Economia, Treviso

CNA Treviso : "Servono misure strutturali per rendere sostenibili le assunzioni"

TREVISO - Garantire a un giovane lavoratore 24.000 euro netti all’anno può costare a una piccola impresa italiana oltre 43.000 euro, considerando retribuzione, imposte, contributi previdenziali e TFR. In pratica, per ogni 100 euro netti che arrivano in busta paga, l’azienda può arrivare a sostenerne un costo superiore a 180 euro: il livello più elevato tra i principali Paesi europei analizzati dalla CNA. È quanto emerge da una simulazione effettuata dagli studi CNA sul costo del lavoro giovanile in 6 Paesi europei, prendendo come riferimento una piccola impresa con cinque addetti che assume a tempo indeterminato un giovane di 25 anni, single e senza figli. L’analisi considera il costo ordinario del rapporto di lavoro una volta esauriti gli incentivi all’assunzione.

Le differenze tra i sistemi nazionali
Il confronto evidenzia differenze significative tra i sistemi nazionali. Per garantire 100 euro netti al lavoratore, il costo aziendale arriva a 178 euro in Germania, 171 in Portogallo, 170 in Spagna, 166 in Francia e 127 in Irlanda. Per assicurare una retribuzione netta annua di 24.000 euro, la spesa complessiva stimata per l’impresa italiana supera i 43.500 euro, contro i 42.800 euro della Germania, i 41.100 del Portogallo, i 40.700 della Spagna, i 39.900 della Francia e circa 30.400 euro dell’Irlanda.

Il problema, sottolinea CNA Treviso, non riguarda soltanto l’entità del costo del lavoro, ma anche la sua prevedibilità nel tempo. Ipotizzando un esonero contributivo di 6.000 euro annui per i primi due anni, il costo per l’impresa italiana passa da circa 37.500 euro durante il periodo agevolato a oltre 43.500 euro al termine dell’incentivo. Si tratta di un aumento nell’ordine del 16%, senza alcun incremento della retribuzione netta del lavoratore. Su un orizzonte di cinque anni, mantenendo costante il reddito netto annuo di 24.000 euro e ipotizzando il pieno utilizzo del bonus biennale, il costo complessivo per l’impresa supera i 200.000 euro, a fronte di 120.000 mila euro netti percepiti dal giovane.

Una dinamica che rende più complessa la programmazione delle assunzioni, soprattutto per le micro e piccole imprese, che devono poter contare su costi sostenibili e su un quadro normativo stabile per pianificare gli investimenti, organizzare il lavoro e accompagnare la crescita professionale dei nuovi assunti.

Gli strumenti europei per sostenere l'occupazione
L’analisi CNA evidenzia come in Europa esistano strumenti differenti per sostenere l’occupazione giovanile. In Francia, ad esempio, è prevista una riduzione strutturale e decrescente dei contributi a carico delle imprese per le retribuzioni inferiori a tre volte il salario minimo. In Portogallo, alle misure a sostegno delle assunzioni si affiancano agevolazioni fiscali per i giovani fino a 35 anni attraverso il regime IRS Jovem, con benefici distribuiti su un periodo che può arrivare a dieci anni. In Irlanda, invece, la previdenza integrativa MyFutureFund viene introdotta gradualmente, con aliquote a carico di lavoratori e imprese destinate a crescere nel tempo.

Esperienze diverse che riportano al centro una questione fondamentale: le politiche per l’occupazione giovanile devono favorire non soltanto l’ingresso nel mercato del lavoro, ma anche la continuità dei rapporti di lavoro e la possibilità per le imprese di sostenerne i costi nel medio-lungo periodo. Per CNA Treviso, il tema è particolarmente rilevante per il tessuto produttivo del territorio, composto in larga parte da micro e piccole imprese che rappresentano un punto di riferimento per la formazione, l’inserimento professionale e la valorizzazione delle competenze delle nuove generazioni.

