di scrollare le spalle dopo quanto emerso a Treviso, dove un 22enne albanese stava pianificando un attacco terroristico a un centro commerciale? Grazie al Ministro Piantedosi e alle Forze dell’ordine questo soggetto è stato espulso in tempo, ma questa vicenda deve indurci ad alzare ulteriormente la guardia”.

Queste le parole di Anna Maria Cisint, che ripercorre le “inquietanti tappe di un percorso potenzialmente esplosivo: secondo quanto emerso dall’attività investigativa, il giovane avrebbe acquisito informazioni e materiale utile alla realizzazione di un ordigno e avrebbe individuato un centro commerciale del Veneto come possibile obiettivo. È stato fermato dopo il suo arrivo all’aeroporto di Treviso e successivamente espulso dall’Italia per motivi di sicurezza dello Stato e di prevenzione del terrorismo. Ci troviamo di fronte a un passaggio che non può essere derubricato a semplice radicalizzazione online – sottolinea Cisint – perché qui emerge una possibile progettualità terroristica. Il salto dall’ideologia all’azione può essere molto rapido e proprio per questo l’attività di intelligence e di prevenzione è decisiva”.

Il tema, secondo Cisint, riguarda soprattutto la capacità di intercettare le nuove forme di radicalizzazione: “Oggi i percorsi di radicalizzazione possono svilupparsi online, attraverso la propaganda e le comunità virtuali, nelle moschee abusive, nei locali adibiti a ritrovi, fino a produrre comportamenti concreti e pericolosi.

Per questo è necessario approvare il pacchetto normativo “anti-radicalizzazione” che come Lega abbiamo presentato. È urgente un intervento per bloccare la diffusione del fanatismo islamico nel nostro Paese e norme più stringenti sui titoli di soggiorno: a partire dalla rivoluzione del permesso di soggiorno a punti, per allontanare dall’Italia non solo chi commette reati gravi, ma anche tutti coloro che non dimostrano di essere veramente integrati. Evitiamo che si creino ghetti, zone franche dove vige la Sharia e dove possa diffondere indisturbato il germe del fanatismo islamico.”

“Un centro commerciale – conclude Cisint – non è un obiettivo astratto: significa mettere nel mirino famiglie, lavoratori, giovani, persone che vivono la loro quotidianità. È proprio quella normalità che dobbiamo difendere. La radicalizzazione è un’emergenza, non possiamo più permetterci di minimizzarla. La sicurezza viene prima di tutto e lo Stato deve avere la forza di intervenire prima che sia troppo tardi”
Cultura, Conegliano

All’ISISS Marco Casagrande tre nuovi progetti Erasmus+

PIEVE DI SOLIGO (TV) – L’Europa non va in vacanza all’ISISS Marco Casagrande. Dopo la positiva esperienza del progetto Erasmus+ KA122 “Gear up 4 Europe!”, che ha visto studenti e personale scolastico protagonisti di mobilità in Svezia, Malta, Irlanda e Spagna, l’Istituto di Pieve di Soligo consolida la propria vocazione internazionale con l’approvazione di tre nuovi progetti Erasmus+, per un finanziamento complessivo di oltre194 mila euro.

Tre iniziative diverse, ma unite da un obiettivo comune: offrire a studenti e personale scolastico opportunità concrete di formazione, crescita e confronto in una dimensione europea, rafforzando al tempo stesso il legame tra scuola, territorio e mondo del lavoro. Il primo progetto è “EU 4 YOUTH”, nell’ambito delle Azioni Jean Monnet, finanziato con 23.500 euro. L’iniziativa punta a trasformare la conoscenza dell’Unione Europea da semplice nozione teorica a esperienza concreta di cittadinanza attiva, consapevole e responsabile. Attraverso attività interattive e inclusive, incontri, visite di studio all’estero e un percorso educativo strutturato, gli studenti potranno conoscere meglio le istituzioni e le politiche dell’UE, sviluppando spirito critico, partecipazione e senso di appartenenza.

Il secondo progetto, “European Paths in Construction and Environment” – Erasmus+ KA122 VET, dispone di 110.774 euro e offrirà a studenti, docenti e personale ATA esperienze formative e professionali in Spagna, Francia, Portogallo e Irlanda, con una forte componente di apprendimento basato sul lavoro. Il progetto mira a rafforzare le competenze professionali, linguistiche, digitali, ambientali e trasversali, migliorando la qualità dell’insegnamento e favorendo innovazione, inclusione e collaborazione internazionale.

