Cultura, Treviso

San Biagio racconta la Battaglia del Solstizio, tra libri, poesia e musica

SAN BIAGIO DI CALLALTA (TV) – La memoria della Grande Guerra torna protagonista a San Biagio di Callalta con la 2^ edizione della rassegna culturale “La Battaglia del Solstizio. Immagini, parole, memoria” promossa dall'Assessorato alla Cultura del Comune. Un percorso culturale che intreccia storia, letteratura e riflessione civile attraverso due appuntamenti ospitati in luoghi simbolo del territorio.

La rassegna prenderà il via venerdì 12 giugno alle ore 20.30 al Polo Culturale Skholè (Via Postumia Centro, 65) con la presentazione – ad ingresso libero e gratuito - del libro “Spia al fronte” edito da Piazza Editore e scritto dal concittadino Mauro Trevisan. Nell’occasione l'autore dialogherà con Pietro Ventura (membro del Comitato Grande Guerra di San Biagio) accompagnando il pubblico alla scoperta di un romanzo storico intenso e coinvolgente che unisce azione, tensione narrativa e rigorosa ricostruzione storica. Al centro della vicenda vi è il ruolo, spesso poco conosciuto ma fondamentale, degli uomini dell'intelligence militare durante il primo conflitto mondiale.

Il secondo appuntamento è invece in programma domenica 14 giugno alle ore 19.30 al Sacrario Militare di Fagarè della Battaglia con “Poesie per la pace”, reading letterario e musicale inserito anche nella rassegna “Veneto, una poesia dall'alba al tramonto 2026” grazie al patrocinio della Regione Veneto. Organizzata in collaborazione con il Teatro dei Pazzi l'iniziativa sarà dedicata al tema della pace come risposta alla paura, alla rabbia e ai conflitti. Attraverso parole, riflessioni letterarie, poesia e musica dal vivo il pubblico sarà accompagnato in un percorso che invita a riscoprire una pace autentica e capace di nascere prima di tutto dentro ciascuno di noi, nei pensieri, nelle parole e nei gesti quotidiani.

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La scelta dell’Amministrazione Pillon di ricordare la Battaglia del Solstizio rappresenta una preziosa occasione per valorizzare la memoria storica del nostro territorio attraverso linguaggi diversi e accessibili a tutti. L’obiettivo, infatti, è quello di rendere omaggio a chi ha qui combattuto lungo il Piave dando la vita per la Patria – commenta l'Assessore comunale alla Cultura, Elena Pagotto – Ecco perché da una parte avremo la ricostruzione di vicende poco note della Grande Guerra e dall'altra una riflessione attuale e universale sul tema della pace. Si tratta quindi di due appuntamenti che invitano la comunità a fermarsi, ascoltare e approfondire per riscoprire il valore della cultura come strumento di conoscenza e dialogo».
Vicenza

Gran Ballo dell'Armonia, sabato 13 giugno Piazza dei Signori torna all'eleganza dell'Ottocento

VICENZA – Una serata all'insegna della storia, della musica e dell'eleganza attende Vicenza sabato 13 giugno 2026 con il Gran Ballo dell'Armonia, evento che porterà nel cuore della città decine di ballerini in abiti d'epoca provenienti da tutta Italia.
La manifestazione si svolgerà tra Piazza dei Signori e la Basilica Palladiana, offrendo al pubblico uno spettacolo suggestivo ispirato alle grandi feste da ballo dell'Ottocento.

Alle ore 19 prenderà il via il Gran Ballo dell'Armonia, con valzer, quadriglie, contraddanze, polke e altre danze storiche che animeranno Piazza dei Signori in una cornice unica.
Sono attesi circa 80 danzatori provenienti da diverse regioni italiane, tra cui Lombardia, Emilia-Romagna, Friuli Venezia Giulia, Piemonte, Trentino e Calabria, a conferma del richiamo nazionale dell'iniziativa.

L'evento è organizzato dalla Società di Danza, associazione che promuove la diffusione delle danze di società dell'Ottocento attraverso corsi, seminari e manifestazioni culturali in tutta Italia.
Il Gran Ballo si concluderà per i danzatori con la cena in abito d'epoca, nella suggestiva terrazza della Basilica, preparata come un salone da pranzo di un palazzo nobiliare, occasione conviviale che permetterà agli ospiti di condividere la serata in un'atmosfera di amicizia e convivialità, nel segno della tradizione dei grandi balli storici.
Tra costumi d'epoca, musica e la straordinaria cornice palladiana, il Gran Ballo dell'Armonia si propone come uno degli appuntamenti più affascinanti dell'estate vicentina, capace di unire cultura, spettacolo e valorizzazione del patrimonio storico della città.

La Società di Danza è un'associazione culturale nata nel 1991 a Bologna dal Maestro Fabio Mollica con l'aiuto della Professoressa Balsamo; oggi è una Federazione Nazionale. Ha sede in moltissime città italiane (più di 50) ed è gemellata con Bellinzona e Atene, oltre che con la Royal Scottish Country Dance Society. Svolge un lavoro di ricerca storica nel settore delle danze di tradizione ottocentesca, coniugando la precisione filologica nell'interpretazione dei vecchi manuali di ballo con la possibilità di ricreare, dando loro nuova vita, danze antiche in contesti sociali contemporanei.
L'Associazione tende a riportare in vita danze che appartengono alla tradizione europea e che sono andate perdute nel corso del XX secolo: quadriglie, contraddanze, valzer, polke e mazurke figurate.

La coreografia del Gran Ballo sarà curata dalla maestra Paola Antonolli, insegnante dei circoli della SdD Circolo di Limena e Circolo di Vicenza.
Friuli V.G.

“Jesernich” e il Sigillo del Friuli. La Geometria dell’Armonia

FLAMBRUZZO DI RIVIGNANO TEOR - “Molto tempo addietro la Regina del Bosco con il suo nobile e possente destriero intraprese un lungo e affascinante viaggio oltre i confini di “Jesernich”. Portava con sé la saggezza di un antico Sigillo. Raccontava la sua storia. Si lasciò trasportare da leggende di terre lontane ma senza tradire le proprie radici. L’esperienza vissuta diventò memoria tramandata.”

È con quest’aurea fiabesca che vogliamo introdurvi in un coinvolgente percorso esperienziale. Una filosofia di conoscenza e coscienza che trascende il dato culturale affinché il presente sito di interesse storico-naturalistico rinasca come un fervido crocevia di pensiero. Un luogo, dove studiosi e animi sensibili con sguardo contemporaneo, ma in riverente ascolto, possano incastonare un nuovo, insostituibile frammento nel grande mosaico del tempo e dello spazio.

“Isernico” ovvero “Jesernich/Iesernich” è un antico borgo medievale, sulle moderne carte non esiste più. Le origini si perdono nei millenni e sono avvolte tuttora nel mistero. Custode silente di sacralità. Le vicende del remoto villaggio, sospese tra mito e realtà, si intrecciano indissolubilmente con il cammino della Storia e si fondono con eventi di portata europea. Siamo a Flambruzzo, nell’ambito del Parco Comunale dello Stella. Un’oasi primordiale, dunque ricca di biodiversità.

Oggi partiamo in carrozza proprio dalle scuderie della Regina del Bosco accompagnati da un “Raggio di sole”; un meraviglioso Norico dal mantello maculato. Una accennata danza fra il suono ritmico degli zoccoli di questo stupendo cavallo sullo sterrato e il sussurro di una estate alle porte che preannuncia lievi note olfattive intrise di timide fragranze ed essenze. Una colonna sonora, un’immersione totale tra memorie sopravvissute e un arazzo di paesaggi. Il nostro caro 101 ci regalerà una discreta prospettiva diversa, quasi privilegiata. Toccheremo tematiche inerenti ad un intreccio atavico dove la precisione del segno si fa tempio, passando attraverso lo Spirito del Luogo, alla Geometria dell'Armonia. Con la consueta curiosità che ci contraddistingue accogliamo nuovi sviluppi con uno sguardo libero.

