Cultura, Opitergino Mott.

Ponte di Piave ha ricordato Goffredo Parise nel 40° anniversario della
scomparsa

PONTE DI PIAVE (TV) – Si è svolta il 31 agosto, presso la Casa di Cultura a lui intitolata, la commemorazione di Goffredo Parise nel quarantesimo anniversario della sua scomparsa. L'iniziativa, promossa dal comune di Ponte di Piave ha richiamato cittadini, amici e appassionati dell'opera dello scrittore.

Il programma della giornata
La cerimonia presso la Casa Cultura si è aperta con la commemorazione sulla tomba dello scrittore con l’intervento del Sindaco Matteo Buso. Successivamente ha preso la parola l'Assessore alla Cultura Lucia Lorenzon. Si è concluso attraverso un omaggio letterario con la lettura di una scelta di brani parisiani, curato da amici e appassionati dello scrittore: Lina Sari, Giorgio Bolla, Sandro Buzzati, Alfonso Bianco, Marina Meneghin e Marco Carlotto.

Le parole dell'Amministrazione
“Goffredo Parise è una delle voci più autentiche della nostra comunità e della letteratura italiana del Novecento”, ha dichiarato il Sindaco Matteo Buso. “A quarant'anni dalla sua scomparsa, ricordarlo non è stato un gesto rivolto al passato, ma un modo per tenere viva un'eredità che appartiene a tutti noi, a partire dai più giovani”.
L'Assessore alla Cultura Lucia Lorenzon ha aggiunto: “Abbiamo voluto affiancare al momento istituzionale un omaggio aperto alla partecipazione diretta dei cittadini attraverso la lettura. È stato il modo più semplice e più vero per far vivere ancora le sue parole”.

Le prossime iniziative per il quarantesimo anniversario
La commemorazione del 31 agosto apre un percorso di iniziative che il Comune di Ponte di Piave ha in programma nei prossimi mesi per celebrare il quarantesimo anniversario della scomparsa di Goffredo Parise. Il 10 e l'11 ottobre si terranno le Giornate FAI dedicate allo scrittore, mentre il 16 e il 17 ottobre è in programma un convegno di studi su Parise, organizzato in collaborazione con l'Università Ca' Foscari di Venezia: due giornate che comporranno la grande commemorazione condivisa tra Venezia e Ponte di Piave.

Informazioni
L'appuntamento si è tenuto lunedì 31 agosto 2026 alle ore 18.30 presso la Casa Cultura Goffredo Parise. Per informazioni sulle iniziative dedicate allo scrittore o visite guidate è possibile contattare la Biblioteca di Ponte di Piave al numero 0422 858948 o scrivere a biblioteca@pontedipiave.com
Cultura, Padova

Quando la poesia entra nella stanza dell'uomo

PADOVA - Paolo Russo, psicoterapeuta, poeta, autore e voce radiofonica, ha costruito un percorso in cui psicoanalisi, mito e parola poetica smettono di essere territori separati. Dalla “poesia clinica” a RadioGamma5, fino all’associazione I Fiumi di Jane: un percorso culturale che attraversa psicoterapia, letteratura e radio per interrogare il nostro modo di raccontare la sofferenza e l’esperienza umana.

Che cosa accade quando uno psicoterapeuta decide che il linguaggio clinico, da solo, non basta? Quando alle categorie della psicologia affianca Dante, il mito di Orfeo, Narciso, Arianna, la musica, la poesia e la radio?

Nel percorso di Paolo Russo questa domanda è diventata negli anni una pratica culturale.

Psicologo e psicoterapeuta di formazione psicoanalitica, poeta, autore, giornalista e conduttore radiofonico, Russo ha trasformato il confine tra cura e cultura in un luogo di passaggio. Il punto di partenza è semplice e insieme ambizioso: l’essere umano non coincide con un sintomo. È una storia, un sistema di relazioni, una memoria familiare, un corpo, un immaginario, un linguaggio.

Per questo, nel suo lavoro, la psicologia esce dallo studio professionale e incontra la parola poetica, la letteratura, l’arte e le grandi narrazioni del passato.

Non per trasformare la poesia in una terapia in senso stretto, ma per riconoscerle una capacità antica: dare forma a ciò che spesso sappiamo sentire prima ancora di riuscire a spiegare.

È dentro questa ricerca che prende corpo l’idea di “poesia clinica”, sviluppata nei suoi scritti e in particolare nel Trattato di poesia clinica.

L’espressione è volutamente spiazzante. “Clinico” richiama l’osservazione dell’esperienza e della sofferenza; “poesia” richiama invece il simbolo, l’ambiguità, il ritmo, la possibilità di dire più cose nello stesso istante.

Metterli insieme significa sostenere che la conoscenza dell’essere umano non passi soltanto attraverso la spiegazione razionale, ma anche attraverso immagini capaci di muovere memoria, emozioni e associazioni.