Il terzo progetto è “Education, Future, Entrepreneurship, Nature” (EFEN), partenariato Erasmus+ KA210 del valore di 60.000 euro, che vede l’ISISS Marco Casagrande capofila di una rete internazionale composta da scuole di Turchia, Polonia e Serbia. EFEN affronta il tema della sostenibilità ambientale, con l’obiettivo di trasformare la crescente preoccupazione per i cambiamenti climatici in conoscenza e azione concreta. Rivolto agli studenti tra i 14 e i18 anni, il progetto promuoverà il modello delle 5R, svilupperà competenze digitali per la comunicazione ambientale e creerà spazi permanenti di confronto tra studenti sui temi della sostenibilità e della crisi climatica. 

La collaborazione tra i quattro Paesi permetterà inoltre di condividere esperienze e buone pratiche di educazione ambientale. «Questi risultati confermano e rafforzano il percorso di apertura internazionale che il nostro Istituto ha intrapreso, – sottolinea la dirigente scolastica Gaetanina Da Fermo –. Crediamo in una scuola capace di offrire ai giovani solide competenze, ma anche occasioni concrete per confrontarsi con altre realtà, conoscere l’Europa e prepararsi alle sfide di un mondo in continua trasformazione»

ISTITUTO STATALE DI ISTRUZIONE SECONDARIA SUPERIORE ‘MARCO CASAGRANDE’
Liceo Scientifico, Liceo Scientifico opzione Scienze Applicate, Liceo delle Scienze Umane Istituto Tecnico Costruzioni, Ambiente e Territorio «Essere una scuola internazionale significa, partire da un forte legame con il territorio, con le famiglie, con le imprese e con la comunità locale per aprirsi al confronto e costruire nuove opportunità. Vogliamo che inostri studenti abbiano radici solide e lo sguardo rivolto lontano». 

Alle parole della dirigente fa eco il plauso del Sindaco di Pieve di Soligo, Stefano Soldan, che sottolinea il valore dell’impegno dell’Istituto e le ricadute positive che una sempre maggiore apertura europea può generare per gli studenti e per l’intero territorio: «Desidero complimentarmi a nome personale e dell’Amministrazione comunale con la prof.ssa Da Fermo e tutto il corpo docente dell’ISISS Marco Casagrande per il continuo e proficuo impegno nel promuovere l’internazionalizzazione dell’Istituto, offrendo importanti occasioni di confronto e studio per gli studenti. Guardare all’Europa offre sempre più opportunità anche per il futuro lavorativo, oltre che culturale, del nostro territorio. Il raggiungimento di questi importanti progetti costituirà sicuramente un’opportunità di crescita e confronto».

La dirigente, forte anche della propria esperienza nella progettazione europea, ha coordinato e favorito il percorso di internazionalizzazione dell’Istituto. Fondamentale il contributo del gruppo di lavoro, composto dai docenti Maria Pia Mariotto, Claudia Bitto, Fabio Breda, Enza Carbone e Loris Viezzer, impegnati nella ideazione e gestione delle iniziative europee. L’approvazione dei tre progetti conferma così la precisa identità dell’ISISS Marco Casagrande: una scuola con radici solide e lo sguardo rivolto all’Europa, per offrire ai giovani gli strumenti necessari ad affrontare con competenza e consapevolezza il futuro.
Cultura, Treviso

Asolo Musica: mezzo secolo di concerti, luoghi e progetti

ASOLO (TV) - Cinquant'anni di concerti, luoghi, artisti, pubblico. Cinquant'anni in cui la musica è partita da Asolo e, stagione dopo stagione, ha disegnato una mappa sempre più ampia nel Veneto È questa la storia di Asolo Musica, nata nel maggio 1976 come Amici della Musica di Asolo e arrivata nel 2026 a un anniversario che racconta non solo una lunga attività, ma un traguardo radicato nella lungimiranza, nella  tenacia e nella professionalità con cui l'associazione ha perseguito il proprio obiettivo statutario: promuovere e diffondere la cultura musicale, valorizzando insieme risorse artistiche, luoghi e comunità.