All’incrocio protostorico c'è un momento sospeso, quasi solenne; l'incontro con questa stupenda creatura. È qui che 101 attende il suo piccolo regalo, un patto di reciproca fiducia; una croccante carota. Incrociamo i suoi grandi occhi. È subito empatia. Intraprendiamo la via verso la riscoperta di antichi saperi. Ipotesi di tracciamento. Prima di approcciarsi alla pionieristica rappresentazione grafica, approfondiamo la conoscenza del magico luogo.

“Jesernich” è stato un sito importante fin dagli albori. Attualmente contestualizzato a Flambruzzo, una frazione del comune di Rivignano Teor, in Friuli Venezia Giulia. Ha conosciuto uno sviluppo interessante all’epoca romana, testimoniato dalla centuriazione e dalle Fornaci. Il vivace borgo medievale ha accolto anche strutture religiose. È stato conteso sia dalla Serenissima sia dagli Imperiali. Dopo alterne vicende è soggiunto silente fino a noi. Suggestiva rimane la presenza dell’incrocio protostorico e del leggendario cippo. Ricordiamo che il villaggio è forgiato dall’antico Anaxum, all’epoca una fra le più importanti idrovie.

Uno snodo cruciale dunque fra l’Europa del Nord e il Mediterraneo e fra l’Europa dell’Est e dell’Ovest che si innesta lungo la via del sale intrecciandosi lungo la rotta dell'ambra. L'antico tracciato era dunque strategico per motivi economici, commerciali, militari, stanziali e religiosi.

Dal punto di vista ambientalistico, lo Stella è un corso d'acqua di risorgiva. È un prezioso ecosistema fluviale e palustre, permette la connessione fra l'alta pianura friulana e la laguna ed è tutelato per la sua elevata diversità e complessità biologica.

Una commistione dunque di sinergie e peculiarità storico-paesaggistiche che hanno favorito l’insediamento umano. Ed è quest’ultima osservazione che ha suggerito ulteriori riflessioni su “Isernico”.

Qual è l'Alchimia segreta che permette a un luogo di trascendere la propria geografia, la propria natura per farsi Storia, trasformando l'istante vissuto in un'eredità universale?

In questo spazio sono necessari una mente aperta e un cuore ricettivo e reattivo. Ecco dunque che si tratta di una “Ipotesi di tracciamento” perché effettivamente tutto è scaturito da una sagace disamina di Bernardi Cristian. “Instancabile cultore delle memorie territoriali”, praticamente, studia da sempre “Isernico” attraverso libri, mappe antiche e contemporanee nonché attraverso fonti orali. Stiamo parlando di semplici appunti e bozze su carta di circa una decina di anni fa. La sua ricerca comunque nonostante la frenesia della quotidianità è proseguita arrivando a dei livelli particolarmente significativi. Per dare però il giusto valore al suo slancio storiografico è sembrato doveroso riprendere gli albori, riscoprendo l'essenza e lo spirito degli esordi.

Una perfetta triangolazione. Cividale – “Jesernich” - Aquileia con Cividale – Marano - “Jesernich”.

È questa l’ipotesi di tracciamento del nostro “viandante indie del passato” dunque scaturita da un enorme bagaglio culturale arricchitosi negli anni. Come rileva l’autore, “Cividale in sinergia con la località “Jesernich” e Aquileia crea in Regione un perfetto triangolo isoscele.”

Ricordiamo che “la dimora medievale dove vi è l’antico cippo, ubicata sull' incrocio protostorico a “Jesernich” e l’antica Basilica Patriarcale di Aquileia hanno entrambe egual distanza dal Duomo di Cividale. Da un'altra prospettiva osserviamo la triangolazione fra, Cividale - Marano - “Jesernich” e dunque ad affascinare e stimolare altri culturali pensieri, si desume che “da Forum Iulii, ovvero Cividale, la punta del triangolo isoscele, traendo una perpendicolarità, cadiamo nel centro storico di Marano Lagunare, ponendosi sull' antica Chiesa Maranese, quindi anch’essa posta ad egual distanza dalla Basilica di Aquileia e ciò che un tempo furono le strutture religiose di “Jesernich”, in cui è posto l’antico cippo.

La forma geometrica che creiamo ci fa meditare sull' antico sviluppo storico del Friuli. In particolare sul lato est della perpendicolarità Cividale, Marano Lagunare, intravediamo gli storici paesini sorti lungo le vie principali, rivolti verso la via marina di Aquileia. Mentre il lato ovest della stessa perpendicolarità, le strade su cui sorsero le località, sono orientate verso l’incrocio protostorico di “Jesernich” che si sviluppò ai margini della rotonda fluviale caduta nell’oblio sullo Stella.” Queste “equidistanze equilibrate”, queste specificità naturalistiche e queste valenze storiche testimoniano la vivacità di allora.

Per uno spaccato culturale importante su “Isernico” rimandiamo a, BINI GIULIANO, I paesi reali e quelli “fantasma”, in “I fantasmi” dello Stella, Latisana, La bassa, 2009, pp.39-44.

“Il Sigillo del Friuli. L’Architettura Invisibile dell’Equilibrio Armonico.”

“La fantasia favorisce la meditazione.” Da una semplice ipotesi ad affascinanti suggestioni.

È proprio da qui che la scintilla ha acceso una sinergia cerebrale. Il mistero incanta. La sensazione di trovarsi davanti a un mondo altro che unisce la sapienza antica alla geometria perfetta dell'universo ammalia con discrezione. È un invito palese a riscoprire una bellezza assoluta, capace di trasmettere armonia al di là del tempo e dello spazio.

E dunque si è passati da quei lontani appunti, quasi sbiaditi, ad una metodologia nonché un approccio più dinamico e interattivo capace di affinare conoscenza e di alimentare entusiasmo.

Lo “storiofilo” iniziando da “equidistanze equilibrate” già interiorizzate, innanzitutto ha rielaborato in modo originale il pregresso storico e poi ha offerto una sua interpretazione inedita delle risultanze emerse. Non solo ma pure ha voluto accostare il concetto dell’“Equilibrio Aureo” con le analisi costanti armoniche tra i “poli sacri” del Friuli.

Le località storiche friulane prese in esame sono appunto, Cividale del Friuli poi Marano Lagunare, Aquileia e “Jesernich”. Si tratta di uno studio certosino di un sistema di “rilevanti allineamenti tra i quattro siti cardine del Friuli ancestrale. La trasposizione delle “equidistanze” con tanto di dati specifici su mappa odierna evidenzia una struttura a diamante, deltoide o aquilone.”

Per la scrivente il tracciato prodotto fin dagli esordi richiama, sommessamente, a una struttura piramidale. Disquisizioni costruttive e argute hanno invogliato a proseguire il percorso.

L’elaborato, intitolato “Duplex Aureo. L’Equilibrio Armonico” realizzato su Google-Gemini, il 27 marzo 2026, dallo stesso Bernardi, si rivela come uno strumento di analisi spaziale che intende raccordare “i concetti di Armonia Sacra, Architettura Geografica, proiettati dunque al Friuli Venezia Giulia.” L'impiego dell’infografica favorisce una contestualizzazione più accurata per cercare di decodificare al meglio proprio le informazioni inerenti ai dati finora raccolti.

Mentre per quanto riguarda “L’Algoritmo Aureo nel Cuore del Friuli: La Geometria Sacra del Sigillo”, in questo caso siamo dinanzi ad una traduzione visiva concreta che cerca di contemplare all’unisono il discorso sia dell’”Equilibrio Aureo” sia della “Geometria Sacra” di questo stupendo angolo di territorio. Questa raffigurazione spaziale è stata creata sempre da Bernardi, su Google-Gemini, il 27 marzo 2026.

Si è notato come sia possibile una coerenza numerica sorprendente che lega i vertici del Friuli, che rileggerebbe la geografia in una chiave di Architettura Sacra. Analizzando le distanze lineari tra i punti chiave di Cividale, Marano Lagunare, Aquileia e “Jesernich”, emergerebbe così “un disegno che sfida la casualità.”