«Le nostre imprese hanno bisogno di poter assumere giovani con la prospettiva di costruire insieme a loro un percorso professionale duraturo. Gli incentivi possono essere utili per favorire l’ingresso nel mondo del lavoro, ma non possono diventare l’unico strumento a disposizione, soprattutto se alla loro scadenza corrispondono aumenti improvvisi e significativi dei costi aziendali. Occorre una strategia che riduca in modo strutturale il peso del lavoro, garantisca regole certe e renda conveniente investire sulle competenze dei giovani. Per il sistema produttivo trevigiano, questo significa dare alle imprese la possibilità di crescere e, allo stesso tempo, offrire alle nuove generazioni opportunità concrete di stabilità e sviluppo professionale. Non basta incentivare un’assunzione: bisogna creare le condizioni perché quel posto di lavoro possa durare», dichiara Gianpaolo Stocco, presidente provinciale di CNA Treviso.






Salute, Padova, Veneto

Resistere Veneto: svolta del Presidente Stefani sul dossier dell'ospedale di Padova

“La svolta impressa dal Presidente della Regione Alberto Stefani sul dossier del nuovo ospedale di Padova segna finalmente un cambio di passo netto rispetto al passato, architettando una via d'uscita da quel meccanismo di locazione finanziaria con l'Inail che il nostro movimento ha sempre contestato con forza. Stop a un modello opaco e insostenibile che, dietro la maschera dei grandi proclami, rischiava di indebitare pesantemente le casse regionali per venticinque anni a suon di canoni milionari, senza peraltro garantire alla Regione la piena e diretta proprietà della struttura al termine dei pagamenti. Abbiamo già tanti debiti per le prossime generazioni di veneti dalla Pedemontana alle Olimpiadi e non è il caso di aggiungerne altre. Coordiniamo le finanziarie: nazionale e regionale e cerchiamo di portare a casa dei risultati concreti.

Accogliamo con favore la decisione di voltare pagina rispetto alle impostazioni del passato messe in campo dalla vecchia gestione Zaia. Il vecchio accordo con l'Inail rappresentava una vera e propria ipoteca sul futuro della sanità veneta: un'operazione da venticinque milioni di euro all'anno per un quarto di secolo che avrebbe lasciato la Regione nella condizione paradossale di pagare una maxi-locazione senza neppure ritrovarsi proprietaria dell'immobile. Era un sistema congegnato per garantire ritorni economici e rendite di posizione ad altri enti e a soggetti esterni, scaricando i costi sul bilancio pubblico e sottraendo risorse preziose ai servizi territoriali delle altre province. La scelta di virare su un piano di sostenibilità diretto, basato su risorse regionali accantonate, fondi statali mirati e l'opzione di un mutuo flessibile con istituzioni come la BEI – già caldeggiata in passato dal mondo accademico padovano –, va finalmente nella direzione del buon senso e della tutela del denaro dei cittadini veneti.

Noi vigileremo affinché l'opera venga inserita in una visione complessiva della Sanità in Veneto e che si affrontino anche i nodi critici della viabilità e della sicurezza idraulica dell'area di San Lazzaro. La sanità pubblica e i grandi investimenti infrastrutturali del Veneto devono tornare a essere garanzia di patrimonio collettivo e di efficienza, e non bancomat per logiche finanziarie estranee agli interessi della nostra terra.”