L'attività dell'associazione si lega naturalmente fin dall'inizio ad Asolo, borgo d'arte scelto e amato nel tempo da scrittori, musicisti e artisti. È qui che, poco dopo la fondazione degli Amici della Musica di Asolo, prende forma una delle esperienze destinate a segnare più profondamente il percorso dell'associazione: gli Incontri Asolani, Festival Internazionale di Musica da Camera nato nel 1978. "Incontri", appunto, perché pensati per favorire il dialogo tra grandi maestri e giovani interpreti, tra artisti e pubblico, in un clima quasi informale, quando non era ancora così consueto immaginare il concerto come uno spazio di confronto ravvicinato.

Nella chiesa medievale di San Gottardo, sede storica della rassegna, la musica da camera ha trovato così una dimensione rara: raccolta, vicina, fondata su un rapporto diretto tra interpreti e pubblico. Gli Incontri hanno accolto negli anni alcuni tra i maggiori protagonisti della scena musicale del Novecento e, accanto a loro, generazioni di giovani artisti che ad Asolo hanno trovato un'occasione preziosa di confronto, crescita e visibilità. Molti sarebbero diventati, a loro volta, punti di riferimento della vita musicale internazionale.

Asolo Musica, però, non si è mai esaurita nei suoi appuntamenti più noti. Fin dai primi decenni l'associazione ha affiancato alla programmazione diretta un lavoro più ampio, anche se spesso meno visibile, a servizio del territorio: ideare, organizzare e sostenere concerti, rassegne, corsi di perfezionamento, concorsi e progetti formativi. Un'attività svolta insieme ad amministrazioni locali, associazioni, biblioteche, scuole di musica, conservatori e parrocchie, mettendo a disposizione competenze artistiche, organizzative e amministrative. Molte comunità hanno così potuto costruire appuntamenti musicali sostenibili, coinvolgendo giovani interpreti, formazioni cameristiche e musicisti del Veneto.

Nel tempo questa presenza diffusa ha fatto di Asolo Musica un riferimento stabile per la promozione musicale nel Veneto, riconosciuto dal Ministero della Cultura a partire dal 2015.

Dietro quel riconoscimento c'è una continuità di lavoro costruita sul campo: oltre 200 concerti ogni anno, circa 30.000 ascoltatori, artisti affermati, ensemble giovanili, scuole di musica e conservatori coinvolti in un'attività diffusa in tutta la regione.

Ricorda Maurizio Jacobi, dal 2010 presidente di Asolo Musica: «L'associazione nacque in primo luogo dall'intuizione di Carlo Bernini,  allora presidente della Regione Veneto, per rinnovare, attraverso una struttura musicale cucita sulle caratteristiche del luogo, la tradizione culturale di una città così ricca di stimoli e di potenzialità internazionali. Ne fu primo direttore l'indimenticato Attilio Zamperoni, che riuscì in poco tempo a portare la rassegna Incontri Asolani a un livello di eccellenza mondiale, chiamando a parteciparvi molti dei più grandi artisti dell'epoca. La collaborazione tra l'appassionato quanto vigile presidente Battista "Titta" Parolin e il direttore artistico Federico Pupo ha poi consolidato la tradizione di pregevolezza della manifestazione e allargato ulteriormente in campo musicale l'attività dell'associazione, fino a portarla sia a prestigiose collaborazioni, sia a essere un punto di riferimento artistico e organizzativo per molte grandi e piccole realtà culturali del Veneto».

In cinquant'anni Asolo Musica ha realizzato, accompagnato o sostenuto centinaia di appuntamenti e percorsi musicali, con forme e durate diverse, spesso modellati sui territori e sulle condizioni culturali che li hanno resi possibili. Alcuni continuano oggi in forme riconoscibili, da Musei d'Estate a Treviso al Festival Chitarristico "Mario Castelnuovo-Tedesco", da Musica nell'Agordino ai Concerti all'Auditorium Lo Squero sull'Isola di San Giorgio Maggiore, realizzati dal 2016 con la Fondazione Giorgio Cini.

Dal 2025 si è aggiunto Serenissime Dimore, progetto dedicato alle Ville Venete - che dal prossimo settembre proporrà la sua seconda edizione - nel quale la musica dialoga con architetture, epoche, paesaggi e memorie. In forme diverse, questi percorsi confermano una stessa idea: il concerto noncome evento isolato, ma come parte di un paesaggio culturale.