E qui 101 rallenta la sua cadenza, fin quasi a voler fermare la carrozza. È doverosa una premessa prima di affrontare la parte più complessa di questa passeggiata esperienziale. Il percorso della ricerca è scaturito dunque da misure originali.

“Partendo dall'analisi delle distanze reali, come si nota in “L’Algoritmo Aureo nel Cuore del Friuli: La Geometria Sacra del Sigillo” dei 15900 metri effettivi (tra la Chiesa di Marano – l’Antico sito religioso di “Jesernich” e la Chiesa di Marano - la Basilica di Aquileia), il focus operativo si sposta sulla modulazione angolare delle strutture. Questa transizione geometrica individuerebbe nei 15970 metri la matrice teorica ideale, in quanto multiplo esatto del 17° numero di Fibonacci e perno della proporzione aurea. Da questo archetipo matematico si genererebbe, per ottimizzare le connessioni topografiche e angolari sul territorio, il valore strategico di 15985 metri (agli estremi dei siti religiosi) restituiti dall’illustrazione “Duplex Aureo. L’Equilibrio Armonico”. Il parametro finale agisce come la chiave di volta progettuale, capace di legare i tre “poli sacri” in un sistema territoriale perfettamente armonico.”

Solamente adesso il nostro “Raggio di sole” riprende la sua solita andatura, cullandoci di nuovo su questa vettura di altri tempi, lungo il sentiero a tratti impervio della conoscenza. Considerato quanto riscontrato, cerchiamo di capire allora qual è quel filo invisibile che lega la fredda matematica all’”Armonia Universale”.

Nel nostro caso, “Il territorio del Friuli non è solo un insieme di coordinate geografiche, ma si rivelerebbe come un Grande Orologio Pitagorico, un tempio a cielo aperto che sarebbe governato da proporzioni matematiche precise. Attraverso l'analisi del “Duplex Aureo. L’Equilibrio Armonico”, traspare dunque una struttura a forma di deltoide o aquilone che collega i siti storici di Cividale, Aquileia, Marano Lagunare e “Jesernich”.

Tutto pare trarre origine da uno speciale, “Battito primordiale dei 15985”. “La base dell'intera struttura poggerebbe su un modulo vibrazionale costante di 15985 metri. Questa misura costituirebbe il “mattone” fondamentale per l'innesco dell'elevazione aurea, definendo i segmenti inferiori che ancorano il sistema”. Si può notare che “il segmento inferiore sud-ovest collega l'antico sito di “Jesernich” che ospitava le strutture religiose, all'antica Chiesa di Marano Lagunare con i 15985 metri, speculare e complementare poi il tracciato del segmento inferiore sud-est che prosegue dall'antica Chiesa di Marano Lagunare versus la Basilica di Aquileia.

Dalle fondamenta all’evoluzione. Il passaggio dal “Primo Equilibrio Aureo” ad un “Duplex Aureo.”

“In questa struttura, non esisterebbe un solo “Equilibrio”, ma si manifesterebbe per di più un “Duplex Aureo”. Dal parametro operativo del cartogramma “Duplex Aureo. L’Equilibrio Armonico”, dai 15985 metri, la geometria si amplierebbe seguendo la costante phi (1,618).

Procedendo nel modello del “Duplex Aureo. L’Equilibrio Armonico”, questa misura, definirebbe la perfezione del “Sigillo””; raggiungendo i 41847 metri, infatti, il sistema realizza la perfetta perpendicolarità tra il lato sud del Duomo di Cividale e il lato nord dell'antica Chiesa di Marano Lagunare. In questo punto, l'altezza della struttura e la sua estensione orizzontale entrerebbero in un rapporto di equilibrio assoluto.”

Tale significativa correlazione, in evoluzione, rafforza di fatto la riflessione, che “le misure costanti matematiche in metri abbinate ai numeri di saperi antichi sincronizzerebbero territorio e disposizione dei monumenti.”

Addentriamoci in una sorta di reverenziale rispetto nei meandri della Geometria Sacra esplorando Equilibri Pitagorici e ricontemplando l’orientamento dei tracciati viari nella centuriazione. Il cuore di questa forma geometrica, o “Sigillo” nell’ “Algoritmo Aureo nel Cuore del Friuli: La Geometria Sacra del Sigillo.” rivela dunque “un deltoide perfetto; al suo centro esatto, le angolazioni si chiudono con una precisione assoluta di 90° creando un perno ortogonale che sostiene l'intera “Architettura Invisibile”.

Questo incastro millimetrico supera la pura geometria e si salda persino alla storia.

“Per quanto concerne, l'Asse Verticale, il suddetto unisce il Duomo di Cividale all'antica Chiesa di Marano Lagunare. Lungo questa perpendicolare, l'orientamento della centuriazione e dei paesi è distribuito simmetricamente, ad est verso Aquileia e ad ovest verso “Jesernich”, che ospitava le antiche strutture religiose. La perpendicolare si incrocia di conseguenza strategicamente con l’Asse Orizzontale che congiunge l'antico sito di “Jesernich” alla Basilica di Aquileia. Il contesto favorevole, conseguentemente, favorì l’insediamento umano.”

Passiamo alla Sinfonia dei ¾. “Il Sigillo” sarebbe retto da equilibri addirittura musicali. “Questa Sinfonia del ¾ cristallerebbe in sé la Quarta Giusta, trasformando la matematica in armonia.” Infatti “La base totale reale (“Jesernich”- Aquileia, 27160 metri nel grafico “L’Algoritmo Aureo del Friuli: La Geometria Sacra del Sigillo” corrisponde esattamente ai tre quarti dei due lati maestri che convergono verso Cividale (36213 metri). In musicologia, l’intervallo, riferito al monocordo pitagorico, rimanda proprio alla Quarta Giusta, una frequenza sonora pura che sarebbe qui registrata nel paesaggio.”

Esisterebbe forse un Algoritmo del Territorio?

“Attraverso la costante dei 15985 metri e lo Sviluppo Aureo dai 25864 metri fino ai 41847 metri, il Friuli si manifesterebbe come un'opera d'arte totale; dalla perfezione della forma, che si inscrive nell’armonia paesaggistica, incarnando una frequenza che vibra all’unisono”.

In “Legenda” all’interno del grafico “L’Algoritmo Aureo nel Cuore del Friuli: La Geometria Sacra del Sigillo” si registra l’equivalenza totale di 41870 metri della perpendicolare Cividale – Marano; dato inusitato, in quanto un’equidistanza geometrica rispetterebbe l’equilibrio aureo. Il “Sigillo”, così concepito, “potrebbe risultare essere un sistema “ingénue” inciso nella matrice del paesaggio stesso che governerebbe la storia e la geografia."

E questa esegesi dei dati vuole illustrare proprio una suggestione dal sapore quasi filosofico secondo la quale “questi siti del Friuli sarebbero collegati tra loro da distanze o proporzioni basate sulla “Sezione Aurea” e non solo, interpretando il territorio esaminato come fosse una creazione architettonica plasmata da saggezze universali.”

Da questa originale trasposizione possiamo osservare che nell’architettura territoriale ogni sito funge da vertice di una figura armonica. “Jesernich” con il borgo medievale e il sito su cui sorgevano le strutture religiose, la Basilica di Aquileia, il Duomo di Cividale e la Chiesa di Marano formerebbero in questo modo una specie di “Sigillo” non solo geografico.

Per quanto concerne l’indagine, ribadisce “il nostro esploratore documentale” che, “il perno occidentale è fondamentalmente “Jesernich”. Qui, bagnato dal fiume Anaxum, ovvero lo Stella, sorge un antico cippo su di un incrocio protostorico prospiciente ad un sito che ospitava antiche strutture religiose. L’ allineamento secolare suggerisce che il “Sigillo” possa rappresentare la riscoperta di un “punto zero” dove la pietra si fonderebbe con la geometria del cielo.”

Dalla sintesi di queste considerazioni storiche e concezioni geometriche e dalla rilettura di successivi parametri, scaturiscono nuovi, affascinanti misteri.

Potremmo essere al cospetto di un Territorio "disegnato” da un celato architetto? Ed essere in presenza di una unicità particolare?