Gruppo consiliare
Szumski Resistere Veneto
Cultura

Cent'anni di solitudine dei numeri primi

Prendendo spunto dall’esergo nell’immagine qui sopra - una fulminante délicatesse di Marianna Velasco - ci addentriamo en passant (pare un ossimoro, lo so) in quei dettagli che in una pubblicazione, letteraria o musicale, spesso fanno la differenza, almeno in termini quantitativi. La doppia frase potrebbe essere un perfetto incipit, anche migliore di quello relativo al capolavoro di Garcia Marquez, e addirittura più breve di quello che apre Anna Karenina. Sul filo di questa mia interpretazione la stessa Velasco si interroga: un buon attacco quanto rispecchia poi il contenuto e la qualità di un libro? Qui si corre dritti verso le ferree regole del markeing; non solo le intro quindi, altresì le copertine, i risvolti delle medesime, le famigerate fascette, soprattutto il titolo. Giusto richiamandoci a quello del presente articolo, il romanzo d’esordio di Giordano avrebbe avuto un successo così risonante al di là di ciò? L’autore lo aveva chiamato Dentro e fuori dall’acqua, è stato l’editor Antonio Franchini a suggerire La solitudine dei numeri primi (che insieme al seducente autoscatto della giovane fotografa Mirjan Rooze ha contribuito a farne un best seller). Qualcosa di simile era accaduto per Seminario sulla gioventù di Busi, titolo che di per sé annuncia un romanzo di formazione; nel manoscritto originale si leggeva invece Il monoclino (più adeguato per un saggio o un manuale). Personalmente sono stato conquistato dal secondo lavoro del grande prosatore di Montichiari proprio grazie al suo titolo quasi wertmülleriano: Vita standard di un venditore provvisorio di collant. Succede anche nella canzone. Per esempio, Tre parole, unica hit di Valeria Rossi, fino all’ultimo si presentava come Il guaritore (da un passaggio minore del testo). Perfino l’immensa Yesterday, caduta in sogno a McCartney - lo racconta lui - nella prima stesura era stata denominata Scrambled eggs; sarebbe comunque stata un’eccellente pietanza sonora, ma non da banchetto nuziale, se mai una gustosa frittata. Tornando agli incipit e rimanendo nel mondo delle settenote (a dire la verità dodici), prendiamo Bennato: Seconda stella a destra, questo è il cammino... di colpo ti porta dentro il pezzo. Passiamo alla Poesia, il celebre Urlo di Ginsberg comincia con Ho visto le menti migliori della mia generazione... intuizione lirica semplice ma dirompente, Guccini l’ha presa a prestito per Dio è morto, il sottoscritto (mi si perdoni l’irriverenza) per Grido di Natale. L’elenco sarebbe lungo assai. Ci limitiamo a chiudere con il classico dei classici, abbastanza mélo, forse il più parodiato; anche Shulz l’ha “rubacchiato” per il suo Snoopy, sei parole che ancor riecheggiano ovunque: Era una notte buia e tempestosa... Certo, la scrittura nella sua più alta accezione è infine altra cosa.
Cultura, Friuli V.G.

Estemporanee d'Arte lungo i fiumi: a Città Fiera la vernissage con tutte le opere

Ospiti l'attivista Sara Segantin e il prof. Francesco Visentin, protagonisti di un'intervista sul rapporto tra uomo e paesaggio fluviale

MARTIGNACCO – Il percorso iniziato a giugno con la prima estemporanea d'arte di Ragogna sul Tagliamento, e proseguito poi nei mesi estivi nelle altre tappe di Sagrado sull'Isonzo, di Cividale sul Natisone e di Tavagnacco sul torrente Cormor, coinvolgendo numerosi artisti, ha avuto il suo felice epilogo ieri, venerdì 30 ottobre, nella splendida sala espositiva del Villaggio dell'Arte di Città Fiera, dove alle 18:30 c'è stato il taglio del nastro che ha aperto le porte all'esposizione di tutte le opere realizzate.
Il progetto "Estemporanee d'arte - Arte itinerante lungo i fiumi" ha beneficiato di un contributo regionale.
Presenti: gli artisti; l'infaticabile presidente del Gruppo Artistico Cormor, Cristina Achucarro; diverse autorità fra cui Manuela Celotti, consigliere della Regione Friuli Venezia Giulia; Lorenzo Patti, consigliere delegato del Comune di Udine e Irene Daffarra, vicesindaca di Ragogna. La serata ha registrato anche la gradita presenza della prof.ssa Renata Capria D'Aronco, presidente del Club per l'UNESCO di Udine.
A fare da "padrona di casa" e moderatrice la giornalista Elena Iuri, affiancata dal designer Stefano Borella, direttore artistico che ha sapientemente curato l'allestimento.