Una voce specifica riguarda gli organi storici. Cantantibus Organis è la rete regionale dedicata alla loro valorizzazione, coordinata da Asolo Musica e attiva nelle province di Treviso, Belluno, Padova, Venezia, Vicenza e Rovigo. Il progetto si definisce a partire dall'esperienza del Festival Organistico Internazionale "Città di Treviso e della Marca Trevigiana", istituito nel 1988 con un comitato promotore, sorretto dalla passione e dalla grande competenza del rimpianto Riccardo Moscatelli, al quale Asolo Musica è stata vicina fin dall'inizio, e si sviluppa collegando rassegne diverse attorno a strumenti preziosi e spesso poco conosciuti: organi sette-ottocenteschi di scuola veneta, repertori sacri e profani, concerti con voci e altri strumenti. Ne fanno parte esperienze come Antichi Organi del Polesine, il Festival Callido-Nacchini di Venezia, il Festival Organistico del Pedemonte e del Canal di Brenta, Padova Urbs Organi e il Festival Concertistico Internazionale degli Organi Storici del Vicentino. A confermare il ruolo assunto da Asolo Musica in questo ambito è anche  l'incarico affidatole dalla Regione del Veneto nel 2013, in occasione del Bicentenario della morte di Gaetano Callido, figura centrale della grande scuola organaria veneta: la gestione delle manifestazioni promosse dal Comitato regionale per le celebrazioni.

Sottolinea Federico Pupo, direttore artistico di Asolo Musica: «Nei miei oltre trent'anni di direzione artistica abbiamo sempre guardato avanti, spingendo al massimo una macchina operativa composta da un gruppo di lavoro speciale. Superando momenti difficili, abbiamo raggiunto traguardi sui quali pochi avrebbero scommesso. Credo che sia stato fatto un bel lavoro: abbiamo attuato nuovi progetti, promosso generi musicali diversi, creato un sistema inedito di relazioni nel mondo musicale veneto, sostenendo sempre il principio della qualità della proposta. E il tempo è passato veloce».

Questo percorso sarà festeggiato mercoledì 16 settembre al Teatro Duse di Asolo, insieme ad alcuni degli artisti e degli ospiti che ne hanno accompagnato le stagioni. Tra loro Bruno Giuranna, presidente onorario di Asolo Musica e tra i grandi violisti della scena internazionale, che conobbe Asolo negli anni Ottanta attraverso gli Incontri Asolani e scelse poi di viverci. Con lui il violoncellista Mario Brunello, tra i più autorevoli della sua generazione, legato ad Asolo Musica da lunghissima amicizia e conclusivo degli Incontri Asolani, riportando il cinquantenario nel cuore del festival che, dal 1978, rappresenta una parte essenziale dell'identità dell'associazione.
Cultura

Long tall Sally

Prendiamo a prestito il titolo di un vecchio successo di Little Richard (riletto poi da molti altri cantanti) per parlare un po’, attraverso ricordi abbastanza personali, dell’autore di Io vagabondo. Là dove Long sta a indicare la lunga carriera come paroliere e producer; tall richiama l’alta qualità della sua scrittura, semplice per arrivare al pubblico e tuttavia raffinata per soddisfare anche l’orecchio più esigente; Sally perché questo ne è il diminutive in via amichevole, tranne che per la consorte e socia Mara, lei lo chiama il Salerno. Qualunque sia l’appellativo sta di fatto che il figlio d’arte dell’indimenticabile Nisa ha scritto la bellezza di quasi quattrocento canzoni (contando solo quelle incise), per la maggior parte firmate col nome anagrafico, qualcuna sotto pseudonimo, forse pensando di averle affrontate col piede sinistro, ma allora cosa dovremmo rimproverare a Gigi Riva? Tra i testi dei brani stralciati nell’immagine sopra intercorrono ben due decenni: il primo per I Corvi, composto insieme al fratello Massimo alla stessa età in cui Rimbaud scrisse i suoi primi versi; l’altro, per Mango, quando sfoggiava lo stesso numero di stagioni vissute da Marilyn. L’ho conosciuto in Carré d’As, editrice musicale italiana di Moustaki; ci passavano i Computers, Giacobbe, Claudio Rocchi e io stesso registrai qualche provino sotto la guida di Alberto Salerno. Il quale gentilmente mi accompagnava spesso a casa con la Mini Minor, abitavamo vicini. Ci siamo anche scambiati alcune lettere allorché parti per il servizio di Leva. L’ultima volta l’ho incontrato a casa sua, aveva la secondogenita in braccio, Mara stava andando in Ricordi, mi pare; gli avevo portato un’audio-cassetta contenente la mia signature song Ghiacci ammoniacali. Ci siamo però poi persi di vista, vuoi pure per il fatto che son tornato per oltre un quarto di secolo nel nordest. Ci siamo in qualche modo ritrovati grazie ai famigerati social; in virtù dei quali ho aderito come socio a Muovi la Musica, progetto da lui messo in piedi (in piedi come si esprimono i poeti). A tempo debito ho altresì recensito il suo libro per David and Matthaus Fare canzoni. Una figura che ama stare nell’ombra, dietro le quinte, non proprio al livello di Salinger ma insomma, per dire, Sallynger gli starebbe a pennello. Probabilmente no, in fondo si fa vedere, dai, magari attraverso un podcast, una lectio magistralis alla Cattolica o a esempio come domani al Caffè della Versiliana dove, colloquiando con Paolo Giordano, racconterà aneddoti, curiosità, retroscena pertinenti alla sua materia, leggera eppur essenziale per una qualità della vita che non sia sempre improntata al mattonismo culturale. Lo farà certamente alla grande e a trecentosessantasei gradi, come i giorni di un bell’anno bisestile. Dalle 18.30.
Treviso