Da questa “Triangolazione Aurea” pare evidente che “le distanze tra i punti - numinosi - seguirebbero uno schema armonico ben preciso.” Da parte dell’autore è certamente una inflessibile temerarietà intellettuale, il tentativo di tradurre la Geometria Sacra in una forma grafica tangibile.

La bibliografia di riferimento per gli elaborati e i dati citati comprende le seguenti opere. Bernardi Cristian, Duplex Aureo. L’Equilibrio Armonico, Elaborazione grafica digitale dell'Autore su dati geodetici, realizzata con Google Gemini, 27.03.2026, anche in https://g.co/gemini/share/33085f3a8ee4, consultata il 30.05.2026 e Bernardi Cristian, L’Algoritmo Aureo nel Cuore del Friuli: La Geometria Sacra del Sigillo, Elaborazione grafica digitale dell'Autore su dati geodetici, realizzata con Google Gemini, 27.03.2026, anche in https://g.co/gemini/share/f7056f4e8420, consultata il 30.05.2026.

Dal “Duplex Aureo” alla “Geometria Sacra del Sigillo”.

Pochi luoghi conserverebbero allora un imprinting geometrico e non solo, così importante come il territorio compreso tra Cividale, Forum Iulii, Marano Lagunare, Praedium Marianum e “Jesernich”, o Iesernich/Isernicco/Zarnìc” e Aquileia, o Aquilis o Aquilegium. Quello che appare come una sfumatura geografica potrebbe dunque rappresentare una sorta di “Sigillo del Friuli”, quasi una ingegneria altra che condurrebbe perfino alle leggi dell'armonia musicale e della cosmologia egizia.

All’interno di tale scenario va da sé che Bernardi sperimenta un dialogo costruttivo tra le sue precedenti, recenti ricerche e altri saperi ancestrali cercando di collegare luoghi fisici a costanti universali.

La documentazione analizzata pone come base 15985 metri, che rimanderebbe alla matrice ideale e analogica di Fibonacci dei 15970. Come osservato questa, non pare essere una misura arbitraria, ma a posteriori, un presupposto anche riconducibile ad un contesto di risonanza armonico-frequenziale, come vedremo meglio subitaneamente appresso. Da questa radice poi scaturirebbe il “Primo Equilibrio Aureo”. “Il valore delineerebbe la Sezione Aurea Operativa. Senza questo primo equilibrio, l'intera impalcatura successiva dei 41847 metri crollerebbe.”

Da ciò ne consegue che “elevando il modulo di base alla scala territoriale, si può ottenere la perpendicolare Nord-Sud, riferibile all’ asse significativo del microcosmo friulano. La distanza totale tra Cividale e Marano risulta infatti di 41847 metri.”

Come per altro avvalorato in “L’Algoritmo Aureo nel Cuore del Friuli: La Geometria Sacra del Sigillo”, questo asse incarnerebbe “il “Duplice Equilibrio Aureo”, suddividendosi in due segmenti che rispetterebbero la progressione geometrica di Fibonacci applicata alla terra, sia con la Sezione Superiore (Cividale - Punto di Equilibrio) sia con la Sezione Inferiore (Punto di Equilibrio - Marano).

La somma di questi due vettori che rileva i 41870 metri reali, (riconducibile tra l’altro al parametro operativo del cartogramma “Duplex Aureo” di 41847 metri), confermerebbe l'ipotesi del rigore pitagorico nel tessere l’Harmonia Mundi.”

In modo conseguenziale la geometria della base “Jesernich” - Aquileia (27160 metri inscritta nella rappresentazione “L’Algoritmo Aureo nel Cuore del Friuli: La Geometria Sacra del Sigillo”) e dunque il “Canone dei Tre Quarti” si sposerebbe allora con la musicologia antica. “D’altronde il rapporto pitagorico dei 3:4 genera l'intervallo di Quarta Giusta, l'intervallo su cui si fonda la stabilità di ogni scala musicale.”

Il Friuli, allora, non sembrerebbe essere solo “disegnato”, sarebbe pure "accordato" da un sapiente compositore?

Non solo ma “l’intersezione centrale, il fulcro del “Sigillo”, si intravede cadere esattamente a 13580 metri da entrambi i lati. Questa metà della perpendicolarità si ricollegherebbe alla dimensione metafisica del tempo.” Rapportando la misura di 13580 metri (metà base) alle antiche unità di misura egizie (il Cubito Reale), si paleserebbe addirittura “la funzione cronometrica del “Sigillo”.”

All’interno di una simile dimensione, i 13580 metri non sarebbero solo spazio da percorrere, ma una probabile chiave numerica di lettura per cercare di comprendere il tempo circolare dell'Universo?

Riprendendo il discorso dei tre quarti (3/4), abbiamo già evidenziato che “il Sigillo” sarebbe retto inoltre da Equilibri Musicali. “La distanza di 13580 metri così rilevata rimanderebbe quindi ai 25920 Cubiti Reali Egizi. Agganciando questo aspetto rilevante al discorso della Quarta Giusta, questa misura smetterebbe di essere solo spazio; si evolverebbe in Tempo Universale e in un'armonia musicale impressa intorno a noi”.

Il numero 25920 diventa a tal proposito un elemento che potrebbe assumere un valore simbolico ancor più significativo. “Ad esempio, 25920 anni rinvia alla durata esatta del Grande Anno Platonico. Risulta poi essere il tempo necessario perché l'asse terrestre compia una rotazione completa (Precessione degli Equinozi), attraversando tutte le 12 Costellazioni dello Zodiaco. Richiama finanche il Tempo Sequenziale di Vita dell'Universo; il battito cardiaco del cosmo che gli Egizi avevano codificato nelle Piramidi.”

Dunque il paesaggio stesso all’interno del “Sigillo del Friuli” potrebbe rievocare una specie di Orologio Astronomico?

Soggiunti fin qui, è opportuno soffermarsi su di un concetto che desidera integrare ancor di più matematica, musica e astronomia. Potremmo essere oltre a ciò di fronte, come accennato, ad un Grande Orologio Pitagorico. Ciò premesso accade che “Attraverso la ridondante sequenza dei 15985 metri (i dati sorgente), lo sviluppo aureo dei 25864 metri e il completamento finale a 41847 metri (o interpretando una vibrazione di 418.081 Hz), il sito studiato diventerebbe un tempio”. Il fano dove una primordiale orchestra di componenti diversi suonerebbe accordi universali.

Infine affascina l’idea di poter quasi percepire che, ogni volta che percorriamo queste terre, ci muoviamo all'interno di una sinfonia millenaria, dove l’unicum è in eterno equilibrio.

La storia ha abraso le tracce o ha deviato le misure. In alcune aree del Friuli, come quelle citate, le mappe satellitari confermano in alcuni frangenti che il passo degli antichi è rimasto pressoché intatto. Né deriverebbe che questa realtà sia una delle rarissime testimonianze in cui la matematica si interseca nondimeno con la geografia e varca il confine dell’Armonia Sacra.

E non si tratterebbe nemmeno solo di archeologia ma sarebbe anche un momento essenziale di calcolo vasto decine di chilometri, dove ogni luogo sacro e ogni incrocio storico risulterebbe essere un punto di un’equazione archetipa ancora oggi probabilmente desumibile nonché ulteriormente verificabile.

Alla luce di siffatte nuove evidenze documentarie, ecco che si delinea un frangente che meriterebbe maggiori approfondimenti.