Dal lettino alla pagina, dalla pagina alla radio

Russo scrive da molti anni. La sua produzione attraversa poesia, psicologia e divulgazione: I Fiumi di Jane. Viaggio nella realtà di se stessi, Fiumi in porto, Note d’arpa, Etica secondo coscienza, Ansia. Conoscersi per guarire, Trilogia. Trattato di poesia clinica, Come sassi di sabbia, Ombre verso l’aurora e, nel 2026, Il colore del dialogo. L’importanza dell’arte nella mediazione familiare.

Titoli diversi, ma attraversati dalla medesima domanda: in quanti modi è possibile raccontare una persona?

Una parte di questa ricerca passa attraverso il microfono.

Su RadioGamma5, Paolo Russo ha ideato e condotto trasmissioni come I Fiumi di Jane e GAMMA5NEWS. Nella trasmissione che porta lo stesso nome dell’associazione culturale da lui presieduta, miti, poesia e grandi figure della letteratura vengono riletti attraverso le domande del presente.

Narciso e l’immagine di sé. Prometeo e la responsabilità verso il futuro. Orfeo e il rapporto con la perdita. La selva oscura di Dante come metafora dello smarrimento. Il labirinto come rappresentazione di quei percorsi interiori nei quali l’uomo può continuare a perdersi senza rendersene conto.

La radio diventa così una sorta di laboratorio pubblico: non una lezione accademica, ma un racconto nel quale psicologia, musica, mito e letteratura possono incontrarsi.

È un formato controcorrente in un ecosistema dominato dalla velocità.

Al posto del contenuto da consumare in pochi secondi, Russo propone il tempo della narrazione e dell’ascolto. Al posto della semplificazione estrema, prova a mantenere vive le contraddizioni.

È forse qui che il progetto acquista la sua dimensione più culturale: nella convinzione che divulgare non significhi necessariamente impoverire, ma trovare un linguaggio accessibile senza rinunciare alla complessità.

I Fiumi di Jane: la cultura come spazio di relazione

Dalla radio il progetto ha preso anche una forma collettiva.

I Fiumi di Jane è diventata un’associazione culturale presieduta da Paolo Russo, con iniziative che intrecciano poesia, pittura, fotografia, musica, performance e riflessione sociale.

Il tratto distintivo non è soltanto la multidisciplinarità. È il tentativo di portare questi linguaggi fuori dai luoghi più prevedibili, nelle scuole, negli spazi pubblici, nei parchi e soprattutto negli incontri tra persone appartenenti a generazioni differenti.

Durante una delle iniziative del 2026, al Parco Vita di Ponte San Nicolò, il microfono è passato dai bambini agli adulti, fino a coinvolgere persone di età molto avanzata. Dante ha aperto simbolicamente il percorso attraverso la “selva oscura”, mentre poesia e parola hanno progressivamente cancellato le distanze generazionali.

In un altro incontro Russo ha sintetizzato il rapporto tra esperienza interiore e scrittura con una frase:

«La poesia non è altro che la passione che ha trovato il coraggio di guardarsi allo specchio.»

Una frase che contiene buona parte della sua idea di cultura: non ornamento, non esercizio elitario, ma possibilità di incontro con qualcosa che ci riguarda.

Il poeta e i riconoscimenti

Accanto al profilo clinico e divulgativo c’è infatti quello letterario.

La produzione poetica di Paolo Russo è stata inserita nel corso degli anni in antologie e iniziative letterarie, accompagnandosi a numerosi premi e riconoscimenti.

Nel 2026 la raccolta Ombre verso l’aurora ha ottenuto un riconoscimento al Premio Internazionale di Poesia “Emozioni Poetiche” di Milano.

Anche il titolo del libro racconta bene una direzione ricorrente nella sua poetica: partire dall’ombra senza fermarsi all’ombra. Attraversare la sofferenza senza trasformarla in identità definitiva. Cercare, dietro ciò che ferisce, una possibile trasformazione.

È lo stesso movimento che ritorna, con linguaggi differenti, nel lavoro psicologico, nella poesia e nella divulgazione.

Per Russo, dunque, il riconoscimento letterario non rappresenta il punto d’arrivo di una carriera parallela. È piuttosto un tassello dello stesso percorso.

Poeta quando scrive. Psicoterapeuta quando ascolta. Divulgatore quando parla alla radio. Promotore culturale quando costruisce spazi nei quali altre persone possano prendere la parola.

Una domanda che riguarda tutti

In un tempo nel quale la salute mentale rischia talvolta di oscillare tra due estremi — la medicalizzazione di ogni sofferenza e la sua banalizzazione attraverso formule motivazionali — l’esperienza di Paolo Russo propone una terza possibilità: recuperare profondità senza rinunciare all’accessibilità.

La poesia non sostituisce la psicoterapia.

Il mito non sostituisce la scienza.

L’arte non sostituisce la cura.

Ma possono offrire parole e immagini proprio là dove il linguaggio ordinario si interrompe.

Forse è questa la domanda più interessante sollevata dal suo lavoro: non stabilire se la poesia “guarisca”, ma chiedersi se una società che perde la capacità di simbolizzare, raccontare e ascoltare non finisca per diventare più fragile.