SolidWorld Group, prosegue il percorso della Società teso al miglioramento della marginalità

TREVISO – SolidWorld Group S.p.A., Società quotata sul mercato EGM-Euronext Growth Milan (ticker: S3D) di Borsa e Gruppo tecnologico italiano leader nell’integrazione di soluzioni digitali 3D avanzate con Intelligenza Artificiale (IA) per i settori industriale, biomedicale e difesa, comunica alcuni aggiornamenti relativi al percorso di razionalizzazione e consolidamento intrapreso dal Gruppo nel corso del 2026.

Gli interventi realizzati negli ultimi mesi si inseriscono in una più ampia fase di evoluzione del modello organizzativo e industriale di SolidWorld finalizzata a rafforzare la struttura manageriale, rendere più efficienti i processi decisionali e concentrare le risorse sulle due aree di business con le maggiori prospettive di sviluppo, il CAD-AI e il Biomedicale. In tale contesto si è proceduto ad un ricambio di alcune figure della prima linea manageriale e del Consiglio di Amministrazione. Tali cambiamenti sono avvenuti per differenti ragioni, riconducibili in alcuni casi ad una diversa visione sulle modalità di sviluppo della Società e, in altri, all’assunzione di nuovi incarichi all’interno del Gruppo.

La funzione finanziaria è stata contestualmente rafforzata con la nomina della storica responsabile finanziaria Elisabetta Cammarata a CFO, mentre la dott.ssa Sonia Furian è entrata nel Consiglio di Amministrazione in qualità di Consigliere indipendente mettendo a disposizione del Gruppo le proprie notevoli e preziose competenze in ambito finanziario, amministrativo e relazionale.

Al dott. Andrea Spensieri è stato invece affidato il Controllo di gestione con l’obiettivo, già in parte raggiunto, dì una notevole riduzione di costi e di efficientamento della struttura.

«
La riorganizzazione realizzata in questi mesi rappresenta un passaggio importante per SolidWorld Group – dichiara Roberto Rizzo, Presidente e Fondatore del Gruppo – Abbiamo scelto di intervenire sulla struttura e su alcuni partner strategici per renderla ancora più adeguata alla fase di crescita che stiamo affrontando, consolidando competenze e responsabilità e mantenendo piena continuità operativa. Le diverse posizioni emerse in alcuni momenti del percorso non hanno determinato alcun vuoto gestionale né operativo».

IL DIALOGO CON IL REVISORE E IL BUSINESS PLAN
Con riferimento alle osservazioni formulate in sede di revisione del Bilancio 2025 SolidWorld, con il prezioso aiuto della dott.ssa Furian e del dott. Schiro, conferma di aver avviato e sviluppato negli ultimi mesi un confronto approfondito e costruttivo con la società di revisione RSM. Nel corso del confronto sono stati ulteriormente analizzati gli elementi alla base delle valutazioni espresse sul Bilancio 2025, anche attraverso l’elaborazione di un nuovo business plan e la messa a disposizione delle informazioni e delle spiegazioni richieste dal revisore. In tale contesto la Società ritiene che il lavoro svolto abbia consentito di affrontare e approfondire i principali temi oggetto di confronto e, proprio per questo, guarda con fiducia al prosieguo del processo di revisione relativo alla relazione semestrale.