Per gli argomenti di cultura generale trattati, rimandiamo a questi interessanti apporti. Per “GEOMETRIA SACRA”. “Il numero Phi nella Grande Piramide” in https://share.google/iUoLRTNBDmbR7RktW e https://www.sacredgeometry.es/?q=en/content/phi-great-pyramid, consultate il 07.02.2026. Per “Misura del Raggio Terrestre (Eratostene)” in https://share.google/prDGpkNs9nY2LEuRh, 13.02.2026. Per il “Il metro e il cubito reale nell'antico Egitto” in https://www.academia.edu/116692621/The_Meter_and_the_Royal_Cubit_in_Ancient_Egypt_A_Simple_Formula_for_Large_Scale_Metrology_LSM_and_Precise_Estimation_of_Pi_in_Context, 13.02.2026. Per la Spirale Aurea su Rettangolo Aureo, si rimanda a https://www.lascienzadeldisegno.it/disegno_geometrico_26.html, consultato il 21.03.2026. Ulteriore bibliografia in, Marius Schneider, La musica primitiva. Traduzione di Stefano Tolnay, Piccola Biblioteca Adelphi, 293, 1992, 7ª ediz. A chiosa finale di quanto analizzato, si ripropongono i grafici di Bernardi Cristian, Duplex Aureo. L’Equilibrio Armonico, Elaborazione grafica digitale dell'Autore su dati geodetici, realizzata con Google Gemini, 27.03.2026, anche in https://g.co/gemini/share/33085f3a8ee4, consultata il 30.05.2026 e Bernardi Cristian, L’Algoritmo Aureo nel Cuore del Friuli: La Geometria Sacra del Sigillo, Elaborazione grafica digitale dell'Autore su dati geodetici, realizzata con Google Gemini, 27.03.2026, anche in https://g.co/gemini/share/f7056f4e8420, consultata il 30.05.2026.

Il rientro alle scuderie di “Jesernich”.

Ma ecco lo sguardo austero del nostro amico 101. Sta per arrivare il tramonto, è ora di rientrare. È un richiamo a ritrovare il sorriso dell’amata Regina del Bosco, per concludere la giornata nella melodia di un silenzio complice della sera che avanza e per riflettere su tutte le concezioni finora acquisite.

La ricerca su “Isernico” è un processo in continuo divenire. Nel presente articolo guidati dalla passione e con spirito critico che ci contraddistingue, abbiamo voluto presentare evidenze che aprono la strada a nuove ipotesi. Ci auguriamo che tali spunti possano trovare nuovi riscontri e sviluppi tecnici/scientifici. L’ apporto pertanto intende configurarsi semplicemente come un laboratorio, una fucina di idee aperta per studiare, valorizzare e nello stesso tempo preservare l’anima simbiotica di un luogo unico nel suo genere.

Una carezza a 101. Ora è tutto più chiaro! E così che l’Alchimia Segreta di “Jesernich” è svelata, fra storia, natura e armonia. Scoperto l’arcano tra le righe sinergiche di questo attimo, l’inchiostro si ferma qui e ai lettori si consegna l’eredità sacra del mistero.

Con stima si ringrazia per la gentile collaborazione, l’appassionato di storia locale, Cristian Bernardi.

Monia Andri

Cultura, Conegliano

Cultura Liberata entra nella settimana decisiva: boom di prenotazioni per i grandi ospiti

CONEGLIANO (TV) - Dal 12 al 14 giugno Conegliano ospita la quarta edizione del Festival: tre giorni di pensiero libero, editoria, incontri e dibattiti sul tema “La cura. Di noi, degli altri e del mondo”.

Conegliano si prepara a vivere la settimana decisiva di Cultura Liberata, il festival che dal 12 al 14 giugno 2026 tornerà ad animare il centro storico con tre giorni di incontri, editoria indipendente, laboratori, musica e confronto pubblico. La quarta edizione si svolgerà tra Piazza Cima e il Convento di San Francesco, con partecipazione gratuita agli appuntamenti.

L’attesa cresce soprattutto per i grandi nomi del programma. In questi giorni stanno arrivando moltissime prenotazioni, in particolare per l’incontro con Paolo Crepet, uno degli ospiti più attesi dell’edizione 2026, che ha già riempito quasi metà della capienza disponibile dell’Accademia. Forte interesse anche per gli appuntamenti con Moni Ovadia e Franco Cardini, protagonisti della giornata conclusiva del Festival e tra le presenze di maggiore richiamo nazionale.

Il successo delle prenotazioni conferma l’attenzione del pubblico per una manifestazione che, anno dopo anno, si sta consolidando come uno degli appuntamenti culturali più significativi del territorio. Cultura Liberata nasce infatti con l’obiettivo di creare uno spazio aperto, plurale e accessibile, in cui idee, sensibilità e percorsi diversi possano incontrarsi senza schemi precostituiti.

Il tema scelto per questa quarta edizione è “La cura. Di noi, degli altri e del mondo”. Una parola che sarà affrontata non solo nel suo significato sanitario o personale, ma come responsabilità verso la persona, la comunità, il lavoro, l’informazione, l’economia, la politica, la spiritualità e il futuro. Un filo rosso che attraverserà l’intero programma, mettendo in dialogo imprenditori, filosofi, giornalisti, economisti, scienziati, sacerdoti, scrittori e protagonisti del dibattito pubblico.

L’apertura di venerdì 12 giugno sarà affidata a Domenico Menorello, alle ore 18 al Convento di San Francesco. La giornata entrerà poi nel vivo con incontri dedicati alla poesia, all’impresa, al lavoro e alla società. Tra gli ospiti annunciati figurano Giulio Zambon, Paolo Gambi, Roberto Brazzale, Lorenzo Maggi e, in serata, Paolo Crepet, appuntamento per il quale si registra già una forte domanda di partecipazione.

Sabato 13 giugno sarà una giornata particolarmente densa, con un programma dedicato a economia, giovani, scienza, informazione, geopolitica e pastorale sociale. Tra gli ospiti sono previsti Massimo Colomban, Patrizia Caraveo, Fabio Biancata, Caterina Gori, Giancarlo Orfini, don Andrea Forest, Salvatore Attanasio, Giusy Baioni, Cristina Scocchia, Sabrina Bonomi, Tommaso Cerno, Gino Zavalani, Lorenzo Bernasconi, Leonardo Caffo, Daniele Dell’Orco, Marcello Foa, Giorgio Gandola, Sebastiano Barisoni, Andrea Bandelli e Francesco Giacomin.

Domenica 14 giugno il Festival proseguirà con una mattinata dedicata anche al rapporto tra diritto, bene comune e dottrina sociale, per poi affrontare nel pomeriggio alcuni grandi temi del presente: futuro della politica, disagio giovanile, Medio Oriente e ruolo della filosofia. Sono annunciati, tra gli altri, Roberto Bet, Mario Caramel, don Roberto Regoli, monsignor Gianni Fusco, Benedetto Delle Site, Giulia Bovassi, Matteo Rizzato, Ilaria Bifarini, Fabrizio Fratus, Alessandro Di Battista, Fabio Dragoni, Marco Crepaldi, Moni Ovadia, Franco Cardini, Carlo Lottieri, Boni Castellane e Corrado Ocone.

Accanto ai panel, Cultura Liberata darà ampio spazio agli editori in piazza, confermando una delle sue vocazioni più riconoscibili: portare i libri e l’editoria indipendente nel cuore della città. Tra le realtà editoriali indicate dal Festival figurano, tra le altre, Anteferma, Piazza Editore, Guerini e Associati, Historica Edizioni, Rubbettino, WOM Edizioni, Idrovolante, Ellin Selae, Officina, Pension Lepic, Giubilei Regnani, Signs Publishing, Zeta, Ginko, Matita, Cinabro ed Helvetia.

Non mancheranno i laboratori per bambini, pensati per rendere il Festival un luogo davvero aperto alle famiglie e alle nuove generazioni. La proposta musicale completerà le giornate: venerdì sera con il violino elettrico di Eudora Nasato e il dj set di Giorgio Roman, in collaborazione con Marea; sabato sera con Tolo Marton; domenica alle 19.30 in Piazza Cima con Charlie Gnocchi e alle 21.15 al Convento di San Francesco con il concerto Russiaamerica, in collaborazione con il Festival della Musica nel Paesaggio.

«
Cultura Liberata vuole essere un luogo di incontro e non di recinto: una piazza in cui idee diverse possano confrontarsi senza paura, restituendo alla cultura il suo compito più importante, quello di far pensare e di far dialogare».
Veneto

Concluso il progetto Citizen Inclusion della Regione del Veneto

VENEZIA - "L'inclusione e l'accessibilità devono essere alla base della progettazione dei servizi della Pubblica Amministrazione. Grazie al progetto Citizen Inclusion abbiamo investito risorse e competenze per rendere il digitale più accessibile, semplice e vicino alle esigenze di tutti i cittadini e dei nostri lavoratori con disabilità, promuovendo allo stesso tempo una diffusa cultura dell'accessibilità in tutto il territorio veneto".