I VINCITORI
La professoressa Arianna Romano, componente di giuria, ha consegnato ai vincitori gli attestati realizzati con antica cura da Scriptorium Foroiuliense. Ecco i vincitori: lI primo premio è stato assegnato a Luciano Mason, per un'opera realizzata durante la tappa di Ragogna; il secondo a Renato Paoluzzi con “Il Natisone”, realizzata a Cividale del Friuli, il terzo, ex aequo, a Paolo Venuti, con “Magia dell'acqua”, nella tappa di Tavagnacco, e a Livio Zoppolato, con “Sintesi”, a Cividale del Friuli.
Le menzioni di merito sono state assegnate a David Cej per la tappa di Sagrado, Laura Croatto con “Sfumature di fiume” per Ragogna, Antonella Peresson per Cividale del Friuli e Mara Baiutti con “Il silenzio del Cormor” per Tavagnacco.

IL CATALOGO

A fine serata è stata presentata e distribuita una pubblicazione editoriale che raccoglie le opere degli artisti partecipanti e le foto dei momenti più significativi.

IL VALORE DELL'EVENTO
Nel suo intervento, la presidente Cristina Achucarro, ha ricordato come l'obiettivo del progetto fosse non soltanto valorizzare il paesaggio attraverso l'arte, ma anche offrire agli artisti nuove occasioni per esprimersi, incontrarsi e mettersi in gioco.
Particolarmente significativo il riferimento alle artiste che, incoraggiate a partecipare per la prima volta a un'estemporanea, hanno testimoniato la soddisfazione di aver superato le proprie esitazioni, conosciuto altri artisti e vissuto un'esperienza di condivisione.
La presidente ha sottolineato anche il significato della premiazione: non soltanto riconoscere alcune opere, ma incoraggiare tutti a continuare a dipingere, sperimentare e affrontare nuove sfide, ricordando che il valore del progetto appartiene a tutti coloro che vi hanno partecipato.

Nel corso della serata è stata inaugurata anche una mostra fotografica dell'Associazione Italiana Cultura Sport, alla presenza del presidente Giorgio Mior, in un momento condiviso di valorizzazione delle attività culturali e associative.

INCONTRO E INTERVISTA A SARA SEGANTIN 
E A FRANCESCO VISENTIN
Alle 17 come preludio al Vernissage, hanno partecipato come ospiti d'onore due personalità di primo piano: Sara Segantin, scrittrice, giornalista, divulgatrice scientifica e attivista ambientale, tra i fondatori di Fridays for Future Italia, e Francesco Visentin, docente associato di Geografia umana all'Università degli Studi di Udine, studioso del paesaggio fluviale e delle relazioni tra corsi d'acqua e comunità. Ad intervistarli il giornalista Alessandro Biz.

Segantin ha raccontato il proprio lavoro di divulgazione e testimonianza, che la porta a incontrare persone e comunità in diversi continenti, dall'Africa all'Oceania, dall'America Latina all'Asia, senza trascurare le realtà più piccole e periferiche.
Al centro della sua riflessione, il legame tra giustizia climatica, diritti umani e tutela dell'ambiente. Raccontare le storie delle persone significa anche dare voce a chi vive direttamente le conseguenze dei cambiamenti ambientali e spesso si sente impotente di fronte a problemi sempre più grandi.

Visentin ha affrontato il rapporto tra i fiumi e le comunità, evidenziando come la modernità abbia progressivamente allontanato le persone dai corsi d'acqua. Una distanza che oggi diventa necessario ridurre, recuperando la conoscenza dei territori e favorendo il coinvolgimento dei cittadini nella loro gestione.
Tra gli argomenti affrontati anche i Contratti di fiume, strumenti di partecipazione e collaborazione per la tutela e la valorizzazione dei territori fluviali.
Il confronto ha richiamato gli effetti del cambiamento climatico, dalle grandi piene ai periodi di siccità, ricordando eventi come l'acqua alta di Venezia del 2019 e la siccità del 2022. Fenomeni che rendono sempre più evidente quanto sia necessario ripensare il nostro rapporto con l'acqua.
Ma che cosa rappresenta oggi un fiume? Non soltanto un corso d'acqua da utilizzare o controllare, bensì un elemento vivo del paesaggio, da conoscere e ascoltare, anche attraverso la scienza, la memoria e l'identità delle comunità.
In questo contesto, dipingere un fiume diventa anche un modo per fermarsi a osservarlo, riconoscerne il valore e sviluppare una maggiore attenzione verso l'ambiente.