«Il nuovo management ha costruito con il revisore un dialogo proficuo e approfondito – aggiunge l’Ing. Rizzo – Tutti gli elementi oggetto di confronto sono stati analizzati alla luce dell’evoluzione del business e del nuovo piano industriale. Confidiamo pertanto che il lavoro svolto possa tradursi in un esito positivo della revisione della relazione semestrale».

L’EVOLUZIONE DEL MODELLO DI BUSINESS
La riorganizzazione si inserisce poi in una fase di trasformazione del modello di business di SolidWorld Group caratterizzata dal progressivo passaggio dalla tradizionale vendita delle licenze software verso formule di utilizzo ricorrente e a maggiore componente di servizio. Il nuovo modello, avviato nel corso del 2025, sta registrando una significativa crescita nell’adozione delle licenze in modalità di noleggio che nel primo semestre hanno evidenziato un incremento del 220% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

La Divisione software, che rappresenta circa il 70% del giro d’affari totale e che è coordinata dal Direttore commerciale e azionista di notevole peso dott. Marco Calini, Vicepresidente del Gruppo, ha inoltre registrato una crescita delle vendite del 9% nel primo semestre. Il tutto in un contesto molto difficile a causa del periodo di incertezza globale, confermando così la solidità della domanda per soluzioni di progettazione tridimensionale sempre più integrate con funzionalità di Intelligenza Artificiale.

In particolare, la strategia di trasformazione del modello commerciale da vendita a “SaaS” è finalizzata ad incrementare progressivamente la flessibilità dell’offerta presso la clientela industriale e la componente ricorrente dei ricavi e a creare le condizioni per un miglioramento della marginalità con la forte crescita della già imponente base installata e delle licenze attive. La tradizionale qualità del servizio di assistenza post-vendita di Solidworld ha poi richiesto un pesante investimento in formazione sulle nuove tecnologie di Design Aided by Artificial Intelligence.

Particolare attenzione viene inoltre dedicata ai settori caratterizzati dalle maggiori prospettive di sviluppo, tra cui quello della Difesa nel quale SolidWorld sta ampliando la propria presenza attraverso le proprie competenze tecnologiche e l’offerta di soluzioni software e sistemi digitali avanzati e guidati dall’AI.

Nel settore Biomedicale, grazie alla piattaforma Electrospider, proseguono poi in maniera serrata test e prime applicazioni della nuova tecnologia di medicina rigenerativa in laboratori di ricerca ed enti ospedalieri in Italia, Svizzera ed USA.

Parimenti, la tecnologia di creazione dei Digital Twin 3D degli organi malati e la successiva stampa consente in vari ospedali la realizzazione di operazioni estremamente complesse, come interventi su vari tipi di neoplasie, cardiochirurgia, chirurgia della colonna vertebrale e separazione di gemelli siamesi.

IL NUOVO EURONEXT GROWTH ADVISOR
Infine, con riferimento alla cessazione del rapporto con Integrae SIM quale Euronext Growth Advisor (“EGA”) e Digital Market Maker, SolidWorld Group precisa che la Società ha già avviato il percorso per l’individuazione del nuovo EGA. La nomina del nuovo Euronext Growth Advisor sarà comunicata al mercato non appena saranno completati i necessari adempimenti societari e contrattuali, nel rispetto dei tempi previsti dalla normativa applicabile. La Società conferma pertanto la propria piena continuità operativa e il proprio impegno a garantire al mercato e agli investitori la massima trasparenza nell’ambito del percorso di rafforzamento intrapreso.

«SolidWorld sta attraversando una fase di profonda evoluzione nella quale sta trasformando gli investimenti realizzati negli ultimi anni in IA e in Electrospider in nuove opportunità di crescita - conclude il Presidente Rizzo - Il rafforzamento della struttura, con un management rinnovato e coeso, l’evoluzione verso un modello di ricavi più ricorrenti, l’integrazione dell’Intelligenza Artificiale nel Computer Aided Design e lo sviluppo di nuove applicazioni nei settori strategici, a partire dalla difesa e nel biomedicale, rappresentano direttrici precise sulle quali continueremo a investire. Guardiamo quindi con fiducia alla seconda parte dell’anno e al percorso di consolidamento del Gruppo».
Mondo, Politica

Una possibile integrazione della Russia nell’Unione Europea? Oggi uno scenario fuori dalla realtà?