Lo dichiara
l'assessore regionale all'Agenda Digitale, Filippo Giacinti, tracciando un bilancio del progetto Citizen Inclusion, finanziato nell'ambito della Misura 1.4.2 del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) dedicata al miglioramento dell'accessibilità dei servizi pubblici digitali. L'intervento, sostenuto dall'Agenzia per l'Italia Digitale (AgID) attraverso le risorse del PNRR, ha visto l'assegnazione alla Regione del Veneto di un contributo complessivo pari a 995 mila euro.

Particolare attenzione - spiega l’assessore - è stata riservata alla formazione. I percorsi dedicati all'accessibilità digitale hanno coinvolto 127 dipendenti regionali e sono stati poi estesi alle pubbliche amministrazioni del territorio, in collaborazione con i Comuni di Padova e Venezia. L'iniziativa, arricchita da sette eventi di disseminazione nelle province venete, ha coinvolto complessivamente circa 400 partecipanti tra amministratori, dipendenti pubblici e rappresentanti delle associazioni”.

Sul fronte delle tecnologie assistive, la Regione ha rilevato il fabbisogno dei suoi dipendenti con disabilità, occupandosi dell'acquisto, della distribuzione e dell'installazione di 209 strumenti hardware e software dedicati.

Il progetto ha infine consentito la reingegnerizzazione di tre servizi digitali del portale MyPortal destinati ai Comuni — Prenotazione spazi comunali, Proposta iniziative culturali e Richiesta patrocinio — attraverso la revisione dei processi e la correzione delle criticità di accessibilità. L'intervento ha consentito la correzione del 95% degli errori rilevati, quasi il doppio rispetto all'obiettivo minimo richiesto.
Economia, Treviso

CNA Treviso : servono politiche abitative per sostenere imprese e occupazione

TREVISO - Il costo della casa si conferma una delle principali criticità per lavoratori, famiglie e imprese anche nel trevigiano. È quanto emerge dallo studio realizzato da CNA a livello nazionale sui costi medi degli affitti nei 109 capoluoghi di provincia italiani. Tra questi, Treviso si colloca al 29° posto per aumenti dei canoni di locazione registrati tra il 2019 e il 2025, e al 23° posto per incidenza dell'affitto sul reddito da lavoro.

I dati evidenziano una crescita significativa dei costi abitativi. Nel 2019 il canone medio mensile per un appartamento di 70 metri quadrati in città era pari a 620 euro. Nel 2025 la cifra è salita a 775 euro, con un aumento del 25% nell'arco di sei anni. Particolarmente rilevante è il peso dell'affitto sul reddito dei lavoratori. Considerando uno stipendio medio mensile di 1.950 euro, il costo dell'affitto assorbe il 40% delle entrate. In termini annui, un lavoratore trevigiano destina circa 9.300 euro al pagamento del canone di locazione, una somma che equivale a 4,8 mensilità su dodici. A preoccupare è soprattutto il divario tra l'andamento degli stipendi e quello degli affitti. Tra il 2019 e il 2025 le retribuzioni sono aumentate mediamente del 10%, mentre i canoni di locazione hanno registrato una crescita del 25%, determinando uno scarto di 15 punti percentuali.

A livello veneto, la situazione risulta ancora più critica nei capoluoghi di Padova e Venezia, che figurano ai vertici della classifica nazionale insieme a Milano, Firenze e Bologna. All'estremo opposto si collocano invece Rovigo e Belluno, tra le province che hanno registrato gli incrementi più contenuti dei canoni di locazione.

Il commento del presidente CNA Provinciale Treviso, Gianpaolo Stocco: “Questi numeri dimostrano che il tema della casa non è più soltanto una questione sociale, ma rappresenta una vera emergenza economica. Quando una quota così rilevante del reddito viene assorbita dall'affitto, diminuisce la capacità di spesa delle famiglie e diventa più difficile per le imprese trovare e trattenere lavoratori qualificati. Anche il nostro territorio sta risentendo delle difficoltà legate all'accesso all'abitazione. Le aziende, in particolare le micro e piccole imprese, faticano sempre più ad attrarre personale proveniente da altre province o regioni, perché il costo della casa rappresenta un ostacolo concreto alla mobilità professionale. Il rischio è quello di compromettere la competitività di un territorio che continua a esprimere una forte domanda di lavoro. 

È necessario intervenire con misure strutturali capaci di aumentare l'offerta di alloggi a canoni sostenibili, favorire il recupero del patrimonio immobiliare inutilizzato e incentivare la riqualificazione degli edifici esistenti. Servono un Piano casa efficace e politiche abitative in grado di coniugare sviluppo economico e sostenibilità sociale. Senza interventi concreti rischiamo di avere città sempre meno accessibili ai giovani, ai lavoratori e alle competenze di cui le imprese hanno bisogno per crescere”.
Mondo

Iraq. Trump nomina Tom Barrack inviato speciale per ridisegnare gli equilibri regionali

In un periodo di rapide trasformazioni in Medio Oriente, dalla recente guerra con l’Iran alla ridefinizione degli equilibri di potere in Siria, passando per la questione delle fazioni armate e il futuro della presenza americana in Iraq, l’annuncio ufficiale della nomina di Tom Barrack a inviato speciale del presidente per l’Iraq ha sollevato numerosi interrogativi sugli obiettivi di Washington e sulla possibilità che questa mossa apra la strada a una nuova fase nelle relazioni con Baghdad.

Gli osservatori non considerano la decisione una semplice procedura di routine o un atto amministrativo, bensì un passo che riflette la volontà diretta del presidente Donald Trump di gestire la questione irachena attraverso una figura di cui si fida ciecamente e che gode di una notevole influenza negli affari regionali, soprattutto dopo il ruolo svolto da Barrack nella vicenda siriana negli ultimi mesi.
L’analista politico di Washington Nizar Haidar ritiene che Barrack sia uno dei più stretti collaboratori di Trump, al punto da essere descritto negli ambienti politici americani come parte della “cerchia ristrettissima” del presidente, circostanza che gli conferisce un peso eccezionale rispetto a qualsiasi altro inviato statunitense. Haidar sottolinea che la nomina di Barrack non è stata arbitraria: egli si è occupato della gestione del dossier siriano e ha partecipato direttamente alla definizione degli accordi successivi ai recenti sviluppi nel Paese, coordinandosi con diverse parti regionali, tra cui Turchia e Israele. Questo lo ha reso uno dei principali artefici della nuova politica americana nella regione.

Secondo Haidar, Barrack nutre anche una visione critica delle politiche statunitensi attuate in Iraq dopo il 2003, in particolare di quelle che hanno portato all’indebolimento del governo centrale e all’espansione del federalismo e del regionalismo. Ha espresso queste opinioni in più occasioni, rendendo la sua nomina oggetto di attenzione da parte di varie forze politiche irachene, soprattutto nella Regione del Kurdistan, che osserva con cautela le sue inclinazioni politiche.

Haidar aggiunge inoltre che il nuovo inviato americano non è rimasto assente dalla scena irachena negli ultimi mesi. Al contrario, ha svolto un ruolo attivo nel dialogo con le forze politiche sin dalla rimozione del suo predecessore, a dimostrazione del fatto che Washington ha semplicemente deciso di formalizzare un ruolo che egli già ricopriva. Secondo l’analista, ciò che distingue Barrack non è soltanto la sua stretta relazione con Trump, ma anche il suo approccio diretto alle questioni politiche. Lo considera infatti un messaggero decisivo della Casa Bianca, ben lontano dai metodi di negoziazione tradizionali a cui le forze politiche irachene si sono abituate negli ultimi anni.