Se il dolore resta soltanto un’etichetta è difficile trasformarlo in esperienza. Se invece trova una storia, una metafora, un interlocutore, può diventare pensabile.

Paolo Russo continua a muoversi su questo confine: tra professione e cultura, tra parola scientifica e parola poetica, tra individuo e comunità.

Una posizione forse scomoda per chi ama le categorie nette.

Ma proprio per questo fertile.

Perché l’essere umano, in fondo, non abita mai una sola disciplina.
Mondo, Veneto, Turismo

Interreg Italia-Croazia, dalla Regione tre proposte per rafforzare turismo sostenibile, inclusione e competenze

VENEZIA  - Sono tre le proposte progettuali alle quali parteciperanno alcune strutture della Regione del Veneto nell’ambito del quarto bando del Programma di Cooperazione transfrontaliera Interreg VI A Italia-Croazia 2021-2027, dedicato ai progetti di capitalizzazione. La Giunta regionale ha approvato questa mattina, su proposta dell’assessore Marco Zecchinato, di concerto con l’assessore Massimo Bitonci, la ricognizione delle candidature e dato mandato alle strutture interessate di completare gli adempimenti necessari alla presentazione delle proposte entro la scadenza del 15 settembre 2026.

“Il Veneto conferma il proprio impegno nella cooperazione territoriale europea, utilizzando i programmi Interreg per trasformare esperienze e risultati già maturati in nuove opportunità di sviluppo”, sottolinea l’assessore regionale alla Cooperazione interregionale, Marco Zecchinato. “Le tre proposte che ci apprestiamo a presentare affrontano temi strategici per il nostro territorio: un turismo più sostenibile e accessibile, la formazione di nuove competenze e la costruzione di ecosistemi capaci di mettere in rete imprese, cultura e innovazione. È particolarmente significativo il rafforzamento della collaborazione con i partner croati, in una prospettiva europea che valorizza le specificità dell’area adriatica e favorisce la condivisione di soluzioni replicabili”.

L’Europa deve essere soprattutto una fonte di opportunità concrete per i territori, e i fondi della programmazione europea sono uno degli strumenti attraverso cui possiamo trasformare questa opportunità in investimenti, competenze e crescita”, aggiunge l’assessore regionale ai Fondi UE e allo Sviluppo economico, Massimo Bitonci. “Interreg ci permette di finanziare progetti che non si limitano a distribuire risorse, ma mettono in relazione imprese, istituzioni, formazione e territori di Paesi diversi. È questo il valore della cooperazione: utilizzare le risorse europee per rafforzare ciò che già funziona e, allo stesso tempo, costruire nuove occasioni di competitività per il Veneto. L’obiettivo è fare in modo che ogni euro intercettato attraverso i programmi europei produca il massimo valore possibile per il nostro sistema economico e sociale”.

Il bando, aperto dal 15 giugno al 15 settembre 2026, rientra nell’Obiettivo Specifico 4.1 del Programma, dedicato al rafforzamento del ruolo della cultura e del turismo sostenibile nello sviluppo economico, nell’inclusione sociale e nell’innovazione sociale. La dotazione complessiva dell’avviso è pari a 5,859 milioni di euro, con progetti di importo compreso tra 500 mila e un milione di euro e una durata tra 12 e 18 mesi.

Le candidature regionali individuate dalla Giunta sono tre.
La prima è “Roads of Inclusion”, che vede la Direzione Turismo e Marketing territoriale della Regione partecipare come partner, con Puglia Culture come capofila. Il progetto, dal valore complessivo stimato di 1 milione di euro, punta a rendere l’esperienza turistica e culturale più accessibile, equa e partecipativa, con particolare attenzione alle persone con disabilità e ai gruppi sociali più vulnerabili. Tra le attività previste figurano la digitalizzazione del patrimonio culturale, l’innovazione creativa, lo storytelling transfrontaliero e la costruzione di un cluster Italia-Croazia dedicato all’accessibilità e all’inclusione. La partecipazione regionale prevede una dotazione stimata di 175 mila euro.

La seconda proposta è “Scaling Up Green Management Competences for Sustainable Tourism – GREENUP”, nella quale la Direzione Lavoro partecipa come partner e ENAIP Veneto assume il ruolo di capofila. Il progetto, anch’esso con un budget complessivo stimato in 1 milione di euro, mira a rafforzare le competenze professionali necessarie alla transizione verso un turismo più sostenibile. Il cuore dell’iniziativa è la trasformazione dell’esperienza maturata con il progetto EXTRAVERT in un sistema formativo digitale e modulare, attraverso la piattaforma GREENUP Learning Hub, con contenuti in italiano, croato e inglese e il rilascio di badge digitali. La formazione sarà articolata in tre ambiti: turismo sostenibile blu e costiero; turismo rurale, agroalimentare e agrituristico; turismo naturalistico, culturale e slow. La quota stimata per la partecipazione regionale è di 180 mila euro. Al progetto partecipano inoltre Veneto Lavoro e ITS, mentre Turismo Veneto e ARPAV sono previsti come partner associati.