L’ipotesi di integrare la Russia in un sistema europeo comune, o addirittura di vederla entrare a pieno titolo nell’Unione Europea, è stata un tema ricorrente nel dibattito del post-Guerra Fredda. Oggi appare del tutto irrealizzabile. La profonda rottura diplomatica, geopolitica e valoriale, esasperata in modo drammatico dal conflitto in Ucraina, ha reso il divario tra Mosca e Bruxelles un abisso apparentemente incolmabile. Sebbene negli anni Novanta, all'indomani del crollo dell'Unione Sovietica, leader come Boris Eltsin e lo stesso Vladimir Putin avessero accarezzato l'idea di una Russia inserita nelle architetture di sicurezza europee o persino della NATO per non restare esclusa dalle decisioni globali, il percorso storico ha preso una direzione opposta. L'espansione della NATO a est e la successiva deriva autoritaria della leadership russa hanno trasformato i due attori in blocchi nettamente contrapposti.
 
I motivi di tale impossibilità sono molteplici e strutturali. Sotto il profilo geopolitico, l'invasione dell'Ucraina ha distrutto ogni residuo di fiducia diplomatica, portando l'Europa, a torto o a ragione, a considerare la Russia una minaccia esistenziale alla propria sicurezza. In questo quadro, Paesi come la Polonia, la Finlandia e le repubbliche baltiche, che hanno vissuto la dominazione sovietica, porrebbero un veto assoluto a qualsiasi ipotesi di ingresso di Mosca, priorità che l'UE condivide in quanto strettamente interconnessa con la NATO.
 
A ciò si aggiunge l'incompatibilità radicale tra i sistemi politici. Per aderire all'UE, ogni Stato deve soddisfare i severi Criteri di Copenaghen. Questi impongono il rispetto dello Stato di diritto, di istituzioni democratiche stabili, del pluralismo politico, della libertà di stampa e di una magistratura indipendente. Il sistema russo, basato al contrario sul controllo centralizzato, sulla repressione del dissenso e sull'assenza di libertà fondamentali, è incompatibile con questi principi. Inoltre, il concetto stesso di integrazione europea richiede che il Paese membro accetti la superiorità delle leggi di Bruxelles su quelle nazionali, un compromesso che la cultura politica russa, ancorata alla sovranità assoluta, rifiuta categoricamente.

Anche dal punto di vista istituzionale ed economico sussistono barriere insormontabili. Con circa 140 milioni di abitanti, la Russia diventerebbe istantaneamente lo Stato più popoloso dell'Unione, superando Germania e Francia. Poiché il peso nelle decisioni del Parlamento Europeo e del Consiglio è proporzionale alla popolazione, Mosca otterrebbe una capacità di influenza tale da poter paralizzare o condizionare le politiche comunitarie. Uno scenario che gli altri Paesi membri non accetterebbero mai. Sul piano economico, l'economia russa non è diversificata, si regge pesantemente sull'export di materie prime ed è caratterizzata, si dice, da elevati indici di corruzione strutturale, elementi che contrastano con le dinamiche di un mercato unico aperto e trasparente.
 
Infine, il rapporto tra le due realtà, Federazione Russa e UE, ha subito una trasformazione radicale in senso negativo. Il "divorzio" energetico ha visto l'Europa azzerare la sua storica dipendenza da gas e petrolio russi per rivolgersi a nuovi fornitori con un costo economico che è stato asimmetrico tra i Paesi membri dell'UE, creando talvolta frizioni interne. Inoltre, il crollo record dell'interscambio commerciale e il pesante, nonché dispendioso, isolamento finanziario imposto dalle sanzioni, ha reciso quasi tutti i legami costruiti in trent'anni.
 
Oggi la Russia ha riorientato il suo baricentro verso mercati come Cina e India, trasformando la propria economia in un’economia di guerra, mentre l'Europa si è blindata, rendendo l'idea di una grande superpotenza continentale "da Lisbona a Vladivostok" un'ipotesi confinata, ormai, esclusivamente al passato.

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Ultimo aggiornamento: 13/08/2026 23:39