L’analista politico Ali al Baidar interpreta invece la decisione da una prospettiva più ampia, collegandola a una ristrutturazione dell’intero panorama regionale. Ritiene che Washington non tratti più le questioni di Iraq, Siria, Turchia e Iran come dossier separati, ma come parti di un unico sistema politico e di sicurezza attualmente in fase di rimodellamento.
Al Baidar afferma che la nomina di Barrack rivela la volontà dell’amministrazione statunitense di gestire le relazioni con Baghdad attraverso un canale direttamente collegato alla Casa Bianca, anziché affidarsi esclusivamente ai tradizionali canali diplomatici. Questo, sostiene, conferisce all’Iraq una particolare importanza nella nuova strategia americana nella regione.

L’analista sottolinea inoltre che il background politico e diplomatico di Barrack, unito al suo precedente ruolo di ambasciatore statunitense in Turchia, gli conferisce un’ampia comprensione delle complesse dinamiche regionali legate all’Iraq, dalla sicurezza delle frontiere alle relazioni con la Siria, fino al delicato equilibrio di potere con l’Iran. Ritiene che la sicurezza sarà una delle questioni più rilevanti che il nuovo inviato dovrà affrontare, in particolare per quanto riguarda il futuro della coalizione internazionale, i meccanismi di gestione delle fazioni armate e la prevenzione di qualsiasi escalation che possa minacciare gli interessi statunitensi o destabilizzare la fragile stabilità dell’Iraq e della regione.

La questione, tuttavia, non si limita alla sicurezza. Al Baidar evidenzia che Barrack possiede anche una vasta esperienza in campo economico e negli investimenti, maturata come uomo d’affari. Ciò potrebbe riflettere la volontà degli Stati Uniti di collegare l’Iraq a nuovi progetti economici e di investimento, incoraggiare la presenza di aziende americane nel mercato iracheno e ridurre la dipendenza economica da Teheran.
Questa nomina giunge in un momento in cui il governo iracheno si trova ad affrontare una serie di questioni delicate, dal monopolio statale sulle armi alla crisi energetica, dalle relazioni con i Paesi vicini alla ridefinizione della posizione dell’Iraq nel contesto dei mutamenti geopolitici che attraversano la regione.

Mentre alcuni interpretano la nomina di Barrack come un tentativo degli Stati Uniti di rafforzare la propria presenza politica a Baghdad e altri la considerano parte di un progetto più ampio per rimodellare il Medio Oriente, gli indicatori sembrano convergere su un punto: Washington ha deciso di accrescere il proprio interesse per l’Iraq inviando una figura che rappresenta non solo il Dipartimento di Stato, ma anche il presidente Trump in persona, conferendo così alla nuova missione una dimensione che va oltre la diplomazia tradizionale e punta a un’influenza diretta sulle questioni di sicurezza, politiche ed economiche.
Conegliano

Gaiarine, monitoraggio dei fiumi: un passo concreto per la sicurezza del territorio

GAIARINE (TV) - Messo a terra anche il nuovo progetto di monitoraggio idrometrico, un sistema che consente di controllare costantemente il livello dei corsi d’acqua che attraversano il nostro territorio.

Grazie all’installazione di idrometri dotati di un sistema di allerta in tempo reale, sarà possibile disporre di dati aggiornati e tempestivi, uno strumento fondamentale per la prevenzione e la gestione delle situazioni di criticità.
Le informazioni raccolte saranno immediatamente disponibili anche per il nostro Gruppo Comunale di Protezione Civile, permettendo un monitoraggio continuo e un intervento ancora più efficace in caso di necessità.

Si tratta di un progetto fortemente voluto dall’Amministrazione, realizzato grazie al prezioso sostegno dei VIGNAIOLI VENETO FRIULANI e ARI associazione radioamatori italiani sezione Vittorio Veneto, in collaborazione con il Gruppo Comunale di Protezione Civile.

Un investimento nella sicurezza, nella prevenzione e nella tutela della nostra comunità, frutto di una concreta sinergia tra istituzioni, associazioni e volontariato.

DICHIARAZIONE SINDACO
Sono particolarmente orgoglioso, e con me tutta la Squadra Amministrativa, di aver messo a terra questo progetto che non è sicuramente eclatante ma è utilissimo per la sicurezza di tutta la comunità.  Permettetemi di ringraziare Stedano Berlese Presidente della Cantina Vignaioli Veneto Friulani e con lui tutto il Consiglio e tutti i soci per aver collaborato e supportato questo progetto, nonchè l’Associazione Vittoriese ARI per la professionalità e competenza messa a disposizione del progetto. L'ultimo grazie agli uffici Comunali per il prezioso supporto nelle carte necessarie.
Adesso anche la nostra Protezione Civile, di cui andiamo fieri, ha un ulteriore strumento a disposizione per monitorare il territorio”
 
DICHIARAZIONE STEFANO BERLESE PRESIDENTE VIGNAIOLI
"L’idea di poter partecipare con il nostro contributo a questo progetto mirato alla prevenzione e salvaguardia del nostro territorio in caso di emergenze da calamità naturali, e’ stata accolta fin da subito visto lo scopo e l’importanza del progetto stesso, che ci permette una certa tranquillità nei momenti di criticità sempre più imprevedibili e frequenti."
Conegliano

Peer educator e cittadini digitali: i giovani di Conegliano protagonisti

CONEGLIANO (TV) - Con la conclusione dell’anno scolastico si è chiusa anche l’attività formativa dedicata alla cittadinanza digitale, un percorso che negli ultimi anni ha visto crescere l’impegno dell’Assessorato alle Politiche giovanili e all’Istruzione nel promuovere iniziative capaci di accompagnare ragazze e ragazzi nel loro essere sempre più “on life”, ovvero costantemente connessi tra dimensione online e offline. Attraverso il Progetto Giovani, in collaborazione con la “Rete Benessere Scuole Conegliano” e in particolare con gli insegnanti referenti del sottogruppo per il bullismo e il cyberbullismo, è stata costruita una proposta educativa articolata su più livelli. Per le classi prime delle scuole secondarie di primo grado vengono realizzati, su richiesta degli istituti, incontri specifici dedicati alla consapevolezza dei rischi della rete con l’obiettivo di affrontare sia gli aspetti tecnici sia quelli relazionali ed emotivi legati all’esperienza digitale. 

Per le classi seconde delle scuole secondarie di primo grado è stato invece proposto il percorso “Cittadini digitali #conlatestanellarete”, curato dal team educativo del Progetto Giovani. Un titolo dal significato profondo, spiegato dagli stessi studenti durante gli incontri: “siamo cittadini digitali perché la rete è un luogo che abitiamo ogni giorno, una comunità di cui facciamo parte e nella quale, come in ogni comunità, esistono opportunità ma anche regole e responsabilità”. Anche il sottotitolo “#conlatestanellarete” racchiude diversi significati: da un lato richiama il tempo trascorso online e la difficoltà a disconnettersi; dall’altro descrive la rete come uno spazio di svago, relazione e condivisione. Ma soprattutto richiama la necessità di stare online “con la testa”, cioè in modo intelligente, consapevole, responsabile e sicuro, come hanno sottolineato gli stessi ragazzi coinvolti nel progetto .

I NUMERI DEI CITTADINI DIGITALI
Cittadini digitali #conlatestanellareteScuola Grava 5 classi tot. 105 studenti Scuola Cima 6 classi tot. 136 studenti TOT. 11 classi - 241 studenti. Per le classi terze dl le scuole secondarie di primo grado è stato sviluppato il progetto “Peer to Peer –Influencer digitali”, basato sulla metodologia della peer education e sul protagonismo attivo dei giovani. In qualità di Peer Educator sono stati coinvolti gli studenti delle scuole secondarie di secondo grado, formati attraverso incontri dedicati ai temi della rete, della cittadinanza digitale e della comunicazione online. A completamento della formazione, i ragazzi hanno partecipato a un laboratorio video finalizzato alla realizzazione di contenuti educativi da utilizzare negli interventi con gli studenti più giovani. Il tema affrontato quest’anno nel video è quello delle Fake News.