La terza candidatura è “CRoss-border Ecosystems for Adriatic Tourism through Enterprise Collaboration – CREATE”, con Istituto Veneto per il Lavoro come capofila. La Direzione Cultura della Regione partecipa in questo caso come partner associato, quindi senza una dotazione finanziaria. Il progetto, del valore complessivo stimato di 850 mila euro, punta a rafforzare la competitività dell’ecosistema turistico adriatico attraverso la collaborazione tra imprese culturali e creative, alto artigianato, operatori marittimi e della blue economy, imprese turistiche e destinazioni. L’obiettivo è favorire la nascita di nuovi prodotti ed esperienze turistiche e, al tempo stesso, sostenere l’occupabilità e l’aggiornamento professionale nei settori coinvolti.

Per i progetti approvati, il contributo può coprire fino all’80 per cento dei costi ammissibili, mentre per i partner italiani la restante quota del 20 per cento è garantita dal Fondo di Rotazione nazionale. La deliberazione regionale non comporta, in questa fase, spese a carico del bilancio della Regione del Veneto.

Cultura, Venezia

Venezia, arte e musica a Palazzo Albrizzi-Capello

Inaugurata la mostra "Dürer Trail" di Bogi Nagy con il concerto "I Musici Barocchi"

VENEZIA – Arte visiva, musica e partecipazione culturale si sono incontrate sabato 5 settembre nelle sale di Palazzo Albrizzi-Capello, a Venezia, in occasione dell'inaugurazione della mostra "Dürer Trail" dell'artista Bogi Nagy. L'evento ha unito il vernissage dell'esposizione a un raffinato concerto serale, trasformando la visita in un percorso culturale completo, capace di mettere in dialogo linguaggi diversi e sensibilità differenti.

Il progetto espositivo prende spunto dal cammino di Albrecht Dürer tra Norimberga e Venezia e lo rilegge in chiave contemporanea. Il titolo stesso, "Dürer Trail", richiama il viaggio, l'attraversamento dei luoghi e la possibilità dell'arte di costruire ponti tra epoche, culture e visioni. Nelle sale del palazzo veneziano le opere di Bogi Nagy hanno restituito un universo espressivo composito, fatto di pittura, segni, rimandi simbolici e forme plastiche.

Il vernissage ha richiamato artisti, poeti, musicisti e appassionati in un clima attento e partecipato. La serata ha messo in risalto non soltanto la qualità dell'allestimento, ma anche la vocazione del palazzo come luogo di incontro e di scambio culturale. La cornice veneziana, con il suo dialogo costante tra storia e contemporaneità, ha valorizzato ulteriormente il significato dell'iniziativa.

Accanto alla dimensione propriamente espositiva, il pubblico ha potuto seguire anche alcuni momenti di intervento e presentazione che hanno contribuito a rendere la serata viva e relazionale. L'evento non si è limitato alla contemplazione delle opere, ma si è aperto alla parola, alla presenza dei partecipanti e alla condivisione di uno spazio comune di ascolto.

Tra i lavori esposti, alcune opere hanno colpito per la forza del colore, per la tensione simbolica e per la capacità di evocare insieme interiorità, paesaggio e memoria. In questo senso la mostra si presenta come un percorso in cui la dimensione del viaggio si trasforma in esperienza artistica e, al tempo stesso, in riflessione sullo sguardo.

Il concerto "I Musici Barocchi"
A partire dalle ore 19 la serata è proseguita con il concerto "I Musici Barocchi", affidato a Enzo Caroli, flauto, e Noriko Fujimoto, clavicembalo. Il programma ha proposto pagine di Antonio Vivaldi, Benedetto Marcello, Johann Adolf Hasse, Johann Sebastian Bach e Michel Blavet, offrendo al pubblico un itinerario sonoro di grande eleganza e coerenza stilistica.

Particolarmente apprezzato il dialogo tra il timbro limpido del flauto e la sonorità del clavicembalo, capace di accompagnare con misura e intensità l'intero percorso musicale. In questo modo, l'inaugurazione della mostra si è trasformata in un evento più ampio, nel quale le arti visive e la musica hanno saputo sostenersi reciprocamente, arricchendo l'esperienza dei presenti.

La giornata veneziana ha così assunto il profilo di un vero evento culturale, capace di tenere insieme esposizione, performance musicale e partecipazione del pubblico. La mostra di Bogi Nagy conferma il valore del dialogo tra i linguaggi artistici e offre a Venezia un appuntamento che intreccia memoria europea, ricerca contemporanea e sensibilità estetica.

Per chi non ha potuto partecipare al vernissage, "Dürer Trail" resta un'occasione significativa per visitare Palazzo Albrizzi-Capello e avvicinarsi a un progetto che fa del viaggio e della trasformazione il proprio nucleo poetico.