IL VALORE DELL'EVENTO
La serata è stata anche l'occasione per ringraziare le amministrazioni comunali coinvolte, i collaboratori, le giurie, i fotografi, i volontari, le interpreti delle Muse dei fiumi e le numerose realtà che hanno sostenuto il progetto.
La mostra collettiva rimarrà visitabile al Villaggio dell'Arte di Città Fiera fino al 22 novembre 2026.
Un'esperienza che ha dimostrato come l'arte possa diventare uno strumento per riscoprire il territorio, creare relazioni e riflettere su una risorsa fondamentale per la vita: l'acqua.

PROSSIMA TAPPA, IL FILM-DOCUMENTARIO
Il percorso delle Estemporanee d'Arte si concluderà ufficialmente il 28 novembre al Centro Civico di Tavagnacco, con la proiezione del video-documentario dedicato alle quattro giornate lungo i fiumi del Friuli, realizzato dal regista Gabo Antonutti. Ingresso libero aperto a tutti.
Cultura, Conegliano

Arte e memoria a Farra di Soligo: la mostra retrospettiva dedicata a Natale D'Agostini

FARRA DI SOLIGO (TV) - Il Comune di Farra di Soligo promuove la mostra intitolata “Retrospettiva di Natale D’Agostini (1955-2012) – Pittore & Scultore”, un’ampia ed emozionante rassegna espositiva all’Auditorium Santo Stefano di Farra di Soligo. Sarà aperta al pubblico dal 7 al 22 novembre 2026. Curata con dedizione dal figlio dell’artista, Mirco D’Agostini, e dalla critica Lorena Gava, l’esposizione intende ripercorrere le tappe fondamentali del percorso umano e creativo di un maestro che ha saputo esprimersi con rara intensità sia nella pittura che nella disciplina scultorea.

L’inaugurazione ufficiale si terrà sabato 7 novembre 2026 alle ore 11:00. La cerimonia vedrà l’intervento del sindaco Mattia Perencin e la presentazione critica a cura della storica dell’arte Lorena Gava.

Apertura al pubblico: dal 7 al 22 novembre, nei giorni di sabato e domenica, dalle ore 10:00 alle 12:00, e dalle 15:00 alle 18:00. Ingresso liberto e gratuito.

Il commento del sindaco Mattia Perencin: “
È un grande onore per la nostra Amministrazione accogliere ed esporre negli spazi dell’Auditorium Santo Stefano la retrospettiva dedicata a Natale D’Agostini, artista originario di Soligo. Qui Natale aveva vissuto. Ospitare questa mostra significa valorizzare il patrimonio artistico e culturale del nostro territorio, rendendo il doveroso omaggio a un artista poliedrico che ha saputo trasformare la materia e il colore in pura emozione. Ringrazio di cuore la famiglia, in particolare il curatore Mirco D’Agostini e la critica Lorena Gava per aver reso possibile questo importante appuntamento, che invita tutta la cittadinanza e gli appassionati d’arte a riscoprire una figura di grande rilievo nel panorama artistico locale e nazionale”.