I Peer Educator Senior, affiancati dagli educatori del Progetto Giovani, sono poi entrati nelle classi terze delle scuole secondarie di primo grado per condurre attività e momenti di confronto tra pari, utilizzando in particolare il video prodotto durante il laboratorio di quest’anno, ma anche il materiale degli anni precedenti. Nel questionario di gradimento finale, dedicato a raccogliere impressioni e valutazioni degli studenti sui percorsi svolti, è stato chiesto ai partecipanti se rifarebbero l’esperienza e per quali motivi. Le risposte raccolte evidenziano il valore educativo dell’iniziativa e l’importanza attribuita dai ragazzi sia alla presenza dei “colleghi più grandi” sia all’opportunità di avere spazi di confronto sui temi della rete, delle relazioni online e della cittadinanza digitale. Di seguito alcune delle loro risposte alla domanda 

“Rifaresti questo percorso? Se sì, perché?”: 
Sì, perché lo trovo interessante e mi sento più compresa anche con quelli leggermente più grandi di noi. I ragazzi sono molto simpatici e mi sento più libera di parlare con loro che con le persone più grandi.
Sì perché aiuta molto a capire le cose che succedono in rete Si, perché è sempre utile sapere cosa c'è in rete e le conseguenze di quello che facciamo. 
Si, perché ti rende consapevole e fa pensare molto
Sì, perché per me è stato molto utile sul mio comportamento online
Sì, perché mi ha aiutato ad approfondire argomenti importanti su come comportarsi nel web e rendere più sicura la propria navigazione
Sì, perché ho scoperto cose che non sapevo o a cui non avevo fatto caso Sì, perché è stato piacevole confrontarsi con persone quasi della nostra età. 

I NUMERI DEI PEER EDUCATOR SENIOR
Peer Educator Senior: 11 studenti: 9 ISISS Da Collo - 2 Liceo Marconi PEER to PEER: INFLUENCER DIGITALI#PROTETTINRETE Scuola Grava 6 classi tot. 124 studenti Scuola Cima 5 classi tot. 107 studenti Scuola Brustolon 3 classi tot. 47 studenti Collegio Immacolata 1 classe tot. 24 studenti TOT. 15 classi - 302 studenti L’esperienza, già sperimentata con successo nelle precedenti edizioni, ha previsto inoltre un ulteriore passaggio di competenze: gli studenti di classe terza delle scuole secondarie di primo grado coinvolti nel progetto hanno assunto il ruolo di Peer Educator Junior, incontrando gli alunni delle classi quarte e quinte della scuola primaria, per condividere, attraverso il linguaggio dei coetanei, conoscenze e riflessioni sull’uso consapevole della rete. Quest’anno si è registrato un forte interesse e una grande disponibilità da parte degli studenti di terza a ricoprire il ruolo di Peer Educator Junior, riproponendo con i più piccoli l’esperienza vissuta insieme ai Peer Senior. I ragazzi, suddivisi nelle diverse classi delle scuole primarie aderenti al progetto, si sono dimostrati particolarmente propositivi e motivati nel dialogare con gli alunni più giovani, condividendo il proprio modo di vivere la dimensione online e le esperienze personali. Un coinvolgimento che ha evidenziato una particolare attenzione al “prendersi cura” e voler offrire consigli e promuovere un utilizzo della rete consapevole e sicuro.

I NUMERI PEER EDUCATOR JUNIOR
Peer Educator Junior: 11 studenti Scuola Cima + 10 studenti Scuola GravaIncontri di sensibilizzazione nelle scuole primarieIC 1 GRAVA: TOT. 6 classi quinte2 classi quinte Scuola Pascoli, 1 classe quinta Scuola Campolongo, 3 classi quinte Scuola MarconiIC 2 CIMA: TOT. 5 classi quarte3 classi quarte della Scuola Dante, 2 classi quarte della Scuola Kennedy. Il Progetto Giovani di Conegliano continua a credere fortemente in queste progettualità, riscontrandone ogni anno la validità sia sul piano formativo sia su quello educativo.

A partire dai feedback raccolti dagli studenti e dai Peer coinvolti, gli interventi vengono costantemente  aggiornati e adattati, con l’obiettivo di rispondere in modo sempre più efficace ai bisogni, agli interessi e ai linguaggi delle nuove generazioni. Una sfida che richiede un continuo lavoro di ricerca e aggiornamento di materiali, strumenti e modalità comunicative adeguate ad affrontare temi complessi e in continua evoluzione. L’obiettivo principale degli educatori è proporre attività il più possibile vicine all’esperienza concreta degli adolescenti, capaci di coinvolgerli direttamente, stimolare riflessioni e favorire ,eventualmente, piccoli cambiamenti nei loro comportamenti quotidiani in rete.
 
DICHIARAZIONI
Gianbruno Panizzutti - assessore all’Istruzione e Politiche Giovanili del Comune di Conegliano:"L'utilizzo consapevole del web è, per il Comune di Conegliano, una priorità già da molti anni e le  numerose azioni messe in campo dai progetti 'Protetti in Rete', ‘Cittadini Digitali#conlatestanellarete’ e 'Peer to Peer Influencer Digitali' ci hanno permesso di portare le buone pratiche per la prevenzione di gravi fenomeni, quali, ad esempio, bullismo, cyberbullismo e sexting, sia tra i ragazzi che tra genitori e insegnanti. 

Negli ultimi anni abbiamo investito molto nella "peer education", o educazione tra pari, poiché abbiamo constatato che, soprattutto in questo ambito, rappresenta un approccio educativo particolarmente efficace in quanto consente di trasmettere informazioni e competenze attraverso relazioni tra persone della stessa età o con esperienze simili, valorizzando la naturale propensione dei nostri giovani ad ascoltare con più attenzione i propri coetanei, con i quali condividono esperienze, preoccupazioni e sfide comuni."
Cultura, Padova

“I Fiumi di Jane” a Ponte San Nicolò: la libera espressione come atto di cittadinanza al Parco Vita

PONTE SAN NICOLÒ (PD)  – La ricostruzione del tessuto sociale non passa attraverso la cura del singolo, ma attraverso il ritorno alla parola pubblica, alla condivisione creativa e a una riscoperta del legame con la natura. È questo il manifesto che ha guidato l’incontro di ieri e che caratterizza l’attività dell’associazione culturale "I Fiumi di Jane".

A dare il via ai lavori è stato il presidente Paolo Russo, che ha delineato con chiarezza la rotta del gruppo: "La nostra associazione non si occupa di arteterapia e non intende esplorare le dinamiche del privato o del disagio individuale. Il nostro obiettivo è squisitamente politico nel senso più nobile del termine: vogliamo ricostruire la società attraverso la libera espressione".
L'associazione, che da tempo ha scelto il Parco Vita di Ponte San Nicolò come luogo di ritrovo fisso – con incontri a cadenza quindicinale, ogni due sabati al mese – trasforma lo spazio pubblico in un’agorà dove poesia e arte diventano strumenti di cittadinanza attiva. L’idea di base è che il silenzio forzato e la frammentazione della nostra società possano essere superati solo ricominciando a occupare lo spazio comune con le proprie visioni e il proprio pensiero critico.

Il momento più emozionante e significativo dell'incontro di ieri ha visto protagoniste tre bambine che, prendendo il microfono davanti al pubblico, hanno decantato alcune poesie. Un gesto spontaneo che ha ribadito, con una forza che solo l'infanzia possiede, lo spirito dello statuto dell'associazione: "
Solo recuperando lo spirito del bambino interiore – spiega Russo – è possibile farsi promotori di una società autentica, radicata su valori più vicini alla natura e alla vita spontanea, piuttosto che alle costrizioni della morale precostituita".

La voce delle giovani partecipanti ha dunque confermato la missione de
"I Fiumi di Jane": non cercare pazienti da curare, ma cittadini che abbiano il coraggio di narrare il presente per immaginare un futuro diverso. L'associazione invita tutta la cittadinanza ai prossimi appuntamenti al Parco Vita, per continuare a far circolare idee, versi e visioni, riappropriandosi di quel legame profondo con il mondo che spesso, crescendo, si rischia di dimenticare.
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Ultimo aggiornamento: 11/06/2026 08:46