Conegliano

15ª ®VENDEMMIA SOLIDALE: raccolti 78 quintali di uva per il Filo di Simo

SAN PIETRO DI FELETTO (TV) - 78 quintali di uva raccolti e centinaia di persone unite dalla solidarietà. È il bilancio della 15ª ®Vendemmia Solidale, organizzata ieri dalla famiglia Balbinot - Ernesto con la moglie Silvana, i figli Marco e Anna - alla cantina Le Manzane di San Pietro di Feletto (Treviso), che ha trasformato ancora una volta la vendemmia in una giornata di festa e impegno concreto a favore della comunità.

La manifestazione è iniziata con la scopertura del 15° totem dedicato a Il Filo di Simo ODV, l’associazione beneficiaria della 15ª edizione della ®Vendemmia Solidale, accompagnata e condotta dal presentatore Riccardo Checchin. La giornata ha alternato vendemmia, visite in cantina, degustazioni e musica, con la Black Out Band e Alberto Ceschin, l’aperitivo con i vini Le Manzane, serviti e presentati dall’AIS - Associazione Italiana Sommelier di Treviso, i finger food realizzati con Ca’ del Poggio Ristorante & Resort, i formaggi della Latteria Perenzin, giochi e laboratori per bambini, armocromia, lettura delle carte, test drive, pranzo in caneva e la tradizionale sottoscrizione a premi.

L’uva raccolta diventerà il Conegliano Valdobbiadene Solidale, prenotabile da Natale, e parte del ricavato sarà destinata a Il Filo di Simo ODV, associazione nata il 5 maggio 2021 per prevenire il disagio psicologico e offrire una concreta seconda opportunità a chi vive momenti di fragilità. In pochi anni l’associazione ha aperto 7 sportelli di ascolto nella provincia di Treviso, erogato oltre 3.000 sedute di psicoterapia e accompagnato centinaia di persone, con particolare attenzione a giovani e scuole.

«
La vita ti porta su due strade: una a consumarti di dolore, l’altra a reagire. Noi abbiamo scelto la seconda», ha detto Ivan Scremin, presidente de Il Filo di Simo. Il dottor Giuseppe Scarabello, membro del Comitato Tecnico di Consulenza Psicologica dell’associazione, ha utilizzato la vigna come metafora del lavoro portato avanti in questi anni da Il Filo di Simo: «Ogni chicco matura differentemente e ogni cosa richiede tempo. Queste manifestazioni ci permettono non solo di raccogliere fondi, ma anche di tessere relazioni e fare squadra. Il nostro motto è: presenza, ascolto, aiuto».

Nelle precedenti 14 edizioni la ®Vendemmia Solidale ha raccolto quasi 180 mila euro a sostegno della ricerca e di persone in difficoltà. Quest’anno Il Melograno ha donato 1.000 euro a Il Filo di Simo, con il presidente Daniele Furlan che ha consegnato personalmente l’assegno a Ivan Scremin e a Nelli Donini de Il Filo di Simo. Alla raccolta ha contribuito anche l’Ente Nazionale Protezione Animali di Treviso, con una donazione di 500 euro.

Tra le autorità presenti anche Luca Zaia, presidente del Consiglio regionale del Veneto, che ha ricordato di aver partecipato a quasi tutte le 15 edizioni della manifestazione. Zaia è sceso tra i filari, dove ha salutato e incontrato le tante persone impegnate nella vendemmia e quanti erano al lavoro nelle diverse attività della giornata. «Voglio ringraziare i nostri produttori veneti: dove ci sono i viticoltori non ci sono territori abbandonati. E questo territorio ne è una dimostrazione concreta. Un grazie particolare alla famiglia Balbinot, tra le prime a organizzare una vendemmia benefica».

A sottolineare il valore dell’iniziativa anche il presidente della Provincia di Treviso Marco Donadel: «Quest’anno il ricavato della giornata aiuterà l’associazione Il Filo di Simo, che svolge un lavoro straordinario per sostenere i nostri giovani nei momenti di difficoltà. E anche il vino che nascerà da questi filari sarà speciale non soltanto perché sarà un Conegliano Valdobbiadene DOCG, ma perché racchiuderà l’impegno, la partecipazione e la generosità di tutti voi. Quel vino porterà con sé un messaggio di speranza e vicinanza».

All’iniziativa sono intervenute anche l’assessore regionale ai servizi sociali Paola Roma, in rappresentanza del governatore Alberto Stefani, e l’europarlamentare Anna Maria Cisint. Roma ha portato i saluti del presidente della Regione, ricordando l’esempio di Sammy Basso e il valore della ricerca come possibilità di crescita per tutta la comunità. «Non ci possono essere limiti alle proprie abilità: nell’imperfezione c’è crescita e le diversità sono un valore per tutti», ha sottolineato. Cisint ha invece celebrato il traguardo dei 15 anni, ringraziando per i messaggi trasmessi e per la vicinanza alle persone più fragili, capace di rendere la comunità un vero punto di riferimento.