SCHEDA DI APPROFONDIMENTO: Natale D’Agostini (1955-2012)
Nato a Lamon (BL) il 29 dicembre 1955, Natale D’Agostini si trasferisce in giovane età a Soligo e manifesta precocemente una profonda vocazione per il mondo dell’arte: le sue prime opere risalgono infatti al 1972, mentre già l’anno successivo, nel 1973, allestisce la sua prima mostra personale. Negli anni 1973 e 1974 intraprende un percorso di formazione accademica sotto la guida del Prof. Mariano Missaglia, perfezionandosi e frequentando gli atelier dei Maestri Lorenzon e Donadel. Nel 1986 entra a far parte dell’associazione “G.A.V.” di Vittorio Veneto, stringendo costruttive amicizie con altri giovani artisti accomunati dalla medesima spinta verso la ricerca espressiva. Nella seconda metà degli anni ’80 amplia ulteriormente il proprio bagaglio tecnico ed estetico aderendo al circolo culturale “LUIGI IX” di Sacile, dove segue i corsi di incisione tenuti dal Maestro Cesare Baldassin. Il suo percorso esecutivo si completa negli anni successivi con lo studio della figura dal vero presso la “Scuola di Tovena” e attraverso corsi di specializzazione nelle tecniche dell’affresco. In oltre quarant’anni di attività, D’Agostini ha esposto in numerose ed importanti rassegne, sia collettive sia personali, in Italia e all’estero, ottenendo costantemente un ampio plauso da parte di pubblico, critica e giurie. Tra i traguardi di rilievo si ricordano la partecipazione nel 2010 alla VIII Edizione della Biennale d'Arte Internazionale di Roma e la sua attività didattica dal 2009 al 2011 come insegnante di Scultura su legno presso l’Università degli Adulti di Pieve di Soligo.
Conegliano

Gentilezza e solidarietà: a Pieve di Soligo esempi belli di bambini e adulti

PIEVE DI SOLIGO (TV) - Due gesti diversi, accomunati dalla generosità e dall’attenzione verso gli altri, hanno preceduto venerdì sera l’apertura del Consiglio comunale di Pieve di Soligo. Entrambi i momenti sono stati promossi e organizzati dall’Assessorato alla Gentilezza, con delega affidata a Federico Fantin, che porta avanti un’attività di sensibilizzazione e coinvolgimento rivolta alle diverse componenti della comunità con l’obiettivo di diffondere e incoraggiare esempi positivi.

Il primo ha avuto per protagonisti i componenti dei The Aquili, band nata nel 1984 da un gruppo di cinque amici ispirati dalla musica degli Eagles, allora molto popolari. Quell’anno avevano organizzato un concerto dal sapore goliardico, durante il quale, tra il pubblico, anziché aquile si aggiravano galline. Un’iniziativa divertente, ma anche capace di tradursi in un gesto concreto di solidarietà: la serata aveva permesso di raccogliere 300 mila lire, poi devolute all’Ospedale di Conegliano.

A distanza di oltre quarant’anni, l’idea di ritrovarsi per un remake musicale, con i tre componenti della band ancora presenti, si è trasformata in una festa accompagnata da una nuova raccolta fondi. L’obiettivo era quello di lasciare un segno e il risultato è stato un ricavato di 1.850 euro, consegnato venerdì sera ai Servizi sociali del Comune, rappresentati dal consigliere Elda Bernardi, per sostenere le famiglie in difficoltà. “Nel nostro piccolo abbiamo fatto qualcosa” hanno commentato i musicisti sintetizzando lo spirito dell’iniziativa.

“È un esempio del valore aggiunto che le persone e le associazioni sanno portare alla nostra comunità - ha voluto sottolineare il sindaco Stefano Soldan - Anche attraverso un momento di divertimento si può scegliere di dedicare tempo ed energie a chi si trova in una situazione di maggiore difficoltà. Quello dei The Aquili è un gesto concreto e significativo, che merita di essere riconosciuto e valorizzato”.

La generosità degli adulti trova un ideale collegamento nella seconda iniziativa, spiegata dall’assessore Fantin, che vede protagonisti i più piccoli: “Una città “gentile” non è una città che parla più spesso di gentilezza, ma quella in cui le persone trovano sempre una ragione per praticarla, come hanno dimostrato i bambini. Questo è quello che la nostra Amministrazione sta cercando di fare: non celebrare una parola, ma creare occasioni perché diventi un’abitudine e un modo di vivere la nostra comunità”.

Lunedì 2 novembre sarà distribuito nelle scuole primarie del Comune il primo Calendario della Gentilezza, intitolato “La gentilezza insegnata dai bambini”, realizzato raccogliendo le frasi elaborate dagli alunni dei tre plessi scolastici cittadini: la primaria “Papa Luciani” di Solighetto, la “Don Milani” di Barbisano e la “Andrea Zanzotto” di Pieve di Soligo.