Alla manifestazione sono intervenuti anche il sindaco di San Pietro di Feletto Cristiano Botteon, il deputato Gianangelo Bof, il consigliere regionale Sonia Brescacin, il consigliere della Provincia di Treviso Olga Rilampa, l’assessore all’agricoltura di Pieve di Soligo Mohammed Hammouch, il consigliere di Conegliano Paola Chies e il vice presidente dell’Associazione per il Patrimonio delle Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene Vincenzo Sacchet.

Tra i protagonisti della giornata il Belluno Volley, presente con il presidente Sandro Da Rold. La società dei rinoceronti è legata a Le Manzane da una partnership che vede l’azienda di Ernesto Balbinot nel ruolo di Official Wine Partner del club. Da Rold ha partecipato personalmente alla ®Vendemmia Solidale, lasciando per un giorno il taraflex per cimentarsi con la vendemmia e contribuire al taglio dei grappoli. Il Belluno Volley ha messo a disposizione per la sottoscrizione a premi solidale alcuni oggetti particolarmente significativi: un pallone autografato dai giocatori della prima squadra, alcune magliette e dei cappellini.

«Chi pianta una vigna non lo fa per sé, ma per le persone che verranno», ha ricordato Scarabello. Una frase che racchiude pienamente lo spirito della ®Vendemmia Solidale.
Mondo, Economia, Conegliano

San Vendemiano, al Gruppo Somec commessa record per la nuova torre nel cuore di New York

SAN VENDEMIANO (TV) – Somec S.p.A. (Euronext Milan: SOM), specializzata nell'ingegnerizzazione, produzione emessa in opera di progetti complessi chiavi in mano nell'ingegneria civile e navale, comunica che la controllata statunitense Fabbrica LLC, parte della divisione Horizons, si è aggiudicata un contratto per 350 Park Avenue, la nuova torre direzionale che Vornado Realty Trust sta realizzando nel cuore di Midtown Manhattan, a New York.

La prestigiosa commessa acquisita da Fabbrica riguarda la realizzazione e l’installazione di oltre 83.600 metri quadrati di facciate continue dell’edificio.

Fondata da Alberto De Gobbi e Claudio Daniele nel 2016, Fabbrica è la società statunitense del Gruppo Somec specializzata nella progettazione e realizzazione di sistemi ingegnerizzati per facciate civili ad alto contenuto tecnologico e di design, sviluppati su misura per alcuni dei principali studi di architettura di New York e del New England. Dall’ingegnerizzazione dei singoli elementi alla meccanica delle parti, l’obiettivo è creare involucri distintivi capaci di assicurare agli edifici prestazioni, isolamento e sicurezza. La società, fioreall’occhiello del Gruppo, è entrata nel perimetro di Somec nel 2018 e oggi opera con il quartier generale e le attività produttive a Windsor, nel Connecticut, una sede operativa a New York e strutture dedicate alla progettazione e alla lavorazione in Canada e in Italia.

Progettato dallo studio internazionale Foster + Partners, 350 Park Avenue sarà uno degli edifici più rappresentativi del nuovo skyline di New York. Con un’altezza di circa 448 metri che si articolerà su 62 piani, più quattro livelli tecnici sommitali, diverrà inoltre uno dei grattacieli più alti della metropoli. Si svilupperà su una superficie di circa 176.500 metri quadrati e sarà destinato ad accogliere oltre 6 mila lavoratori.

Il progetto si distingue per una configurazione architettonica scandita da volumi progressivamente arretrati, vetrate a tutta altezza e terrazze paesaggistiche. Progettata secondo avanzati criteri di sostenibilità, la torre adotterà sistemi impiantistici alimentati elettricamente e un involucro ad alte prestazioni, concepito per contribuire all’efficienza energetica, al benessere e alla qualità degli ambienti di lavoro. Le vetrate favoriranno l’ingresso della luce naturale, mentre gli elementi curvi della f acciata amplieranno gli affacci e le visuali sulla città, conferendo alla pelle esterna un ruolo centrale nell’identità architettonica dell’edificio.

La torre sorgerà nel cuore di uno dei contesti architettonici più prestigiosi di Manhattan, dialogando con edifici simbolo del modernismo, dell’Art Déco e dell’architettura storica newyorkese, tra cui il Seagram Building, la Lever House, il Waldorf Astoria e la chiesa di St. Bartholomew.

Questa acquisizione rappresenta un nuovo importante passaggio nel percorso di crescita di Fabbrica negli Stati Uniti. Infatti, grazie a questo progetto, che si aggiunge alle realizzazioni di prim’ordine portate a termine negli ultimi anni nell’area di New York e in alcune delle principali città della costa orientale degli Stati Uniti, la società consolida il proprio posizionamento tra gli operatori di riferimento per la realizzazione di involucri architettonici destinati a edifici di elevato valore e pregio.

L’esecuzione nella sua interezza e i relativi effetti economici sono previsti nell’arco temporale compreso tra il 2026 e il 2032.