Il progetto prosegue il percorso avviato lo scorso anno in occasione della Giornata mondiale della Gentilezza del 13 novembre, quando erano state inaugurate le panchine colorate e decorate con messaggi dedicati a questo tema. Le numerose frasi raccolte in quell’occasione non avevano trovato tutte posto sulle panchine: da qui l’idea di raccoglierne altre e dedicare una frase a ciascun giorno di novembre 2026, con una pagina riservata a ogni istituto.
Il calendario dà voce ai pensieri dei bambini e ricorda quanto la gentilezza possa trovare spazio nelle azioni quotidiane.
Conegliano

Calcio e solidarietà: tutti in campo per ricordare Michele Borella

CONEGLIANO (TV) – La voce di Michele Borella - storico giornalista trevigiano venuto a mancare a soli 56 anni nel 2025 a causa di una malattia - ha accompagnato per anni la vita quotidiana di tanti coneglianesi. Una presenza diventata familiare, legata indissolubilmente a Radio Conegliano e al racconto del territorio e che oggi continua a vivere nella memoria di quanti lo hanno conosciuto ed ascoltato. Per ricordarlo sabato 7 novembre alle ore 10.45 il campo sportivo di Campolongo (Via Monticano 130) ospiterà il “1° Memorial Michele Borella” quale partita di calcio solidale tra TV Pressing, squadra che riunisce giornalisti e gli operatori della comunicazione della provincia di Treviso, e una rappresentativa di politici del coneglianese. 

Un appuntamento che vuole trasformare il ricordo in un momento di incontro, amicizia e solidarietà nel segno di una delle passioni che hanno accompagnato Borella nel corso della sua vita: il calcio. Oltre all'impegno nel mondo dell'informazione, infatti, Michele era un grande appassionato di sport ed era stato anche arbitro. La sua attività professionale lo aveva però visto protagonista soprattutto a Radio Conegliano, emittente della quale era stato Direttore e di cui rappresentava una delle anime più riconoscibili, senza dimenticare la collaborazione con il giornale Il Piave. 

L'iniziativa, organizzata da Ezio Da Re quale amico di Borella, sarà ad ingresso libero e gratuito. La partita ha poi anche una finalità solidale visto che si giocherà per sostenere il progetto “Noi ci mettiamo la faccia, non le mani”, sostenuto e promosso dall’On. Martina Semenzato quale Presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio per sensibilizzare sul tema della violenza di genere attraverso il linguaggio universale dello sport e del calcio. 

Il programma proseguirà poi domenica 8 con una Santa messa in suffragio di Michele nella chiesa di San Rocco a Conegliano alle 8.30.«Michele Borella è stato molto più di un giornalista: per Conegliano era una voce familiare, una presenza capace di entrare nelle case e accompagnare le giornate di tante persone - dichiara Ezio Da Re, organizzatore dell'iniziativa - Con questa partita vogliamo dunque ricordarlo con lo spirito che appartiene allo sport, fatto di amicizia, condivisione e rispetto. Michele ha difatti lasciato un segno profondo nella nostra comunità e crediamo che ritrovarsi in campo per lui sia un modo bello e autentico per mantenerne viva la memoria. Allo stesso tempo abbiamo voluto dare all'iniziativa una finalità solidale sostenendo un'associazione che porta avanti un messaggio importante contro la violenza. Perché ricordare Michele significa anche trasformare l'affetto che ancora lo circonda in un gesto concreto di attenzione verso gli altri».
Cultura, Veneto

Legalità e cultura: lezioni spettacolo in 21 scuole e un importante festival a Limena

VENEZIA - “Quando si tratta di tradurre in azioni concrete le politiche per la legalità, la cultura rappresenta uno strumento prezioso per sensibilizzare, educare e promuovere una cittadinanza consapevole e responsabile. Uno spettacolo che racconta la vita di Giovanni Falcone a una platea di liceali può lasciare un segno profondo, così come un festival che porta Pietro Grasso in un teatro di Limena può offrire un'importante occasione di incontro, riflessione e confronto. Come Assessorato alla Cultura abbiamo voluto contribuire al Progetto Legalità regionale attraverso iniziative capaci di avvicinare soprattutto le giovani generazioni ai valori della giustizia, della responsabilità e del rispetto delle regole. Crediamo infatti che la cultura, nelle sue diverse forme espressive, possa svolgere un ruolo fondamentale nella diffusione della legalità e nella costruzione di una società sempre più consapevole”, ha dichiarato Valeria Mantovan, assessore regionale alla Cultura, Formazione e Istruzione.

Nell’ambito del “Progetto Legalità – Misure per l’attuazione coordinata delle politiche regionali a favore della prevenzione del crimine organizzato e mafioso, della corruzione nonché per la promozione della cultura della legalità e della cittadinanza responsabile”, programma coordinato dalla Direzione Enti Locali, Polizia Locale e Procedimenti Elettorali, la Direzione Cultura della Regione del Veneto, afferente all’Assessorato alla Cultura, ha presentato una proposta progettuale articolata in due iniziative distinte, entrambe affidate a realtà teatrali del territorio.

COSA MOSTRA – Lezioni spettacolo nelle scuole (Arteven)
La prima iniziativa, realizzata in collaborazione con Arteven nell’ambito del Circuito Multidisciplinare Regionale, porta la cultura della legalità direttamente nelle classi attraverso lezioni spettacolo gratuite in 21 scuole del Veneto. Le rappresentazioni toccano tutte le province regionali e propongono titoli costruiti per parlare ai giovani di mafia, criminalità organizzata, corruzione e responsabilità civile in modo diretto e teatralmente efficace. Tra i titoli in programma: Giovanni, una vita per la legalità (la storia del pool antimafia e del giudice Giovanni Falcone), Questione di famiglia (il racconto di una madre e una figlia che scelgono di ribellarsi alla logica mafiosa), Ti racconto le mafie. Le lezioni spettacolo sono già iniziate a settembre e proseguiranno nelle prossime settimane.

SEMI – Festival della Legalità e della Cittadinanza (Teatro Bresci, Limena 5-8 novembre)
La seconda iniziativa è il SEMI – Festival della Legalità e della Cittadinanza, realizzato dal Teatro Bresci e in programma al Teatro Falcone e Borsellino di Limena (PD) dal 5 all’ 8 novembre 2026. Il festival si articola attorno a quattro giornate tematiche. Giovedì 5 novembre (ore 20.45): presentazione del libro U MAXI - Dentro il processo a Cosa Nostra di Pietro Grasso, ex Presidente del Senato e magistrato antimafia, con ingresso a offerta libera. Venerdì 6 novembre: in mattinata Pietro Grasso incontra le scuole di Limena nell’evento Scintille per la Scuola. Alle 20.45 proiezione del documentario Letizia Battaglia - Shooting the Mafia di Kim Longinotto, dedicato alla vita e all'impegno della fotografa e artista. Sabato 7 novembre ore 20.45 Lavoro: chi paga il prezzo? Diritti, sfruttamento e responsabilità, incontro con Marco Omizzolo, sociologo e docente universitario sui meccanismi nascosti del consumo quotidiano. Domenica 9 novembre ore 17.00 spettacolo teatrale Lo schifo: omicidio non casuale di Ilaria Alpi nella nostra ventunesima regione, sugli ultimi giorni della giornalista d’inchiesta uccisa in Somalia nel 1994 (di Stefano Massini, con Anna Tringali, regia di Giorgio Sangati, produzione Teatro Bresci).

“La cultura ha una responsabilità precisa su questi temi: portare in 21 scuole spettacoli sulla mafia e sulla corruzione, e costruire un festival che pianta semi di consapevolezza civile: sono due modi per dire ai giovani che la legalità è una scelta che si rinnova ogni giorno. La cultura può aiutarli a farla”, ha concluso l’assessore Mantovan.
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Ultimo aggiornamento: 02/11/2026 19:03