Oscar Marchetto, Presidente del Gruppo Somec, dichiara:
“L’acquisizione di questa commessa rappresenta un traguardo di straordinaria rilevanza per Fabbrica e costituisce motivo di orgoglio per l’intero Gruppo Somec. Essere stati scelti per contribuire alla realizzazione di un edificio destinato a lasciare un segno riconoscibile nello skyline di New York testimonia la qualità delle nostre competenze, l’affidabilità maturata nell’esecuzione di progetti di alto profilo e la solidità del percorso costruito negli Stati Uniti. La portata e l’orizzonte temporale del contratto rafforzano ulteriormente la visibilità del Gruppo e ci proiettano verso una nuova fase di crescita, nella quale intendiamo continuare a coniugare eccellenza progettuale, capacità esecutiva e creazione di valore nel lungo periodo, aprendoci a nuovi orizzonti negli States. Questo lavoro, al quale si aggiungono gli altri acquisiti negli ultimi otto mesi, ci permette di avere ad oggi un portafoglio ordini che supera il miliardo di Euro”.

Alberto De Gobbi, Presidente di Fabbrica, aggiunge: “350 Park Avenue presenta caratteristiche tecniche e dimensionali eccezionali. La realizzazione di oltre 83.600 metri quadrati di facciate continue per una torre di questa altezza è esattamente il tipo di progetto che mette in luce il patrimonio di esperienza e la capacità organizzativa di Fabbrica. Questo risultato premiail lavoro svolto dal nostro team e conferma la fiducia che il mercato ripone nella nostra capacità di affrontare programmi particolarmente sfidanti, garantendo qualità, precisione e rispetto delle tempistiche”.

350 Park Avenue riunisce alcune delle realtà più autorevoli a livello internazionale nei rispettivi ambiti di competenza. Il team di progetto comprende inoltre AECOM Tishman quale construction manager e Banker Steel per la fabbricazione delle strutture in acciaio.

Salute, Vittorio Veneto

Al Parco del Livelet torna il "Revine Lago Social Fest"

REVINE LAGO (TV) - Torna sabato 12 settembre 2026 al Parco Archeologico Didattico del Livelet il Revine Lago Social Fest, iniziativa nata in occasione della Giornata Mondiale dell’Alzheimer (21 settembre) e dedicata alla sensibilizzazione sul tema della demenza, ma soprattutto alla costruzione di una comunità più attenta, accogliente e vicina alle persone e alle famiglie che vivono questa condizione. L’appuntamento prenderà il via alle ore 9:30 e proporrà una mattinata all’aria aperta, pensata per favorire l’incontro e la socialità attraverso attività legate alla natura, alla memoria e alle tradizioni del territorio. La partecipazione è libera e aperta a tutta la cittadinanza. 

Il programma prevede una passeggiata lungo il lago, seguita dalla possibilità di partecipare a una visita guidata al villaggio palafitticolo del Parco del Livelet. Sarà inoltre allestita una mostra di fotografie storiche della Vallata, da Vittorio a Pieve, con immagini che raccontano luoghi, persone e momenti della storia del territorio. Spazio anche alla creatività con alcuni laboratori manuali, pensati per coinvolgere partecipanti di diverse età, oltre ad un momento di intrattenimento musicale. La mattinata si concluderà alle ore 12 con un pic-nic libero, occasione per condividere il pranzo e proseguire in un clima informale il momento di incontro.

A promuovere il Revine Lago Social Fest sono Istituto Bon Bozzolla di Farra di Soligo, Associazione Famigliari Alzheimer ODV, Associazione Medi@età ODV, Associazione Esserci, Associazione Contatto, Centri Sollievo ULSS 2 Marca Trevigiana, Fondazione “Maria Rossi” Impresa Sociale di Fregona, Istituto Cesana Malanotti di San Vendemiano, Casa Mozzetti di Vazzola e Fondazione De Lozzo Da Dalto di Pieve di Soligo. L’iniziativa si svolge con il supporto del Parco Archeologico Didattico del Livelet e con il patrocinio di ULSS 2 Marca Trevigiana, Comune di Revine Lago e Comune di Tarzo.

Anche quest’anno i partecipanti sono invitati a indossare o portare con sé qualcosa di lilla, colore simbolo della sensibilizzazione sull’Alzheimer. La partecipazione è libera e gratuita. In caso di maltempo l’evento non si svolgerà.

“Il Revine Lago Social Fest nasce dalla volontà di portare il tema dell’Alzheimer all’interno della comunità e di creare occasioni concrete di incontro – spiega Isabella Paladin, presidente dell’Istituto Bon Bozzolla -. Quando parliamo di demenza non parliamo soltanto di una malattia, ma di persone, famiglie, relazioni e quotidianità. Per questo è importante costruire una rete capace di accompagnare, ascoltare e accogliere. La giornata del 12 settembre vuole essere proprio questo: un momento semplice e aperto a tutti, nel quale stare insieme, condividere esperienze e ricordare che nessuno dovrebbe affrontare da solo il percorso della malattia
Cultura, Friuli V.G.

L’arte lungo i fiumi: a Tavagnacco si conclude la quarta Estemporanea del Gruppo Artistico Cormor

TAVAGNACCO – Si è conclusa domenica 6 settembre, lungo il Torrente Cormor, la quarta e ultima tappa delle “Estemporanee d’Arte – Arte itinerante lungo i fiumi”, il progetto promosso dal Gruppo Artistico Cormor e realizzato con il contributo della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia.

Dopo il Tagliamento a Ragogna, l’Isonzo a Sagrado e il Natisone a Cividale del Friuli, il viaggio artistico è arrivato a Tavagnacco, lungo quel Cormor che dà il nome alla storica associazione culturale attiva dal 1968.

Una tappa particolarmente significativa, dunque, che ha chiuso il percorso delle quattro Estemporanee, durante le quali gli artisti sono stati invitati a osservare e interpretare dal vivo quattro diversi paesaggi fluviali del Friuli Venezia Giulia. Un’esperienza che ha unito pittura, fotografia, natura e incontro con le comunità locali.

I PREMIATI DELLA TAPPA DEL CORMOR

A valutare le opere è stata una giuria composta da Marco Stefani, architetto e curatore di mostre; Bernardino Pittino, architetto e gallerista, legato alla Fondazione Friuli e al Centro Friulano Arti Plastiche e Arianna Romano, docente d’arte e presidente dell’Associazione Espressione Est.
Il primo premio è stato assegnato a Livio Zopollato, il secondo premio a Mara Baiutti e il terzo premio a Paolo Venuti.
Le menzioni di merito sono andate ad Armanda Sbardelini, Maura Ottaviano e Sergio Marino, mentre per la fotografia è stata attribuita una menzione di merito a Eleonora Petri.

Particolarmente significativa anche la presenza di Elena Iuri, giornalista, amministratore unico di City Adv e coordinatrice del progetto Villaggio dell’Arte, e di Stefano Borella, designer e direttore artistico del Villaggio dell’Arte. Una presenza che ha creato un ideale collegamento tra la conclusione delle Estemporanee e la prossima fase del progetto: sarà infatti il Villaggio dell’Arte di Città Fiera a Martignacco ad accogliere la grande mostra collettiva con le opere nate lungo i quattro fiumi.

VINO E LIBRI TRA I DONI AGLI ARTISTI 

Ad accompagnare la giornata anche il sostegno dell’Azienda vitivinicola Di Gaspero, realtà dei Colli Orientali del Friuli, che ha omaggiato gli artisti con una selezione dei propri vini, tra cui Friulano, Malvasia, Verduzzo Friulano e Refosco di Faedis.

Un ringraziamento è stato rivolto anche a Publimedia Editore, che ha messo a disposizione una selezione di libri consegnati agli artisti: un incontro simbolico tra linguaggi diversi, quello dell’arte e quello della letteratura, accomunati dalla capacità di raccontare persone e territori.

Dietro l’intero percorso c’è stato l’intenso lavoro di Cristina Achucarro, presidente del Gruppo Artistico Cormor, che ha ideato e coordinato il progetto, costruendo nel corso delle quattro tappe una rete di collaborazioni tra artisti, amministrazioni, realtà culturali e territori. Una visione nata dall’intento di portare l’arte fuori dagli spazi espositivi tradizionali e farla dialogare direttamente con il paesaggio e con le comunità.

LE ESTEMPORANEE SONO TERMINATE, IL PROGETTO CONTINUA

La giornata di Tavagnacco non rappresenta infatti la conclusione dell’intero progetto. Le opere, le fotografie e le immagini raccolte durante questi mesi continueranno il loro viaggio.

Dall’11 al 27 settembre
, presso 2 Emme Foto, in via San Rocco 20 a Udine, sarà allestita la mostra fotografica dedicata alle quattro tappe, con inaugurazione sabato 12 settembre alle ore 17.30.

Dal 30 ottobre al 22 novembre, al Villaggio dell’Arte di Città Fiera a Martignacco, saranno invece riunite le opere realizzate lungo Tagliamento, Isonzo, Natisone e Cormor. 

Il 30 ottobre alle ore 17.30 si terrà inoltre un incontro dedicato al rapporto tra comunità e paesaggi fluviali con la scrittrice Sara Segantin e Francesco Visentin, docente di Geografia umana all'Università di Udine. Alle 19.00 seguiranno l’inaugurazione della mostra e la presentazione del catalogo ufficiale del progetto.

L’ultimo appuntamento è fissato per sabato 28 novembre al Centro Civico di Tavagnacco, dove sarà presentato al pubblico il video-documentario conclusivo, costruito attraverso le riprese effettuate durante le diverse fasi dell’iniziativa.

Si chiuderà così un percorso durato diversi mesi, nato attorno a quattro corsi d’acqua ma soprattutto alle persone che li abitano e li interpretano: quattro fiumi, quattro territori e molti sguardi artistici per costruire un unico racconto del Friuli Venezia Giulia attraverso l’arte
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Ultimo aggiornamento: 10/09/2026 07:47